Kisapmata

di Mike De Leon (Filippine, 1981)

Se nomi come Lav Diaz, Brillante Mendoza ed Erik Matti continuano a dare lustro al cinema filippino del nuovo millennio, non bisogna mai dimenticare quei registi che hanno fatto la storia nel corso dei 70s e oltre (tale periodo viene comunemente chiamato the second golden age, considerando che la prima età dorata di questo importante movimento risale agli Continua a leggere

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What Josiah Saw

di Vincent Grashaw (Stati Uniti, 2021)

“What Josiah Saw” appartiene al cosiddetto filone southern gothic, un sottogenere artistico in cui possiamo trovare una lunga serie di opere letterarie, musicali o cinematografiche. Non esiste southern gothic senza povertà, alienazione, crimine, religione o decadenza umana: tematiche ricorrenti che hanno segnato vari capolavori ambientati nel Continua a leggere

Snack Bar Blues

di Dennis Hopper (Canada, 1980)

“Snack Bar Blues” (il titolo originale “Out Of The Blue” è ispirato a un pezzo di Neil Young presente nella colonna sonora) è un dramma poco conosciuto. In effetti, se nominiamo un mostro sacro come Dennis Hopper (1936-2010), le prime cose che ci vengono in mente sono “Easy Rider” (1969) oppure la sua lunga e brillante carriera nelle vesti di attore Continua a leggere

Hatching

di Hanna Bergholm (Finlandia/Svezia, 2022)

Già si parla di una distribuzione italiana (dal prossimo ottobre) per questo “Hatching”, un horror di taglio fantastico decisamente diverso dalle tante pellicole americane che affollano le nostre sale. Il motivo è semplice: quello diretto da Hanna Bergholm è un film finlandese, dunque proviene da una scuola dove anche i prodotti di genere hanno Continua a leggere

Die Tödliche Maria

di Tom Tykwer (Germania, 1993)

Scavando a ritroso nella carriera di Tom Tykwer, è possibile imbattersi in un lungometraggio davvero cupo e claustrofobico, “Die Tödliche Maria” (“Deadly Maria” per gli anglofoni). È il 1993 e il regista tedesco si muove nei più lugubri territori underground, in attesa di fare il grande salto prima con “Lola Corre” (1998) e successivamente con una serie di titoli Continua a leggere

American Gothic

di John Hough (Gran Bretagna/Canada, 1987)

“American Gothic” è il titolo di un celebre quadro realizzato da Grant Wood nel 1930. Raffigura un agricoltore (con un forcone in mano) accanto a sua figlia (entrambi indossano degli abiti coloniali). L’opera è pregna di ambiguità, a cominciare dal volto teso e rigido dei due personaggi, da tempo considerati un simbolo della cultura rurale americana Continua a leggere

Gimme Shelter

di Hisayasu Satô (Giappone, 1986)

Verso la metà degli anni ottanta, il cinema underground giapponese aggiorna automaticamente le sue tematiche, puntando i propri riflettori sul lato oscuro di una società sempre più tecnologica e protesa verso il futuro. Il benessere e lo sviluppo da un lato, la nevrosi e la frustrazione nel rovescio della medaglia, con la famiglia (disfunzionale) spesso al Continua a leggere

The Pit

di Lew Lehman (Canada, 1981)

All’inizio degli anni ottanta non tutti i registi erano impegnati nel giro slasher. Lew Lehman fu uno di questi, anche se “The Pit” (produzione canadese ma riprese effettuate in Wisconsin) rimase il suo primo e ultimo lavoro dietro la mdp. Si tratta di un horror (dai contorni drammatici) piuttosto curioso per l’epoca, un’opera dove il disagio di un ragazzino Continua a leggere

The Crazy Family

di Sogo Ishii (Giappone, 1984)

Nel lontano 1984, Sogo Ishii realizza uno dei suoi film più importanti, un’opera capace di traghettare la commedia nera verso territori assolutamente impensabili: la vita quotidiana di una famiglia medio-borghese giapponese qui viene infatti portata al culmine dell’esasperazione, attraverso un percorso tanto folle quanto grottesco da cui più tardi attingeranno Continua a leggere

A Certain Kind Of Silence

di Michal Hogenauer (Repubblica Ceca/Olanda/Lettonia, 2019)

Da un regista che non ha mai nascosto il suo amore per il cinema di Michael Haneke, era lecito attendersi un freddo e chirurgico disturbing drama sulla scia di alcune pellicole austriache di recente realizzazione. Inoltre, come se non bastasse, il ceco Michal Hogenauer è anche un estimatore di Yorgos Lanthimos, motivo per il quale non sono poche le Continua a leggere