Primitiv

di Sisworo Gautama Putra (Indonesia, 1980)

Il cinema indonesiano ne ha fatti di passi in avanti, soprattutto durante gli ultimi dieci-quindici anni, un periodo nel quale sono usciti svariati prodotti di caratura internazionale sia in ambito horror che in territori action estremi (impossibile fare a meno di un capolavoro come “The Raid”). Se invece torniamo indietro fino all’inizio degli 80s, ci possiamo Continua a leggere

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Chekist

di Aleksandr Rogozhkin (Russia/Francia, 1992)

Aleksandr Rogozhkin (1949-2021) ha dovuto attendere il crollo del blocco sovietico per mettere in scena un’opera di tale portata: persino lo stesso racconto a cui è ispirato il film (“Shtepka”, scritto da Vladimir Zazubrin nel 1923), fu pubblicato soltanto nel 1989. Neppure in tempi più recenti è andata meglio, perché dopo un rapido passaggio Continua a leggere

Valhalla Rising

di Nicolas Winding Refn (Danimarca/Gran Bretagna, 2009)

A un anno di distanza dalla consacrazione raggiunta con l’istrionico e chiassoso biopic “Bronson” (2008), Nicolas Winding Refn evita di battere su quel ferro ancora caldo, cambiando completamente le carte in tavola. Nasce così “Valhalla Rising”, un esperimento mistico ed ermetico incapace di accontentare un pubblico mainstream all’epoca ingannato da chi Continua a leggere

O Animal Cordial

di Gabriela Amaral (Brasile, 2017)

Da molti anni a questa parte, il cinema di confine centro-sudamericano è in pieno fermento: c’è tanta passione, ci sono buone idee ma soprattutto ci sono dei registi (anche esordienti) che riescono ad ottenere risultati importanti con budget minimi. Da oggi possiamo aggiungere alla lista dei promossi pure la brasiliana Gabriela Amaral (classe 1980), artefice di Continua a leggere

Breeder

di Jens Dahl (Danimarca, 2020)

Se una volta per ringiovanire bastava affidarsi ai ravioli speciali della zia Mei (“Dumplings” è un cult movie imperdibile), oggi le tecniche di biohacking lasciano spazio a qualcosa di realmente indefinito, dove non è facile distinguere il confine tra progresso scientifico e auto-sperimentazione. “Breeder” parte proprio da questa ambiguità, spingendo tali Continua a leggere

Necromentia

di Pearry Reginald Teo (Stati Uniti, 2009)

L’inferno è ovunque, parola del regista Pearry Reginald Teo. La dannazione ha inizio nella vita reale, nella tragedia dell’esistenza, per poi proseguire giù in fondo all’abisso. Una condanna a cui nessuno può sfuggire, dopotutto quale essere umano merita di andare in paradiso? Almeno sotto questo punto di vista, “Necromentia” è un horror che ha le idee molto Continua a leggere

Dr. Lamb

di Danny Lee (Hong Kong, 1992)

Quando parliamo di cinema estremo proveniente da Hong Kong, dobbiamo per forza di cose passare dalla famigerata Cat III, una classificazione istituita nel 1988 in cui finivano dentro tutte quelle pellicole destinate a un pubblico rigorosamente adulto. Pur funzionando anche a livello retroattivo (nella lista furono incluse alcune opere uscite in precedenza Continua a leggere

Undocumented

di Chris Peckover (Stati Uniti, 2010)

Dopo aver diretto una commedia horror simpatica e divertente come “Better Watch Out” (2016), di Chris Peckover non abbiamo saputo più nulla. Curiosando però nel suo passato, abbiamo recuperato questo suo esordio targato 2010, un film violento, estremo ma soprattutto attuale: al centro della storia c’è infatti il problema dell’immigrazione Continua a leggere

Killers

di Kimo Stamboel e Timo Tjahjanto (Indonesia/Giappone, 2014)

“Killers” è una pellicola che risale al 2014, quando i Mo Brothers (ovvero Kimo Stamboel e Timo Tjahjanto) erano ormai sulla bocca di tutti. Eppure ancora oggi questo lungometraggio sa tanto di occasione mancata, di una battuta parzialmente a vuoto all’interno di una filmografia nel complesso positiva, culminata nel 2018 con l’action estremo Continua a leggere

Splatters – Gli Schizzacervelli

di Peter Jackson (Nuova Zelanda, 1992)

Dal capostipite “Blood Feast” (1963) di Herschell Gordon Lewis al fondamentale “Splatters – Gli Schizzacervelli” (1992) ne è passato di sangue sotto ai ponti: ventinove anni di differenza, esattamente come dal 1992 al 2021, un altro periodo in cui il filone splatter ha continuato a regalarci infinite soddisfazioni. Se Lewis (da sempre soprannominato Continua a leggere