Nitram

di Justin Kurzel (Australia, 2021)

Tra i massacri più sanguinosi della storia compiuti da una singola persona, quello di Port Arthur (in Tasmania) ha davvero lasciato delle cicatrici indelebili. Era il 1996 quando un giovane di nome Martin Bryant uccise a colpi d’arma da fuoco trentacinque persone in varie località di questo sobborgo. Tempo dopo, gli approfondimenti psichiatrici Continua a leggere

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Cicha Noc

di Piotr Domalewski (Polonia, 2017)

Non fatevi ingannare dalla banale locandina, “Cicha Noc” (notte silenziosa) non è affatto una commedia natalizia, bensì uno spietato dramma familiare di quelli che fanno masticare amaro. Per il polacco Piotr Domalewski si tratta di un esordio con i fiocchi (in patria il film ha ottenuto importanti riconoscimenti), un successo poi bissato di recente con Continua a leggere

Next Of Kin

di Tony Williams (Australia/Nuova Zelanda, 1982)

L’interesse attorno al cinema di genere australiano ha subito una forte impennata nel 2008, quando fu realizzato il documentario sul tema ““Not Quite Hollywood: The Wild, Untold Story Of Ozploitation!”, un lavoro nel quale intervenivano diverse personalità legate al movimento aussie e non. Tra i tanti film citati in quell’opera, non poteva mancare Continua a leggere

Neve Nera

di Martín Hodara (Argentina/Spagna, 2017)

“Neve Nera” (“Nieve Negra”) è un thriller argentino che all’azione sostituisce il torbido dramma familiare, un approccio che si rivela interessante considerando pure la suggestiva location utilizzata per l’occasione (la Patagonia, anche se alcune scene sono state girate ad Andorra). Ancora una volta la neve diventa un valore aggiunto, perché il Continua a leggere

Impetigore

impetigoredi Joko Anwar (Indonesia, 2019)

Le quotazioni di Joko Anwar continuano a salire, così come è in crescita la credibilità degli horror indonesiani contemporanei, spesso capaci di saper coniugare uno spirito prettamente autoctono con gli espedienti più smaliziati del cinema di genere occidentale. Questo regista ha iniziato a dare il meglio di sé soprattutto in tempi recenti, prima con il discreto “Satan’s Slaves” (2017) e oggi con Continua a leggere

La Campana Del Infierno

la campana del infiernodi Claudio Guerín (Spagna/Francia, 1973)

Qualcuno li chiama film maledetti, ripensando alla catena di disgrazie accadute sul set o negli anni successivi alla loro uscita, altri invece ritengono che si tratti solo di semplici coincidenze. Eppure c’è sempre qualcosa di inspiegabile o inquietante davanti alle tragedie che si consumano in questi casi, come ad esempio la scia di incidenti avvenuti durante la lavorazione di “The Omen” (1976) di Continua a leggere

Dogs

dogsdi Bogdan Mirică (Romania/Francia, 2016)

Con Bogdan Mirică la new wave rumena si sposta dallo squallore urbano delle città agli spazi aperti delle campagne. Dimentichiamoci quindi per un attimo le atmosfere plumbee di alcuni lavori di Cristi Puiu o Cristian Mungiu, esplorando invece una zona del paese poco conosciuta, un lembo di terra al confine tra Romania e Ucraina (nei pressi di Tulcea). Qui il giovane regista esordiente Continua a leggere

Elena

elenadi Andrey Zvyagintsev (Russia, 2011)

Andrey Zvyagintsev è un regista tra i più capaci a sondare il vuoto e il marcio dei rapporti umani, soprattutto in un paese come la Russia martoriato dalle disparità sociali e dal disagio esistenziale dei ceti più poveri. Con il trascorrere degli anni Zvyagintsev è anche diventato più spietato, cinico e disilluso, pensiamo ai recenti “Leviathan” (2014) e “Loveless” (2017). Ma per comprendere appieno Continua a leggere