2022: La Top Ten di Cinema Estremo

Puntuale come un orologio svizzero, torna il consueto appuntamento con i migliori film usciti nel corso dell’anno. Dopo la succulenta scorpacciata presente nella classifica del 2021, ecco qui dieci nuovi titoli da appuntarsi assolutamente sull’agenda, oltre a qualche altro valido suggerimento presente in appendice.
Ovviamente, è importante ribadirlo, questa Continua a leggere

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La Madre Muerta

di Juanma Bajo Ulloa (Spagna, 1993)

Durante i primi anni novanta, in Spagna emerge una nuova generazione di registi indipendenti, alcuni poi diventati celebri su scala internazionale (pensiamo all’eclettica e brillante carriera di Álex De La Iglesia). Al contrario, Juanma Bajo Ulloa ha sparato le sue migliori cartucce soltanto all’inizio, dirigendo un paio di film drammatici veramente oscuri e Continua a leggere

Daisy Diamond

di Simon Staho (Danimarca, 2007)

I due film più conosciuti e apprezzati del danese Simon Staho hanno in comune più di un tragico elemento: la morte, la rinuncia, il fallimento, l’incomunicabilità, l’autoflagellazione. Se “Day And Night” (2004) è uno straziante conto alla rovescia in cui viene rivelato subito l’epilogo, “Daisy Diamond” ne è quasi la sua parte complementare Continua a leggere

Scalene

di Zack Parker (Stati Uniti, 2011)

“Scalene” è un film indipendente americano che avrebbe meritato (e meriterebbe ancora oggi) maggiore visibilità, nonostante la tematica trattata non sia tra le più allegre. Probabilmente questa dura rappresentazione della crudeltà è andata di traverso a tanti, ma è proprio questo è il motivo per cui “Scalene” è un ottimo film, decisamente il migliore Continua a leggere

Mother Is A Whore

di Lee Sang-Woo (Corea del Sud, 2009)

Il cinema coreano, anche quello acclamato nelle sale e nei festival di tutto il mondo, non si è mai autoimposto dei limiti o delle censure, non a caso in molte di queste pellicole sono presenti immagini decisamente forti per un pubblico medio. Scendendo invece giù nell’underground, sembra ci sia qualcosa di ancora più estremo che bolle in pentola, come Continua a leggere

Playground

playgrounddi Bartosz M. Kowalski (Polonia, 2016)

Possiamo considerare “Playground” (“Plac Zabaw”) uno degli esordi più controversi di questi ultimi anni, una pellicola che ha fatto tanto discutere al Festival di San Sebastián del 2016, dove alcuni spettatori hanno abbandonato la sala durante la proiezione. Partendo da un fatto di cronaca realmente accaduto, il regista Bartosz M. Kowalski ci sbatte in faccia la semplicità con la quale il male Continua a leggere

Goran

gorandi Nevio Marasović (Croazia, 2016)

Tra i registi emergenti provenienti dalla ex Jugoslavia, il nome di Nevio Marasović è di quelli da appuntare in grassetto. “Goran” è il suo terzo film, dopo le felici esperienze di “The Show Must Go On” (2010) e “Vis-À-Vis” (2013), un’opera in bilico tra dramma e thriller e dal sapore quasi scandinavo (non a caso lo sceneggiatore è il norvegese Gjermund Gisvold). Lo stesso Marasović Continua a leggere

Code Blue

code bluedi Urszula Antoniak (Danimarca/Olanda, 2011)

“Code Blue” è il secondo film diretto dalla polacca Urszula Antoniak, dopo il debutto del 2009 “Nothing Personal”. Ancora una volta si tratta di una coproduzione (in questo caso tra Danimarca e Olanda), con un cast di buon livello tra cui spicca la scheletrica protagonista Marian (la belga Bien De Moor), una donna dallo sguardo gelido e dal viso scavato e sofferente. Questa signora di mezza Continua a leggere

…E Ora Parliamo Di Kevin

e oradi Lynne Ramsay (UK/Stati Uniti, 2011)

Il libro “We Need To Talk About Kevin”, pubblicato dalla giornalista e scrittrice statunitense Lionel Shriver nel 2003, è un pugno nello stomaco. Quando due anni dopo furono acquisiti i diritti per realizzare un film, una serie di intoppi produttivi fecero slittare il progetto, il quale vide la luce solo nel 2011. Meglio tardi che mai, perché “…E Ora Parliamo Di Kevin” è un disturbing drama di Continua a leggere

Submarino

submarinodi Thomas Vinterberg (Danimarca, 2010)

Nello slang carcerario, il submarino è un tipo di tortura nella quale la vittima viene messa a testa in giù con il capo immerso dentro una bacinella piena di acqua, merda e piscio. Metafora perfetta per raccontare la vita di due fratelli invischiati in una storia di droga, alcolismo, sesso e violenza, un abisso dal quale è difficile tirarsi fuori. Durante l’incipit vediamo i protagonisti da bambini in Continua a leggere