Unclenching The Fists

di Kira Kovalenko (Russia, 2021)

Prima di parlare di “Unclenching The Fists”, è opportuno fare una piccola introduzione di carattere geopolitico, anche per comprendere al meglio alcune dinamiche presenti nel film: la storia si svolge infatti in Ossezia del Nord, una repubblica del Caucaso settentrionale (tuttavia compresa nel territorio russo) poco distante dalla Georgia. Proprio da queste Continua a leggere

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Nitram

di Justin Kurzel (Australia, 2021)

Tra i massacri più sanguinosi della storia compiuti da una singola persona, quello di Port Arthur (in Tasmania) ha davvero lasciato delle cicatrici indelebili. Era il 1996 quando un giovane di nome Martin Bryant uccise a colpi d’arma da fuoco trentacinque persone in varie località di questo sobborgo. Tempo dopo, gli approfondimenti psichiatrici Continua a leggere

The Pit

di Lew Lehman (Canada, 1981)

All’inizio degli anni ottanta non tutti i registi erano impegnati nel giro slasher. Lew Lehman fu uno di questi, anche se “The Pit” (produzione canadese ma riprese effettuate in Wisconsin) rimase il suo primo e ultimo lavoro dietro la mdp. Si tratta di un horror (dai contorni drammatici) piuttosto curioso per l’epoca, un’opera dove il disagio di un ragazzino Continua a leggere

Ratcatcher

di Lynne Ramsay (Gran Bretagna/Francia, 1999)

Durante il 1973, un prolungato sciopero dei netturbini mise in ginocchio la città di Glasgow, costringendo la popolazione a convivere con una situazione igienica a dir poco allarmante: la regista Lynne Ramsay, originaria proprio della città scozzese, ripercorre quei momenti attraverso questo brillante esordio, un film che per certi versi potremmo accostare Continua a leggere

This Is England

this is englanddi Shane Meadows (Gran Bretagna, 2006)

Per il cinema non è mai stato facile descrivere il mondo degli skinhead, una controversa sottocultura che non sarebbe tale se accanto a essa non ci fosse del disagio sociale e un certo immaginario perfettamente distinguibile attraverso il look o le tendenze musicali. Il botto vero e proprio sopraggiunge nel 1982 con un film televisivo diretto da Alan Clarke, “Made In Britain”, in cui il protagonista Continua a leggere

Amoklauf

amoklauf.jogdi Uwe Boll (Germania, 1994)

Possiamo suddividere la carriera di Uwe Boll in tre fasi ben distinte: una prima legata esclusivamente a pellicole amatoriali, una seconda incentrata su alcune fallimentari trasposizioni videoludiche (che gli sono valse l’appellativo di peggior regista esistente!) e una terza da noi molto apprezzata, un riscatto che passa attraverso opere che hanno molto da dire, al di là della violenza estrema in esse Continua a leggere

Sweet Sixteen

sweet sixteen 2di Ken Loach (Gran Bretagna/Germania, 2002)

“Sweet Sixteen” è un film significativo tra quelli diretti da Ken Loach, forse il più indicato per essere inserito tra queste pagine. Non si tratta certo del miglior Loach, ma il premio per la sceneggiatura a Cannes nel 2002 e una serie di dure riflessioni sul mondo giovanile britannico lo rendono ancora oggi un lavoro importante, attuale, capace di sbatterci in faccia argomenti raccontati troppo spesso con Continua a leggere

Un Posto Sulla Terra

un postodi Artur Aristakisyan (Russia, 2001)

Cinema della disperazione. Difficile descrivere “Un Posto Sulla Terra” con altre parole, perché in queste due ore tutto quello che scorre davanti ai nostri occhi appartiene esclusivamente a un mondo fatto di miseria, alienazione e sofferenza. Per il regista di origine moldava Artur Aristakisyan questo luogo si trova nel cuore di Mosca, l’ultimo posto sulla terra (il film è conosciuto anche con questo titolo) o Continua a leggere

Import/Export

importdi Ulrich Seidl (Austria/Francia, 2007)

Fatta eccezione per il fulminante “Canicola” (2001), i film di Ulrich Seidl non sono mai stati distribuiti in Italia, neppure in edizione home video. Un vero paradosso, poiché si tratta di un regista tra i più significativi del nuovo millennio, da qualcuno frettolosamente bollato come una controfigura minore di Michael Haneke. I due però hanno in comune soltanto la provenienza austriaca Continua a leggere

The Boy

the-boydi Craig William Macneill (Stati Uniti, 2015)

Non è facile raccontare la storia di un bambino mentalmente disturbato in un’ottica ancorata al presente ma rivolta con preoccupazione al (suo) futuro. Eppure il recente “The Childhood Of A Leader” (2015) ci è riuscito benissimo, in un contesto storico per giunta delicato come quello che ha preceduto le grandi dittature dello scorso secolo. “The Boy” è dello stesso anno ma cambia completamente Continua a leggere