Die Tödliche Maria

di Tom Tykwer (Germania, 1993)

Scavando a ritroso nella carriera di Tom Tykwer, è possibile imbattersi in un lungometraggio davvero cupo e claustrofobico, “Die Tödliche Maria” (“Deadly Maria” per gli anglofoni). È il 1993 e il regista tedesco si muove nei più lugubri territori underground, in attesa di fare il grande salto prima con “Lola Corre” (1998) e successivamente con una serie di titoli Continua a leggere

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Oslo, August 31st

di Joachim Trier (Norvegia/Danimarca/Svezia, 2011)

In attesa di vedere il suo ultimo film (“La Persona Peggiore Del Mondo”), torniamo indietro di qualche anno per parlare del secondo lungometraggio realizzato dal talentuoso Joachim Trier, “Oslo, August 31st”, al momento il suo lavoro più conosciuto alla pari del notevole thriller psicologico “Thelma” (2017). Ancora una volta, il regista scandinavo Continua a leggere

Blind Spot

di Tuva Novotny (Norvegia, 2018)

Partendo da un titolo di grande rilevanza internazionale come “Arca Russa” (2002) di Aleksandr Sokurov, possiamo appurare che durante il nuovo secolo i film girati con un solo lunghissimo piano sequenza sono aumentati in maniera esponenziale (le tecniche di ripresa seguono di pari passo lo sviluppo della tecnologia video). Tra i lavori più intriganti e Continua a leggere

Melancholia

di Lars Von Trier (Danimarca/Svezia/Francia/Germania, 2011)

In un periodo storico di pandemie e di incertezze globali, la vita per i fobici e per gli ipocondriaci non deve essere affatto semplice: chiedere a Lars Von Trier, un personaggio sui generis anche per via delle sue costanti paure quotidiane. Inoltre il regista danese ha sofferto di depressione per lungo tempo, ma questo è un altro discorso, non a caso proprio Continua a leggere

La Sposa Turca

la sposa turcadi Fatih Akin (Germania/Turchia, 2004)

“La Sposta Turca” (“Gegen Die Wand”), quarto lungometraggio del regista amburghese di origine turca Fatih Akin, vince il Festival di Berlino nel 2004. Un premio assolutamente meritato, alla luce di una storia molto avvincente sviluppata attraverso il rapporto tormentato tra due persone infelici, Cahit (un egregio Birol Ünel) e Sibel (molto brava anche Sibel Kekilli, per lei un passato da pornostar Continua a leggere

Un Anno Con 13 Lune

un anno con 13 lunedi Rainer Werner Fassbinder (Germania Ovest, 1978)

Scosso profondamente dal suicidio del compagno Armin Meier, Rainer Werner Fassbinder gira in appena venticinque giorni uno dei film più drammatici e dolorosi della sua carriera. Il titolo (“In Einem Jahr Mit 13 Monden”) si riferisce a una congiuntura astronomica che accade soltanto sei volte in un secolo, un periodo in cui gli individui Continua a leggere

Baby Blues

baby bdi Lars Jacobson (Stati Uniti, 2008)

Baby Blues è quel termine che indica una sindrome post parto. Ne soffrono molte neomamme, ma solitamente questo senso di tristezza e di depressione si esaurisce nel giro di pochi giorni. Il film di Lars Jacobson (coadiuvato in cabina di regia da Amardeep Kaleka) alza l’asticella ancora più in alto, aggirando l’aspetto drammatico e psicologico del problema per fare spazio a una componente Continua a leggere

Christine

christinedi Antonio Campos (Stati Uniti/UK 2016)

Christine non è la macchina infernale di Carpenter. Ma Christine Chubbuck, una giornalista statunitense realmente vissuta, nota per essersi sparata un colpo di pistola alla tempia mentre stava conducendo un programma in diretta televisiva.
Corre l’anno 1974 e durante l’estate tiene ancora banco lo scandalo Watergate, ormai agli sgoccioli. Il Presidente in carica Richard Nixon infatti si dimette Continua a leggere

Schramm

schrammdi Jörg Buttgereit (Germania, 1993)

Today I’m dirty, but tomorrow I’ll be just dirt”. Inizia con una citazione del serial killer americano Carl Panzram una delle opere più significative di Jörg Buttgereit, una storia di solitudine e perversione raccontata con il suo solito stile inconfondibile, ovviamente marcio, cupo e tremendamente realistico. Il regista tedesco ci fa immergere – in poco più di un’ora – nella vita Continua a leggere

Depressione ed esistenzialismo in dodici film del nuovo millennio ambientati nell’Europa dell’est

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Quella sporca dozzina. Anzi, quella deprimente dozzina. Dodici film del nuovo millennio selezionati per raccontare il disagio della realtà sovietica o post-sovietica attraverso varie sfumature. Cinema drammatico o cinema d’autore dalle tinte forti e controverse, disturbante quanto basta per farci entrare in una spirale dalle quale è difficile uscirne fuori.
In appendice troviamo anche due opere realizzate da registi occidentali ma ambientate in parte o del tutto nei paesi dell’ex blocco comunista, nuove sfaccettature che si incastrano perfettamente nel piccolo puzzle che abbiamo voluto ricostruire. È doveroso Continua a leggere