Rimini

di Ulrich Seidl (Germania/Austria/Francia, 2022)

A distanza di sei anni dalla sua ultima fatica (lo shock di “Safari” è ancora vivo nei nostro occhi), Ulrich Seidl torna al cinema di finzione che ha contraddistinto le sue opere più famose, spostando l’azione in una Rimini invernale battuta dalla pioggia, dal vento gelido e persino dalla neve: gli stereotipi più frivoli e solari legati alla città Continua a leggere

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La Calle De La Amargura

di Arturo Ripstein (Messico, 2015)

Arturo Ripstein (classe 1943) ha imparato le basi del mestiere collaborando con Luis Buñuel: è infatti il 1962 quando il giovane messicano lavora come assistente alla regia (non accreditato) sul set de “L’Angelo Sterminatore”. Da tempo considerato in patria uno dei cineasti più influenti e importanti di sempre, Ripstein non ha mai smesso di fare Continua a leggere

Ratcatcher

di Lynne Ramsay (Gran Bretagna/Francia, 1999)

Durante il 1973, un prolungato sciopero dei netturbini mise in ginocchio la città di Glasgow, costringendo la popolazione a convivere con una situazione igienica a dir poco allarmante: la regista Lynne Ramsay, originaria proprio della città scozzese, ripercorre quei momenti attraverso questo brillante esordio, un film che per certi versi potremmo accostare Continua a leggere

The Sinful Dwarf

di Vidal Raski (Danimarca, 1973) 

Ai fautori nonché ai cultori del cinema exploitation non è mai mancata la fantasia, ecco perché qualcuno (molto prima di noi) si è preso persino la briga di coniare il termine dwarfploitation per dare un significato ancora più specifico a questo tipo di pellicole. Quelle dove i protagonisti sono dei nani, meglio se infami. In realtà in “The Sinful Dwarf” Continua a leggere

Something Better To Come

di Hanna Polak (Danimarca/Polonia, 2014)

Hanna Polak i reietti li conosce bene. Se infatti nel 2005 il suo potente mediometraggio “The Children Of Leningradsky” fu candidato agli Oscar nella categoria dei documentari, è con questo “Something Better To Come” che per lei è arrivata la definitiva consacrazione su scala internazionale (con numerosi premi ricevuti in giro per il mondo). Questo lavoro Continua a leggere

Mother Is A Whore

di Lee Sang-Woo (Corea del Sud, 2009)

Il cinema coreano, anche quello acclamato nelle sale e nei festival di tutto il mondo, non si è mai autoimposto dei limiti o delle censure, non a caso in molte di queste pellicole sono presenti immagini decisamente forti per un pubblico medio. Scendendo invece giù nell’underground, sembra ci sia qualcosa di ancora più estremo che bolle in pentola, come Continua a leggere

Trash Humpers

trash humpersdi Harmony Korine (Stati Uniti/UK, 2009)

Nonostante siano trascorsi tanti anni dall’uscita di “Trash Humpers”, questo lavoro resta un oggetto misterioso all’interno della filmografia del regista. La verità è che Harmony Korine avrebbe dovuto realizzare un prodotto simile ben prima di girare “Gummo” (1997) o “Julien Donkey-Boy” (1999), proprio alla luce del carattere completamente amatoriale dell’opera, idealmente da collocare in Continua a leggere

Cargo 200

c200V5BNTc5MDAxNzYwMl5BMl5BanBnXkFtZTgwNzYzMTA2MDE@._V1_di Aleksej Balabanov (Russia, 2007)

1984: l’Unione Sovietica è in guerra con l’Afghanistan, le vittime sono migliaia e gli aerei militari che riportano in patria i cadaveri possono trasportare non più di duecento bare alla volta, da qui il titolo dell’opera. Ma quello di Aleksej Oktjabrinovič Balabanov (regista scomparso prematuramente nel 2013) non è un film bellico, le notizie che giungono dal fronte rappresentano Continua a leggere

Un Posto Sulla Terra

un postodi Artur Aristakisyan (Russia, 2001)

Cinema della disperazione. Difficile descrivere “Un Posto Sulla Terra” con altre parole, perché in queste due ore tutto quello che scorre davanti ai nostri occhi appartiene esclusivamente a un mondo fatto di miseria, alienazione e sofferenza. Per il regista di origine moldava Artur Aristakisyan questo luogo si trova nel cuore di Mosca, l’ultimo posto sulla terra (il film è conosciuto anche con questo titolo) o Continua a leggere

Henry, Pioggia Di Sangue

henry pdi John McNaughton (Stati Uniti, 1986)

“Henry, Pioggia Di Sangue” (molto meglio nel titolo originale “Henry: Portrait Of A Serial Killer”) è un film essenziale. Un aggettivo che ben si addice a un’opera cruda, scarna, minimale, quasi documentaristica, capace di addentrarsi con un disarmante realismo nella quotidianità del protagonista. John McNaughton si ispira (concedendosi molta libertà) alle gesta di Henry Lee Continua a leggere