La Femme Qui Se Poudre

di Patrick Bokanowski (Francia, 1972)

Quando parliamo di Patrick Bokanowski (Algeri, 1943), dobbiamo per forza puntare i riflettori sugli angoli più remoti del cinema sperimentale e di avanguardia. Anche se qualcuno si ricorderà del suo surreale “L’Ange” (un breve lungometraggio uscito nel 1982), spendere due parole su questo corto è praticamente basilare. In poco più di quindici minuti Continua a leggere

Pubblicità

The Runner

di Boy Harsher (Stati Uniti, 2022)

The Runner” è un cortometraggio tanto curioso quanto ambizioso. Si tratta infatti di un’esperienza audiovisiva nella quale le due componenti essenziali (quella musicale e quella cinematografica) si fondono in una cosa sola. Dietro questa intrigante iniziativa troviamo una coppia americana piuttosto conosciuta negli ambienti dark internazionali Continua a leggere

The House Is Black

di Farugh Farrokhzad (Iran, 1963)

A volte basta soltanto un’opera per lasciare il segno. “The House Is Black” (“La Casa è Nera”) è infatti l’unico lavoro diretto da Farugh Farrokhzad, celebre poetessa persiana purtroppo scomparsa prematuramente nel 1967 a causa di un incidente stradale. Questo cortometraggio non solo pone le basi per lo sviluppo della new wave iraniana, ma ci sbatte Continua a leggere

Apaches

di John Mackenzie (Gran Bretagna, 1977)

Per molti anni nel Regno Unito andarono in onda i cosiddetti public information films, una serie di cortometraggi commissionati dal governo in modo tale da poter educare/informare il cittadino, mettendolo in guardia sui vari pericoli presenti nella quotidianità (dalle città alle zone rurali). Siccome verso la metà dei 70s alcuni bambini morirono in Continua a leggere

The Big Shave

di Martin Scorsese (Stati Uniti, 1967)

Quel periodo di grande rinnovamento del cinema americano, denominato per l’occasione New Hollywood, ha inizio verso la fine degli anni sessanta e si conclude agli albori degli 80s. Tra i registi di punta di questa intensa e produttiva stagione cinematografica, non poteva mancare il nome di Martin Scorsese, il cui ruolo è stato determinante fin dai Continua a leggere

Genesis

di Nacho Cerdà (Spagna, 1998)

I trenta minuti di “Genesis” chiudono alla grande la trilogia della morte di Nacho Cerdà, regista catalano che proprio durante gli anni novanta è riuscito a esprimere al massimo il suo talento. Non tanto con il primo “The Awakening” (1990), quanto con i successivi due capitoli della trilogia, da sempre considerati fondamentali per comprendere il cinema estremo Continua a leggere

Meshes Of The Afternoon

di Maya Deren e Alexander Hammid (Stati Uniti, 1943)

Eleanora Derenkowsky, nata in Ucraina nel 1917 da una famiglia di ebrei benestanti, si trasferì ben presto negli States dove adottò lo pseudonimo di Maya Deren. Una figura ancora oggi non troppo conosciuta, nonostante si tratti di un personaggio tra i più affascinanti e controversi del cinema sperimentale dell’immediato dopoguerra. “Meshes Continua a leggere

The Fall

di Jonathan Glazer (Gran Bretagna, 2019)

Se è vero che abbiamo cominciato ad ammirare Jonathan Glazer durante gli anni novanta (suoi alcuni videoclip di culto come “Karmacoma” dei Massive Attack o “Karma Police” dei Radiohead), soltanto in tempi recenti il suo nome è definitivamente entrato nelle nostre grazie (“Under The Skin” è uno dei film più affascinanti dello scorso decennio). Questo Continua a leggere

Nimic

di Yorgos Lanthimos (Germania/Stati Uniti/Gran Bretagna, 2019)

Quando Yorgos Lanthimos ritrova una pedina fondamentale come lo sceneggiatore Efthymis Filippou, allora possiamo stare certi che nulla è come sembra, pure se si tratta di un cortometraggio di appena dodici minuti. Il regista greco qui rimette in circolo non solo la sua personale estetica cinematografica, ma soprattutto quel linguaggio Continua a leggere

Brutal Realty, Inc.

di Erik Boccio (Stati Uniti, 2019)

Dopo aver vinto svariati premi in alcune rassegne americane, “Brutal Realty, Inc.” finalmente sbarca sugli schermi dello storico Fantafestival romano. Si tratta di un cortometraggio di circa quindici minuti molto divertente, completamente incentrato su un pittoresco e solitario black metaller (per tutti è The Summoner) ormai stufo di una poco Continua a leggere