Sea Fog

di Sung-Bo Shim (Corea del Sud, 2014)

Dopo tanti anni, la strada di Bong Joon-Ho ha incontrato nuovamente quella di Sung-Bo Shim: se nell’ormai lontano 2003 i due avevano scritto insieme uno dei thriller più importanti di inizio secolo (“Memories Of Murder”), dopo oltre due lustri è stato Bong Joon-Ho a ricambiare il favore, producendo e sceneggiando insieme al collega questo discreto Continua a leggere

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Tell Me Something

di Jang Yun-Hyeon (Corea del Sud, 1999)

Dopo un lungo periodo di oblio, con l’inizio del nuovo secolo il cinema sudcoreano si è rimesso in carreggiata grazie all’apporto di una serie di registi poi acclamati in giro per il mondo, le cui pellicole sono state distribuite praticamente ovunque. Sono soprattutto i film drammatici e i thriller a stupire ancora oggi sia il pubblico che la critica. Nel caso Continua a leggere

Night In Paradise

di Park Hoon-Jung (Corea del Sud, 2020)

Già passato in rassegna fuori concorso al Festival di Venezia 2020 (quello per pochi intimi), “Night In Paradise” ha finalmente raggiunto un pubblico più vasto grazie all’interesse di Netflix. Dietro la macchina da presa ritroviamo una nostra vecchia conoscenza, ovvero quel Park Hoon-Jung già sceneggiatore dello straripante “I Saw The Devil” (2010) ma poi Continua a leggere

Snowpiercer

di Bong Joon-Ho (Corea del Sud/Repubblica Ceca, 2013)

Senza dover per forza separare queste due scuole con l’accetta, è tuttavia innegabile che ci siano differenze enormi (storiche, estetiche e culturali) tra il cinema di matrice orientale e quello di matrice occidentale. Curiosamente, proprio nel 2013, escono tre film in cui accade qualcosa di trasversale: se Park Chan-Wook gira a Hollywood “Stoker” (un’opera Continua a leggere

Han Gong-Ju

di Lee Su-Jin (Corea del Sud, 2013)

Una delle tematiche cinematografiche più scottanti e dolorose è quella legata agli abusi sessuali, un orrore che può essere messo in scena in mille modi diversi. In Corea del Sud la finzione ha spesso trovato terreno fertile nel revenge movie, come per esempio abbiamo visto nel devastante “Bedevilled” (2010). Ma se alla base di tutto c’è una storia realmente Continua a leggere

Lady Vendetta

di Park Chan-Wook (Corea del Sud, 2005)

Con questo lungometraggio del 2005 si chiude la celebre trilogia della vendetta di Park Chan-Wook, tre pellicole ognuna delle quali capace di brillare di luce propria. Difficile dunque scegliere tra un capolavoro assoluto del cinema coreano (“Mr. Vendetta”) e uno dei film orientali più celebri di sempre (“Oldboy”), con “Lady Vendetta” a rappresentare un Continua a leggere

Pietà

di Kim Ki-Duk (Corea del Sud, 2012)

La scomparsa di Kim Ki-Duk per noi è lunga da elaborare. Abbiamo perso un grande poeta della settima arte, un cineasta che ha permesso a molte persone di avvicinarsi alla bellezza del cinema coreano. Oggi ripeschiamo il suo ultimo successo su scala internazionale, “Pietà” (il titolo si può scrivere anche senza accento), il film che si impose a Venezia nel 2012 Continua a leggere

Blind

di Ahn Sang-Hoon (Corea del Sud, 2011)

Purtroppo sono ancora pochi i thriller coreani di valore che negli anni sono riusciti a trovare una distribuzione home video italiana: uno di questi è “Blind”, un film meno cruento e originale rispetto ad altre pellicole dello stesso tenore ma come sempre curato in ogni minimo dettaglio. Questo per sottolineare il costante livello medio-alto di molti prodotti provenienti Continua a leggere

Mother Is A Whore

di Lee Sang-Woo (Corea del Sud, 2009)

Il cinema coreano, anche quello acclamato nelle sale e nei festival di tutto il mondo, non si è mai autoimposto dei limiti o delle censure, non a caso in molte di queste pellicole sono presenti immagini decisamente forti per un pubblico medio. Scendendo invece giù nell’underground, sembra ci sia qualcosa di ancora più estremo che bolle in pentola, come Continua a leggere