The Trip

di Tommy Wirkola (Norvegia, 2021)

Black humour e splatter possono andare perfettamente a braccetto, perché il sangue nel cinema può anche essere uno scintillante fluido capace di divertire e di intrattenere. Tommy Wirkola questo lo sa molto bene, non a caso tale formula l’ha già applicata alla perfezione con il riuscitissimo “Dead Snow 2: Red vs Dead” (2014), a nostro avviso il suo miglior Continua a leggere

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The Ones Below

di David Farr (Gran Bretagna, 2015)

Ancora oggi, non sono pochi i registi che intraprendono la strada del thriller psicologico rimettendo in circolo la lezione di Roman Polanski, colui che nel genere di riferimento ha lasciato un segno indelebile grazie alla cosiddetta trilogia dell’appartamento. David Farr (qui al suo primo e per ora unico lungometraggio) ricomincia proprio dall’esperienza Continua a leggere

Grano Rosso Sangue

di Fritz Kiersch (Stati Uniti, 1984)

“Grano Rosso Sangue” (“Children Of The Corn”) è uno dei tanti film basati su qualche racconto o romanzo di Stephen King (in questo caso la storia è contenuta nella raccolta “A Volte Ritornano”, uscita originariamente nel 1978). Si tratta senza dubbio di una trasposizione di successo, nonostante Stephen King fu estromesso dalla sceneggiatura per fare spazio Continua a leggere

Divino Amor

di Gabriel Mascaro (Brasile/Uruguay, 2019)

Era il 2027. Il Brasile era cambiato. La festa più importante del paese non era più il carnevale, ma la festa dell’amore supremo”. Inizia con queste parole il nuovo film di Gabriel Mascaro, regista sudamericano da noi già apprezzato per il precedente “Neon Bull” (2015), una pellicola profondamente legata a un Brasile rurale e arretrato. Stavolta invece si guarda Continua a leggere

Natural Born Killers

di Oliver Stone (Stati Uniti, 1994)

Si può parlare di “Natural Born Killers” senza per forza scomodare dei termini in netta antitesi tra loro come capolavoro o schifezza colossale? A nostro avviso sì, perché è possibile trovare un punto di equilibrio tra le parti superando anche quell’onda emozionale che all’epoca decretò il successo del film soprattutto tra i più giovani. Davanti a un lavoro del Continua a leggere

Amour

amourdi Michael Haneke (Austria/Francia, 2012)

“Amour” è l’ultimo vero masterpiece girato da Michael Haneke, oltre a essere uno dei film più toccanti e strazianti realizzati nel corso dello scorso decennio. Non possiamo infatti negare che il successivo e recente “Happy End” (2017) sia stato soltanto un buon prodotto ma nulla per cui urlare al capolavoro, al contrario della pellicola in esame, per giunta vincente su ogni fronte possibile Continua a leggere

Vacancy

vacancydi Nimród Antal (Stati Uniti, 2007)

Americano di nascita ma ungherese di origine, Nimród Antal (classe 1973) è finito nel giro di poco tempo dalle luci della ribalta al dimenticatoio, nonostante la recente collaborazione con i Metallica (il film “Through The Never”) e un come back sulle sponde del Danubio con “A Viszkis” (2017). Tornando alle origini della sua carriera, in seguito al successo di “Kontroll” (2003) – primo film magiaro Continua a leggere

Berlin Syndrome

berlindi Cate Shortland (Australia, 2017)

Berlino è una città che disorienta, soprattutto chi la visita per la prima volta. Una metropoli senza punti di riferimento, eccetto quella gigantesca torre della televisione presso Alexanderplatz su cui sembra ruotare tutto. Per una giovane turista australiana non deve essere facile esplorare un luogo così grande, allora meglio fare subito amicizia con qualcuno del posto per non venire fagocitati dalle Continua a leggere

The Lobster

the lobsterdi Yorgos Lanthimos (Irlanda/UK/Grecia, 2015)

“The Lobster” ha sdoganato definitivamente il talento di Yorgos Lanthimos, fino a quel momento nome di culto per una cerchia ristretta di cinefili (grazie soprattutto al capolavoro “Kynodontas” del 2009). Lasciato da parte l’idioma greco, il regista si cimenta con una produzione di respiro internazionale che approda persino nelle sale Continua a leggere

Fiore Di Carne

fiore di carnedi Paul Verhoeven (Olanda, 1973)

La brillante carriera di Paul Verhoeven parte da molto lontano, esattamente da quel periodo olandese che nel giro di pochi anni lo pone all’attenzione del grande pubblico internazionale. Che Verhoeven sia giustamente considerato il più noto regista dei Paesi Bassi è un dato di fatto: “Fiore Di Carne” (“Turks Fruit” nel titolo originale, dall’omonimo libro del 1969) non solo ha sbancato i Continua a leggere