Sick Of Myself

di Kristoffer Borgli (Norvegia/Svezia, 2022)

Competizione e invidia. La nostra società si fonda (anche) su queste due magiche paroline, due termini purtroppo amplificati all’ennesima potenza dai social network, luoghi virtuali dove spesso sembra di assistere a una gara a chi prende (o elemosina) più like. Come però suggerisce una frase presente nel film, sono i narcisisti quelli che riescono a raggiungere Continua a leggere

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Triangle Of Sadness

di Ruben Östlund (Svezia/Francia/Gran Bretagna/Grecia, 2022)

A Cannes, Ruben Östlund vince sempre: lo aveva fatto nel 2014 con “Forza Maggiore” (nella sezione Un Certain Regard), prima di aggiudicarsi la Palma d’Oro con “The Square” nel 2017 e con questo “Triangle Of Sadness” nel 2022, un film girato prevalentemente su un lussuoso yacht tra le isole della Grecia. Ancora una volta, la satira del regista svedese colpisce Continua a leggere

Flux Gourmet

di Peter Strickland (Gran Bretagna/Ungheria/Stati Uniti, 2022)

Peter Strickland non aveva ancora sbagliato un colpo: con i precedenti “Katalin Varga” (2009), “Berberian Sound Studio” (2012), “The Duke Of Burgundy” (2014) e “In Fabric” (2018), il regista di Reading aveva infatti inanellato quattro pellicole di indubbia qualità, mettendo in luce una notevole personalità dietro la macchina da presa. Anche se oggi tale cifra Continua a leggere

The Opening Of Misty Beethoven

di Radley Metzger (Stati Uniti, 1976)

Se in America la chiamavano the golden age of porn, un motivo ci sarà stato. Dopotutto, già dal termine dei 60s e almeno fino all’inizio degli anni ottanta, il cinema pornografico ha avuto una sua precisa dignità/identità artistica. All’epoca, da quelle parti, non era difficile imbattersi in una recensione positiva scritta da qualche quotato critico, anche perché Continua a leggere

Fresh

di Mimi Cave (Stati Uniti, 2022)

Se da un lato, il cinema horror degli ultimi anni ci sta regalando degli ottimi spunti da un punto di vista prettamente autoriale, l’esordiente Mimi Cave percorre un’altra strada altrettanto credibile, quella della commistione tra generi. Commedia sentimentale, poi thriller e infine horror: un approccio in divenire sempre fluido e trasversale. Ecco perché Continua a leggere

Shaun Of The Dead

di Edgar Wright (Gran Bretagna/Francia, 2004)

Nonostante un titolo italiano alquanto spiritoso e divertente (“L’Alba Dei Morti Dementi” è pur sempre un tributo al grande George A. Romero), noi preferiamo lasciare integra la denominazione originaria, anch’essa ovviamente devota in tutto e per tutto agli intramontabili classici diretti dal (compianto) regista americano. Davanti a un’operazione di Continua a leggere

Black Sheep

di Jonathan King (Nuova Zelanda, 2006)

In Nuova Zelanda vivono cinque milioni di persone e almeno trenta-quaranta milioni di pecore. Davanti a queste proporzioni da capogiro, per il regista/sceneggiatore Jonathan King non è stato difficile scegliere un animale simbolo a cui affidare le sorti di questo eco-vengeance. Inoltre, se consideriamo che lo stato oceanico ha dato i Continua a leggere

La Grande Abbuffata

di Marco Ferreri (Francia/Italia, 1973)

Dopo l’alienazione della borghesia (l’inarrivabile “Dillinger È Morto”), con “La Grande Abbuffata” è invece il turno della sua autodistruzione. Marco Ferreri ovviamente non prende nessuna scorciatoia, scegliendo di affrontare questo argomento nella maniera più personale ed esagerata possibile, utilizzando il cibo esattamente alla stregua del sesso: un Continua a leggere