Mad Heidi

di Johannes Hartmann (Svizzera, 2022)

La storia di Heidi parte da molto lontano, esattamente nel 1880, anno nel quale fu pubblicato l’omonimo romanzo per ragazzi (scritto da Johanna Spyri) ambientato tra le Alpi svizzere e la Germania. Durante lo scorso secolo, sono state parecchie le trasposizioni televisive o cinematografiche dedicate all’opera (tra le tante, è impossibile dimenticare il celebre cartone Continua a leggere

Pubblicità

Sick Of Myself

di Kristoffer Borgli (Norvegia/Svezia, 2022)

Competizione e invidia. La nostra società si fonda (anche) su queste due magiche paroline, due termini purtroppo amplificati all’ennesima potenza dai social network, luoghi virtuali dove spesso sembra di assistere a una gara a chi prende (o elemosina) più like. Come però suggerisce una frase presente nel film, sono i narcisisti quelli che riescono a raggiungere Continua a leggere

The Stuff

di Larry Cohen (Stati Uniti, 1985)

Nel 1985, le famiglie medie sono ormai completamente asservite al potere della televisione e della pubblicità. Se solo due anni prima David Cronenberg aveva tracciato un solco molto importante attorno all’argomento (“Videodrome”), è Larry Cohen a scherzarci sopra in modo semplice e scanzonato, considerando sia i limiti di budget che quelli legati al suo Continua a leggere

They Eat Scum

di Nick Zedd (Stati Uniti, 1979)

Quello di Nick Zedd (1958-2022) è un nome che gli amanti dell’underground conoscono molto bene. La sua recente scomparsa non è passata inosservata, considerando il ruolo centrale di Zedd all’interno della controcultura punk newyorkese soprattutto nel corso degli anni ottanta (è stato proprio lui a scrivere il Manifesto del Cinema della Trasgressione Continua a leggere

Zombie Ass: Toilet Of The Dead

di Noboru Iguchi (Giappone, 2011)

Il coraggio e il cattivo gusto posso andare tranquillamente a braccetto, ce lo insegna il folle Noboru Iguchi, regista il cui nome è indissolubilmente legato al lato più trash del cinema giapponese contemporaneo. Non bastavano i vari “The Machine Girl” (2008) o “Robo-Geisha” (2009) per farci urlare a pieni polmoni what the fuck, perché il meglio Continua a leggere

Tragedy Girls

di Tyler MacIntyre (Stati Uniti, 2017)

Esistono anche i film antipatici. Non sono necessariamente brutti, ma si impegnano fino in fondo per farsi detestare sotto ogni aspetto possibile: “Tragedy Girls” è uno di questi, al di là della sua ottima confezione studiata appositamente per attirare un pubblico di aspiranti bimbiminkia di età compresa tra i tredici e i diciannove anni. Se per Continua a leggere

Splatters – Gli Schizzacervelli

di Peter Jackson (Nuova Zelanda, 1992)

Dal capostipite “Blood Feast” (1963) di Herschell Gordon Lewis al fondamentale “Splatters – Gli Schizzacervelli” (1992) ne è passato di sangue sotto ai ponti: ventinove anni di differenza, esattamente come dal 1992 al 2021, un altro periodo in cui il filone splatter ha continuato a regalarci infinite soddisfazioni. Se Lewis (da sempre soprannominato Continua a leggere

Terror 2000

di Christoph Schlingensief (Germania, 1992)

La carriera di Christoph Schlingensief non sarebbe stata tale senza una profonda riflessione sulla contemporaneità del suo paese, il cui momento cruciale (il crollo del muro di Berlino) fu motivo di grande fermento nella testa di questo regista. Una nazione dunque da studiare, da analizzare e da criticare senza mezzi termini, soprattutto alla luce della grande Continua a leggere

Bad Luck Banging Or Loony Porn

di Radu Jude (Romania/Croazia/Repubblica Ceca, 2021)

Sono in molti quelli che devono stare alla larga dal film che ha vinto il Festival di Berlino 2021: gli ipocriti, i falsi moralisti, i bacchettoni, i benpensanti e chiunque abbia una mentalità chiusa (solitamente si tratta di quegli individui che passano la maggior parte del loro tempo a giudicare gli altri, senza mai fare un minimo di autocritica). Continua a leggere

Un Lupo Mannaro Americano A Londra

di John Landis (Gran Bretagna/Stati Uniti, 1981)

“Un Lupo Mannaro Americano A Londra” segna in maniera indelebile il cinema dei licantropi di inizio anni ottanta, in quel periodo già salito alla ribalta grazie a “L’Ululato” di Joe Dante (uscito solo pochi mesi prima). Qui però alla base c’è una storia che appassiona di più, c’è un budget più sostanzioso (circa dieci milioni di dollari) ma soprattutto Continua a leggere