The Last Family

di Jan P. Matuszynski (Polonia, 2016)

Non bisogna per forza essere amanti del macabro per apprezzare le creazioni di Zdzisław Beksiński, uno dei più grandi artisti polacchi di recente memoria, un pittore giustamente celebrato anche al di fuori dei confini nazionali. Le sue opere più ammirate fanno davvero accapponare la pelle, perché l’arte di Beksiński è un tripudio di sofferenza e di tormento Continua a leggere

Pubblicità

The Sadness

di Rob Jabbaz (Taiwan, 2021)

Il cinema taiwanese ci aveva già provato (nel 2012) ma senza lasciare traccia (il trascurabile “Zombie 108” ce lo ricordiamo in quattro). Dieci anni dopo, accade invece l’impossibile: un regista canadese (Rob Jabbaz) sbarca a Taipei e realizza uno dei film più ferali e depravati sul tema (zombi/infetti e dintorni), lasciando una lunga scia di sangue destinata Continua a leggere

My Sweet Satan

my sweet satandi Jim Van Bebber (Stati Uniti, 1994)

Oltre ai suoi unici film diretti (“Deadbeat At Dawn” del 1988 e “The Manson Family” del 1997), Jim Van Bebber ha realizzato una manciata di corti e di videoclip prima di dedicarsi interamente alla carriera di attore nel giro underground statunitense. Proprio durante il 1994 escono due cortometraggi destinati a far discutere: “Roadkill: The Last Days Of John Martin” ma soprattutto “My Continua a leggere

The Gangster, The Cop, The Devil

the gangster, the cop, the devildi Lee Won-Tae (Corea del Sud/Stati Uniti, 2019)

Se un titolo come “Il Buono, Il Brutto, Il Cattivo” (1966) aveva ispirato Kim Jee-Woon per il suo “Il Buono, Il Matto, Il Cattivo” (2008), oggi in Corea è il turno di Lee Won-Tae, regista emergente qui al suo secondo film. Con “The Gangster, The Cop, The Devil” si continua a giocare con il capolavoro di Sergio Leone, puntando i riflettori su tre personaggi il cui rapporto diventa fondamentale per l’economia Continua a leggere

Lords Of Chaos

lords of chaosdi Jonas Åkerlund (Gran Bretagna/Svezia, 2018)

Il pubblico che può avvicinarsi a “Lords Of Chaos” si può distinguere in due gruppi: da un lato i curiosi non necessariamente appassionati di musica black metal, i quali possono godersi il film senza farsi troppe domande. L’altra tipologia di spettatori è invece quella rimasta piuttosto interdetta fin dall’uscita del trailer, considerando che “Lords Of Chaos” si basa sull’omonimo controverso libro già Continua a leggere

Images

imagesdi Robert Altman (UK/Stati Uniti, 1972)

“Images” si pone come anello di congiunzione all’interno di un’ipotetica trilogia dedicata al mondo femminile. “Quel Freddo Giorno Nel Parco” è infatti del 1969 mentre “3 Women” (una delle vette assolute del cinema di Altman) è del 1977. “Images” però – a dispetto dei titoli sopracitati – rappresenta l’unica vera incursione nel cinema di confine per il regista del Missouri, qui artefice di un thriller Continua a leggere

Hyena

hyena_di Gerard Johnson (Gran Bretagna, 2014)

Con “Hyena” l’inglese Gerard Johnson conferma quanto di buono si era già visto con “Tony – London Serial Killer” (2009), un piccolo dramma sociale sull’emarginazione e la solitudine. Tony era interpretato dal bravo Peter Ferdinando, poi cresciuto sia con Ben Wheatley (“A Field In England”) che con David Mackenzie (“Starred Up”), prima di ritornare protagonista proprio in questo Continua a leggere

Alice Sweet Alice

alicedi Alfred Sole (Stati Uniti, 1976)

Se in Italia volevano tagliare le gambe a un film come “Alice Sweet Alice”, bisogna dire che ci sono riusciti benissimo: lo hanno intitolato in modo improbabile (“Comunione Con Delitti”) ma soprattutto lo hanno doppiato malissimo, infatti la visione in lingua originale in questo caso non è un consiglio ma un obbligo! Quella di Alfred Sole resta comunque una pellicola degna di attenzione, un Continua a leggere

Antonio Das Mortes

antonio das mortesdi Glauber Rocha (Brasile, 1969)

Solitamente tendiamo ad associare il cinema di confine brasiliano con le pellicole blasfeme e stravaganti di José Mojica Marins, un folle personaggio salito alla ribalta durante gli anni sessanta (il suo film più rappresentativo ancora oggi resta “Questa Notte Mi Incarnerò Nel Tuo Cadavere”). Ma proprio durante quel decennio esplose una corrente di tutt’altro spessore, un Continua a leggere