Sbatti Il Mostro In Copertina. Quando Il Cinema Diventa Artwork

katacoverIl rapporto tra cinema e musica rappresenta una delle tante sfaccettature di un approccio interdisciplinare che bisogna liberare fino in fondo, per fare in modo che ogni aspetto artistico a noi caro non finisca confinato dentro un limitante recinto monodimensionale. Questo articolo nasce dunque dalla voglia di spaziare al di là della solita recensione giornaliera, per abbracciare il mondo Continua a leggere

I Magnifici Dieci (Film) Del 2019

tumblr_p8ra17wZND1s05hv8o1_500Dopo la sporca dozzina del 2018, anche quest’anno non poteva mancare il nostro resoconto sui titoli più interessanti usciti nel corso dei mesi passati, sia in sala che in edizione home video (o direttamente in streaming). Per approfondire ulteriormente le varie pellicole, cliccate sul titolo e sarete rimandati alla recensione completa. Buona lettura!
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Pig Chicken Suicide

pig chicken suicidedi Yoshihiko Matsui (Giappone, 1981)

In pochi conoscono la carriera di Yoshihiko Matsui, un regista underground classe 1956 che in oltre trent’anni di attività ha diretto soltanto quattro film (tra i quali l’eccellente “The Noisy Requiem” del 1988). Oggi facciamo un bel passo indietro per parlarvi del secondo lungometraggio di Matsui, una vera e propria esperienza estrema figlia delle influenze surreali di Shûji Terayama, forse l’unico Continua a leggere

I dodici film che hanno segnato il (nostro) 2018

cervosacroRitorna puntuale anche quest’anno la nostra carrellata dedicata ai film che ci hanno maggiormente colpito durante gli ultimi dodici mesi. Non una classifica vera e propria, ma una piccola lista in ordine sparso per (ri)scoprire i migliori lavori (o quelli più originali) nell’ambito del cinema di genere e in quello puramente drammatico: dal più classico intrattenimento horror alle opere d’autore dalle tematiche scomode o controverse, senza Continua a leggere

La Grande Estasi Di Robert Carmichael

robert carmichaeldi Thomas Clay (Gran Bretagna, 2005)

I venti minuti conclusivi di “La Grande Estasi Di Robert Carmichael” (“The Great Ecstasy Of Robert Carmichael”) rappresentano un passaggio obbligato per ogni cultore del cinema estremo. Immagini sadiche e agghiaccianti che all’epoca fecero urlare allo scandalo i benpensanti, eppure quella di Thomas Clay è una storia molto credibile, l’ennesimo ritratto delle nuove generazioni allo Continua a leggere

Nails

nailsdi Andrey Iskanov (Russia, 2003)

Mettiamo per un attimo da parte il cinema russo cupo ed esistenzialista che tanto ci piace (Andrey Zvyagintsev su tutti) per fare un salto tra le viscere della scena underground ex sovietica. Quella che ad esempio ci ha regalato perle estreme come “The Green Elephant” (1999). “Nails” (“Gvozdi”) atterra sullo schermo quattro anni più tardi e rappresenta l’esordio assoluto per un regista oggi piuttosto Continua a leggere

Imprint

imprintdi Takashi Miike (Stati Uniti/Giappone, 2006)

Quando nel 2005 Mick Garris riunisce un nutrito gruppo di registi per metterli alla prova con un mediometraggio di circa un’ora (destinato all’emittente televisiva via cavo Showtime), non esistono limitazioni per nessuno. Le esigenze produttive della serie “Masters Of Horror” lasciano infatti assoluta libertà creativa: succede però che Takashi Miike non solo prende alla lettera quanto Continua a leggere

Enter The Void

enterdi Gaspar Noé (Francia/Germania/Canada, 2009)

In un’epoca in cui il cinema ha (ri)scoperto le luci al neon, “Enter The Void” si colloca come una poderosa testimonianza di un’estetica ormai divenuta di taglio mainstream. Le insegne luminose a scopo pubblicitario si sono definitivamente incorporate con un linguaggio cinematografico aggressivo e diretto, volto a sollecitare continuamente lo sguardo dello spettatore. Così, tra Continua a leggere

The Boxer’s Omen

boxerdi Kuei Chih-Hung (Hong Kong, 1983)

“The Boxer’s Omen” è un horror che non ha bisogno di presentazioni, anche se paradossalmente non è mai riuscito a sfondare in occidente (in America la prima e unica edizione home video risale al 2006). Eppure Kuei Chih-Hung è un regista che tutti gli amanti del cinema orientale dovrebbero conoscere: “Hex” (1980), il necrofilo “Corpse Mania” (1981) e soprattutto questo allucinante “The Boxer’s Omen” Continua a leggere

E Johnny Prese Il Fucile

e johnny prese il fuciledi Dalton Trumbo (Stati Uniti, 1971)

Probabilmente alcuni di voi hanno conosciuto questo film grazie al celebre video di “One”, uno dei brani più acclamati dei Metallica. Questa canzone prende spunto proprio da “Johnny Got His Gun” e dal relativo libro scritto dallo stesso regista Dalton Trumbo nel lontano 1939. Ma non era la prima volta che i Four Horsemen prendevano ispirazione da una pellicola, ricordiamo Continua a leggere