Wrath Of Silence

di Yukun Xin (Cina, 2017)

Quando il cinema cinese si spinge a nord (le zone settentrionali dello Shanxi ma soprattutto la regione autonoma della Mongolia Interna), c’è poco da stare allegri: miniere, corruzione, sfruttamento del lavoro e luoghi spesso brulli e desolati, è questa la cornice dentro la quale prendono forma delle storie quotidiane cariche di rabbia e di disperazione. Lo Continua a leggere

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The Pit

di Lew Lehman (Canada, 1981)

All’inizio degli anni ottanta non tutti i registi erano impegnati nel giro slasher. Lew Lehman fu uno di questi, anche se “The Pit” (produzione canadese ma riprese effettuate in Wisconsin) rimase il suo primo e ultimo lavoro dietro la mdp. Si tratta di un horror (dai contorni drammatici) piuttosto curioso per l’epoca, un’opera dove il disagio di un ragazzino Continua a leggere

Carne

di Armando Bo (Argentina, 1968)

Una delle collaborazioni più affascinanti in ottica exploitation è stata quella portata avanti dal regista Armando Bo insieme alla modella Isabelle Sarli (i due ebbero anche una relazione), un connubio vincente che i più attenti di voi conosceranno di sicuro. Il fatto curioso è che queste pellicole non arrivano dall’Italia o dagli Stati Uniti, bensì dall’Argentina, un Continua a leggere

Le Sang Des Bêtes

le sang des bêtesdi Georges Franju (Francia, 1949)

Se il fondamentale “Occhi Senza Volto” (1960) può essere definito un capolavoro del realismo fantastico, questo breve documentario di ventidue minuti è invece una pietra miliare del realismo estremo, a nostro avviso una delle opere più insostenibili mai realizzate sullo schermo. Ci troviamo nel 1949 e fino a quel momento, almeno a livello di cortometraggi, solo le provocazioni surrealiste di Luis Buñuel (“Un Continua a leggere

Three On A Meathook

three on a meathookdi William Girdler (Stati Uniti, 1972)

Tra i vari horror liberamente ispirati al famigerato serial killer americano Ed Gein, c’è da ricordare anche questo misconosciuto “Three On A Meathook”, un film dal budget microscopico che in realtà a livello storico ha la sua piccola importanza. L’artigiano William Girdler ruba qualche idea da “Psycho” (1960) ma soprattutto anticipa le lerce atmosfere di provincia che rivedremo da lì a poco in Continua a leggere

Carne

carnedi Gaspar Noé (Francia, 1991)

Anche se “Carne” è il terzo cortometraggio di Gaspar Noé, la carriera di questo controverso regista franco-argentino inizia praticamente da qui, con un premio della critica a Cannes nel 1991 e con le basi concettuali di quello che nel 1998 sarà il suo primo lungometraggio, il memorabile e annichilente “I Stand Alone”. Ci sono comunque voluti moltissimi anni per raccogliere i fondi Continua a leggere

Messiah Of Evil

messiah of evildi Willard Huyck (Stati Uniti, 1973)

“Messiah Of Evil” (in Italia tradotto frettolosamente con il titolo “Il Messia Del Diavolo”) è un horror tra i più originali e inquietanti realizzati negli anni settanta. Un film surreale carico di lugubri e sinistre atmosfere che – al di là della sua pochezza narrativa – si può considerare un piccolo cult nel genere. Impossibile che George A. Romero non abbia preso qualche spunto dalla scena del supermercato per il Continua a leggere

Meat Grinder

meat-grinderdi Tiwa Moeithaisong (Thailandia, 2009)

Nella seconda metà dello scorso decennio il cinema horror thailandese sembrava potesse compiere il tanto auspicato salto di qualità. Una produzione non eccessivamente prolifica ma almeno capace di farsi strada sul mercato internazionale, pensiamo a titoli come “Shutter” (2004), “13: Game Of Death” (2006), “4Bia” (2008) e “Meat Grinder” (2009). Un fuoco di paglia che però non ha trovato la stessa Continua a leggere

Raw

rawdi Julia Ducournau (Francia/Belgio, 2016)

Attorno a “Raw” (aka “Grave”) si è creato un hype incredibile fin dallo scorso Toronto International Film Festival, quando un paio di spettatori sono svenuti in sala durante la proiezione per via di alcune scene cruente e disturbanti. Una situazione simile avvenuta successivamente nel corso di una rassegna svedese, dove a quanto pare c’è chi ha lasciato il cinema in preda a conati di vomito Continua a leggere