Snack Bar Blues

di Dennis Hopper (Canada, 1980)

“Snack Bar Blues” (il titolo originale “Out Of The Blue” è ispirato a un pezzo di Neil Young presente nella colonna sonora) è un dramma poco conosciuto. In effetti, se nominiamo un mostro sacro come Dennis Hopper (1936-2010), le prime cose che ci vengono in mente sono “Easy Rider” (1969) oppure la sua lunga e brillante carriera nelle vesti di attore Continua a leggere

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Women In Cages

di Gerardo De Leon (Filippine/Stati Uniti, 1971)

Prima di diventare un’icona del cinema blaxploitation (pensiamo a pellicole come “Coffy” o “Foxy Brown”), Pam Grier si è cimentata in alcuni famigerati women in prison, “The Big Doll House” e “The Big Bird Cage”, sempre per la regia di Jack Hill. Due film leggermente superiori rispetto al contemporaneo “Women In Cages”, dove al timone troviamo Continua a leggere

Sundown

di Michel Franco (Messico/Francia/Svezia, 2021)

Dopo l’anteprima mondiale al Festival di Venezia dello scorso anno, “Sundown” è atterrato ufficialmente nelle sale italiane: un’occasione ghiotta per conoscere da vicino il cinema di Michel Franco, regista messicano classe 1979 già apprezzato sulle nostre pagine per l’ottimo “Después De Lucía” (2012) e per il controverso ma incompiuto “Nuevo OrdenContinua a leggere

Cella 211

di Daniel Monzón (Spagna/Francia, 2009)

Se nel giro di poco tempo “Cella 211” (“Celda 211”) è diventato uno dei prison movie più apprezzati degli ultimi dieci-quindici anni, i motivi non sono pochi: sicuramente l’ampio successo raccolto in Spagna (otto Premi Goya su sedici candidature) ha fatto da traino per tutto il resto, consacrando per l’ennesima volta un grande attore come Luis Tosar e mettendo Continua a leggere

Lady Vendetta

di Park Chan-Wook (Corea del Sud, 2005)

Con questo lungometraggio del 2005 si chiude la celebre trilogia della vendetta di Park Chan-Wook, tre pellicole ognuna delle quali capace di brillare di luce propria. Difficile dunque scegliere tra un capolavoro assoluto del cinema coreano (“Mr. Vendetta”) e uno dei film orientali più celebri di sempre (“Oldboy”), con “Lady Vendetta” a rappresentare un Continua a leggere

Papillon

di Franklin J. Schaffner (Francia/Stati Uniti, 1973)

Henri Charrière è stato uno dei più controversi criminali francesi dello scorso secolo: lui per tutti era Papillon, per via di una farfalla tatuata sul torace, un simbolo sinonimo di libertà e di rinascita. Non a caso sono stati moltissimi i suoi tentativi di fuga durante la permanenza in diverse colonie penali della Guyana francese, un carcere duro dove egli dovette Continua a leggere

Strade Perdute

strade perdutedi David Lynch (Stati Uniti/Francia, 1997)

Molti film di David Lynch non hanno bisogno di alcuna spiegazione, altrimenti non sarebbero film di David Lynch. Cominciare con questa semplice constatazione forse è il modo migliore per buttare giù due righe su “Strade Perdute” (“Lost Highway”), un noir tanto criptico quanto magnetico capace di mutare la pelle in maniera repentina pur mantenendo intatta la sua essenza Continua a leggere

Interrogation

interrogationdi Ryszard Bugajski (Polonia, 1989)

“Interrogation” (“Przesłuchanie”) è stato girato da Ryszard Bugajski nel 1982 ma è uscito in via ufficiale soltanto nel 1989, dopo il crollo del blocco sovietico. Nel frattempo il regista era emigrato in Canada, portando con sé alcune copie del film che già nel corso degli anni ottanta stavano dunque circolando silenziosamente. I semi sono stati poi raccolti nel 1990, con la vittoria a Cannes Continua a leggere

Il Buco

el hoyodi Galder Gaztelu-Urrutia (Spagna, 2019)

Sarà solo il tempo a decretarlo, ma siamo pronti a scommettere che “Il Buco” (“El Hoyo”) possa presto diventare un piccolo classico del cinema sci-fi. Non a caso, dopo il successo riscontrato al Festival di Toronto (dove l’opera è stata presentata in anteprima mondiale), Netflix ha subito fiutato le sue potenzialità, acquistandone i diritti in modo tale da poterla distribuire in esclusiva sulla sua Continua a leggere

American History X

american history xdi Tony Kaye (Stati Uniti, 1998)

Gli onesti lavoratori americani oggi vengono ignorati e trattati di merda perché il loro governo si preoccupa più dei diritti costituzionali di un gruppo di persone che non hanno la cittadinanza. Stiamo perdendo la libertà per permettere a degli stranieri di venire qui a spellare il nostro paese”. Stati Uniti 1998, eppure una frase del genere l’abbiamo sentita centinaia di volte durante gli ultimi anni anche qui Continua a leggere