Titane

di Julia Ducournau (Francia/Belgio, 2021)

Questa volta Nanni Moretti non ha tutti i torti: dopo aver visto “Titane”, ci si sente davvero invecchiati. Lui ovviamente a Cannes si aspettava un risultato diverso, non che trionfasse un film malsano così agli antipodi rispetto alla sua sensibilità cinematografica. Noi invece, da sempre innamorati della tanto celebrata corrente estrema d’oltralpe, ci sentiamo Continua a leggere

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Parasite

parasitedi Bong Joon-Ho (Corea del Sud, 2019)

Trattenete il fiato e buttatevi a capofitto nella visione di “Parasite” (“Gisaengchung”), ne uscirete rigenerati dopo due ore abbondanti di grande cinema. Lo stesso Bong Joon-Ho sembra aver ritrovato la retta via coreana, in seguito all’esperienza di ampio respiro intrapresa prima con “Snowpiercer” (2013) e poi con “Okja” (2017), due film di discreta fattura ma comunque ben lontani Continua a leggere

Antonio Das Mortes

antonio das mortesdi Glauber Rocha (Brasile, 1969)

Solitamente tendiamo ad associare il cinema di confine brasiliano con le pellicole blasfeme e stravaganti di José Mojica Marins, un folle personaggio salito alla ribalta durante gli anni sessanta (il suo film più rappresentativo ancora oggi resta “Questa Notte Mi Incarnerò Nel Tuo Cadavere”). Ma proprio durante quel decennio esplose una corrente di tutt’altro spessore, un Continua a leggere

Después De Lucía

después de luciadi Michel Franco (Messico/Francia, 2012)

“Después De Lucía” (“After Lucia”) è il secondo lungometraggio del messicano Michel Franco, dopo l’incoraggiante esordio “Daniel & Ana” (2009). Il film si è aggiudicato il premio Un Certain Regard al Festival di Cannes nel 2012, un primo importante riconoscimento per un regista di sicuro talento. Quella che sulla carta può apparire come l’ennesima pellicola dedicata al tema del bullismo, si rivela Continua a leggere

La Pianista

la pianistadi Michael Haneke (Austria/Francia, 2001)

Il cinema di Michael Haneke: così austero, così perverso. L’ispirazione per “La Pianista” (“La Pianiste”) questa volta arriva dall’omonimo romanzo di Elfriede Jelinek, scrittrice austriaca premiata con il Nobel per la letteratura nel 2004. Si tratta di una delle pellicole più glaciali tra quelle dirette dal regista, soprattutto se rapportata alla psicologia contorta della protagonista Erika Kohut Continua a leggere

Loveless

lovelessdi Andrey Zvyagintsev (Russia/Francia, 2017)

Andrey Zvyagintsev continua imperterrito a raccontarci la Russia dei giorni nostri, ritornando nella metropoli moscovita dopo la parentesi subartica del monumentale “Leviathan” (2014). “Loveless”, già premiato dalla giuria a Cannes, è un amaro dramma sull’egoismo, anche se la trama potrebbe far pensare a un thriller investigativo. Zhenya e Boris sono una coppia in crisi in attesa del Continua a leggere

My Joy

my joydi Sergey Loznitsa (Ucraina/Germania, 2010)

Sergey Loznitsa è uno degli interpreti più apprezzati del cinema post-sovietico di questo decennio. Nato nel 1954 in quella che oggi è la Bielorussia, cresciuto in Ucraina e formatosi artisticamente a Mosca, il regista ha mosso i primi passi con una lunga serie di documentari per poi esordire a Cannes con “My Joy”, opera che non avrebbe per nulla sfigurato nel nostro articolo di Continua a leggere