Maladolescenza

di Pier Giuseppe Murgia (Italia/Germania Ovest, 1977)

Soltanto i magnifici anni settanta potevano sputare fuori un’opera del genere, un coming of age unico e irripetibile, ancora oggi oggetto di critiche e di censure (in Germania e nei Paesi Bassi, “Maladolescenza” è bandito da svariati anni, poiché ritenuto un prodotto pedopornografico). I protagonisti delle vicende sono infatti tre attori all’epoca giovanissimi Continua a leggere

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Wolf Hunter

di Shawn Linden (Canada/Stati Uniti, 2020)

Questa produzione nordamericana è uscita in edizione home video con il titolo “Wolf Hunter”, anche se sarebbe stato più coerente preservare la denominazione originale “Hunter Hunter”. In effetti, qui il lupo serve soltanto per depistare lo spettatore, perché a far paura è qualcos’altro: meglio allora un cacciatore davanti allo specchio, due volte hunter, Continua a leggere

The Village

di M. Night Shyamalan (Stati Uniti, 2004)

Se con il pregevole “Il Sesto Senso” (1999) il regista indiano naturalizzato americano M. Night Shyamalan era riuscito a mettere d’accordo tutti, la sua restante filmografia ha diviso sia pubblico che la critica fino ai giorni nostri. In attesa di vedere “Old” (2021), non abbiamo ancora trovato modo di spendere due parole su pellicole a nostro avviso poco riuscite Continua a leggere

In The Earth

di Ben Wheatley (Gran Bretagna, 2021)

Conceived, written and produced in quarantine”. La pandemia ha cambiato molte cose, anche i progetti e le idee che frullavano nella testa dei registi e dei produttori: l’occasione è stata colta al volo da Ben Wheatley con questo “In The Earth”, un film ben lontano dalle sue ultime cose (per giunta neppure entusiasmanti). Per il regista dell’Essex questo è invece Continua a leggere

Butchers

di Adrian Langley (Canada, 2020)

Se nel 2003 un film come “Wrong Turn” risultava una sorta di copia sbiadita dei grandi capolavori horror degli anni settanta, con “Butchers” scadiamo addirittura nel derivativo del derivativo, visto che anche qui le vicende prendono vita lungo una strada isolata che attraversa un bosco, strizzando l’occhio proprio a “Wrong Turn”. Continua a leggere

Hunted

di Vincent Paronnaud (Belgio/Francia/Irlanda, 2020)

Dopo essersi confrontato essenzialmente con il cinema di animazione, per il francese Vincent Paronnaud è scoccata l’ora del thriller truculento, un film che già dal titolo non lascia presagire nulla di buono: “Hunted” forse suona fin troppo banale, ma alla resa dei conti è meglio di “Cosmogonie”, ovvero la fantasiosa denominazione originaria di questa pellicola Continua a leggere

Van Diemen’s Land

di Jonathan Auf Der Heide (Australia, 2009)

Probabilmente qualcuno di voi conosce già il significato di Van Diemen’s Land, era infatti il 1988 quando gli U2 fecero uscire un brano omonimo sul loro album “Rattle And Hum”. Il riferimento è al vecchio nome della Tasmania (un’isola a sud dell’Australia utilizzata dai britannici come colonia penale per alcuni decenni dell’800), una terra fredda e Continua a leggere

Prophecy

prophecydi John Frankenheimer (Stati Uniti, 1979)

La Paramount investì un budget di circa dodici milioni di dollari per un film che invece si rivelò un flop al botteghino: parliamo di “Prophecy” (da noi “Profezia”), un eco-vengeance registicamente ineccepibile (John Frankenheimer è stato un regista tutt’altro che incapace) ma ingenuo negli effetti e troppo schematico nella narrazione. Una pellicola ancora legata al cinema degli anni settanta ma per Continua a leggere

Draug

draugdi Karin Engman e Klas Persson (Svezia, 2018)

Nella mitologia norrena, il draug (oppure draugr) è una creatura sovrannaturale che cammina dopo la morte, un essere dotato di poteri magici e dalla forza sovraumana che vive nelle tombe dei vichinghi. Un tempo si credeva che il draug potesse manifestarsi presso i viventi durante la notte, un evento orribile che spesso coincideva con qualcosa di infausto. Dopo esperienze di vario tipo con i troll Continua a leggere

Les Amants Criminels

les amants criminelsdi François Ozon (Francia, 1999)

Fin dagli esordi, François Ozon si è rivelato un cineasta talentuoso, ambizioso, anche presuntuoso sotto certi aspetti. “Les Amants Criminels” (“Amanti Criminali”), il suo secondo lungometraggio, ribadisce quanto detto alternando buone intuizioni a un approccio simbolico non sempre convincente, un’idea di cinema ancora acerba soprattutto se consideriamo le migliori Continua a leggere