Of Freaks And Men

of freaks and mendi Aleksej Balabanov (Russia, 1998)

Aleksey Oktjabrinovič Balabanov poteva contare sul talento e sulla versatilità, prerogative che oggi ce lo fanno rimpiangere ancora di più rispetto al passato. Il regista di Ekaterinburg, scomparso prematuramente all’età di cinquantaquattro anni, lo abbiamo apprezzato soprattutto per “Brother” (1997) e per “Cargo 200” (2007), ma non possiamo assolutamente trascurare questo controverso “Of Continua a leggere

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Parasite

parasitedi Bong Joon-Ho (Corea del Sud, 2019)

Trattenete il fiato e buttatevi a capofitto nella visione di “Parasite” (“Gisaengchung”), ne uscirete rigenerati dopo due ore abbondanti di grande cinema. Lo stesso Bong Joon-Ho sembra aver ritrovato la retta via coreana, in seguito all’esperienza di ampio respiro intrapresa prima con “Snowpiercer” (2013) e poi con “Okja” (2017), due film di discreta fattura ma comunque ben lontani Continua a leggere

Borgman

MV5BNDg5OTk0OTI3MF5BMl5BanBnXkFtZTgwMjYxMDM1MTE@._V1_SY1000_CR0,0,676,1000_AL_di Alex Van Warmerdam (Olanda/Belgio, 2013)

Negli ultimi anni sono stati scomodati molti termini di paragone per descrivere “Borgman”: è stato tirato in mezzo il cinema di Michael Haneke, quello di Yorgos Lanthimos e ovviamente “Teorema” (1968) di Pier Paolo Pasolini, di cui “Borgman” rappresenta l’ennesimo moderno diversivo. In realtà, dopo una seconda accurata visione, non possiamo che confermare quanto già scritto in passato in separata Continua a leggere

Happiness

happiness-german-movie-posterdi Todd Solondz (Stati Uniti, 1998)

C’è del marcio nella famiglia americana, ma non fatelo sapere a quelli di Hollywood. Forse anche per questo motivo “Happiness” ha davvero lasciato il segno, ribellandosi a un sistema che troppe volte si è fermato alle apparenze, mostrandoci soltanto gli aspetti positivi e nascondendo tutto lo schifo sotto al tappeto. Todd Solondz non è certo John Waters, ma il suo cinema ha altre carte da giocare Continua a leggere

Polyester

polyesterdi John Waters (Stati Uniti, 1981)

“Polyester” chiude la fase più amata della filmografia di John Waters. Pellicole e volti indimenticabili: Divine la ritroviamo poi nel musical “Hairspray” (ultima apparizione con Waters nel 1988, poco prima della sua scomparsa), mentre un altro feticcio del regista di Baltimora, l’eccentrica Edith Massey, muore nel 1984. Con “Polyester” John  Waters entra negli anni ottanta Continua a leggere

You Killed Me First

You-Killed-Me-Firstdi Richard Kern (Stati Uniti, 1985)

Non si può parlare di cinema oltraggioso senza analizzare le infami opere realizzate in super8 da Richard Kern, regista e fotografo underground che tanto scalpore ha suscitato a partire dai primi anni ottanta. Il trasferimento a New York nel 1979 segna una svolta fondamentale per la sua carriera: lì per lui ha inizio una proficua collaborazione con alcuni celebri personaggi della scena no-wave e hardcore del Continua a leggere

Society

societydi Brian Yuzna (Stati Uniti, 1989)

Brian Yuzna, statunitense di origini filippine classe 1949, con “Society” realizza il suo capolavoro. Dopo anni di esperienza come sceneggiatore ma soprattutto come produttore delle più celebri pellicole di Stuart Gordon (“Re-Animator”, “From Beyond”, “Dolls”), Yuzna passa alla regia e pone la pietra tombale definitiva sul cinema fantastico degli anni ottanta. Un decennio Continua a leggere

L’Immoralità

l'immoralitàdi Massimo Pirri (Italia, 1978)

Proviamo a immaginare un film come “L’Immoralità” al cinema in Italia, oggi. Argomento chiuso già in partenza, perché le tematiche trattate nell’opera farebbero imbestialire la stampa bipartisan, gli ambienti cattolici e i salotti borghesi. E non solo: di base, chi produrrebbe mai una pellicola del genere? Nessuno.
Eppure, nel 1978, un regista poco prolifico come Continua a leggere

Benny’s Video

bennysdi Michael Haneke (Austria, 1992)

“Benny’s Video” è il secondo film della trilogia della glaciazione di Michael Haneke, che comprende anche “Il Settimo Continente” (1989) e il successivo “71 Frammenti Di Una Cronologia Del Caso” (1994). Il regista austriaco qui sembra voler anticipare alcune suggestioni che rivedremo nel suo celebre “Funny Games” (1997), di cui per alcuni aspetti “Benny’s Video” ne rappresenta Continua a leggere

Labbra Di Lurido Blu

labbra (2)di Giulio Petroni (Italia, 1975)

Italia morbosa. Ovvero quella categoria di pellicole uscite tra la fine degli anni sessanta e il corso degli anni settanta dedicate ai drammi familiari (e non) dai risvolti scabrosi, mescolati con una buona dose di erotismo malsano. Titoli controversi e dalla forte impronta antiborghese, come ad esempio “La Seduzione” (1973) di Fernando Di Leo, “Il Sapròfita” (1974) di Sergio Nasca o “L’ImmoralitàContinua a leggere