2ldk

di Yukihiko Tsutsumi (Giappone, 2003)

“2LDK” (in Giappone, questa sigla si riferisce a un appartamento con due camere da letto) è un film nato per scommessa. Durante il 2003, i registi Yukihiko Tsutsumi e Ryûhei Kitamura decisero infatti di sfidarsi a vicenda, girando due pellicole con una coppia di personaggi all’interno di una piccola abitazione. Pochi yen per entrambi e una sola Continua a leggere

Rimini

di Ulrich Seidl (Germania/Austria/Francia, 2022)

A distanza di sei anni dalla sua ultima fatica (lo shock di “Safari” è ancora vivo nei nostro occhi), Ulrich Seidl torna al cinema di finzione che ha contraddistinto le sue opere più famose, spostando l’azione in una Rimini invernale battuta dalla pioggia, dal vento gelido e persino dalla neve: gli stereotipi più frivoli e solari legati alla città Continua a leggere

Shallow Grave

di Danny Boyle (Gran Bretagna, 1994)

“Shallow Grave”, ribattezzato in Italia con l’imbarazzante titolo “Piccoli Omicidi Tra Amici”, è il primo lungometraggio realizzato da Danny Boyle. Purtroppo, come spesso accade, si tende a dimenticare in fretta un buon film dal momento in cui il successivo diventa un fenomeno cinematografico su scala mondiale: in questo caso parliamo di “Trainspotting” Continua a leggere

The Trip

di Tommy Wirkola (Norvegia, 2021)

Black humour e splatter possono andare perfettamente a braccetto, perché il sangue nel cinema può anche essere uno scintillante fluido capace di divertire e di intrattenere. Tommy Wirkola questo lo sa molto bene, non a caso tale formula l’ha già applicata alla perfezione con il riuscitissimo “Dead Snow 2: Red vs Dead” (2014), a nostro avviso il suo miglior Continua a leggere

Non Aprite Quella Porta – Parte 2

di Tobe Hooper (Stati Uniti, 1986)

Quando un sequel viene realizzato molto tempo dopo rispetto all’opera originaria, c’è da aspettarsi di tutto. Come nel caso di “Non Aprite Quella Porta – Parte 2”, diretto da Tobe Hooper nel 1986, un film apparso sugli schermi di un’altra epoca rispetto al capolavoro “The Texas Chainsaw Massacre” (1974). Considerando che si tratta di due decadi Continua a leggere

The Crazy Family

di Sogo Ishii (Giappone, 1984)

Nel lontano 1984, Sogo Ishii realizza uno dei suoi film più importanti, un’opera capace di traghettare la commedia nera verso territori assolutamente impensabili: la vita quotidiana di una famiglia medio-borghese giapponese qui viene infatti portata al culmine dell’esasperazione, attraverso un percorso tanto folle quanto grottesco da cui più tardi attingeranno Continua a leggere

The Devil Plays Guitar – Quando il Cinema Incontra il Metallo

Se in passato abbiamo tirato fuori una lista di copertine di dischi direttamente ispirate ad alcuni film di culto, oggi cambiamo argomento tornando comunque a parlare sia di cinema che di musica (ma sotto una nuova prospettiva). Considerando che ci piace sia l’horror che il metallo e considerando che l’immaginario satanico è ancora più affascinante se ci sono due chitarre a scatenare l’inferno, finalmente siamo pronti a Continua a leggere

Why Don’t You Just Die!

why don't you just diedi Kirill Sokolov (Russia, 2018)

Solitamente tutto il cinema di derivazione post-sovietica che piace a noi è molto lontano da una pellicola come “Why Don’t You Just Die!” (“Papa, Sdokhni”). Nessun pregiudizio però, in Russia non si vive solo di fantascienza filosofica o di drammoni sociali, perché c’è anche chi (come l’esordiente Kirill Sokolov) ha deciso di attaccare l’istituzione per eccellenza (la famiglia) attraverso la commedia nera Continua a leggere

Conspirators Of Pleasure

c o pleasuredi Jan Švankmajer (Repubblica Ceca, 1996)

Parlare di un genio come Jan Švankmajer non è affatto semplice, alla luce di un cinema complesso e stratificato che tira in ballo psicologia, arte, orrore, grottesco, commedia e chi più ne ha più ne metta. Un frullato surrealista capace di ottenere consensi un po’ ovunque, se escludiamo ovviamente il nostro paese, mai troppo aperto nei confronti del regista ceco (purtroppo non tutti conoscono il suo estro) Continua a leggere