Speak No Evil

di Christian Tafdrup (Danimarca/Paesi Bassi, 2022)

Dopo essere approdato lo scorso inverno sugli schermi del Sundance Festival, “Speak No Evil” ha cominciato a far parlare di sé anche dalle nostre parti, grazie a un intenso passaparola tra i cultori del genere: aspettative piuttosto alte dunque, deluse solo in parte da qualche forzatura eccessiva nello sviluppo della trama. Nulla di compromettente però Continua a leggere

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Ladybug Ladybug

di Frank Perry (Stati Uniti, 1963)

Le bombe atomiche sganciate in Giappone hanno spalancato una finestra su scenari ancora più apocalittici. Ecco perché, durante i lunghi decenni contraddistinti dalla guerra fredda, ogni timore è diventato paranoia, così come ogni paura si è trasformata in ossessione. Questa breve ma incisiva pellicola americana del 1963 affronta le dinamiche Continua a leggere

The Innocents

di Eskil Vogt (Norvegia/Svezia/Danimarca, 2021)

Eskil Vogt è soprattutto uno sceneggiatore affermato, un nome praticamente inscindibile da quello del suo grande amico Joachim Trier (Vogt finora ha curato lo script di tutte le pellicole del regista norvegese: “Reprise”, “Oslo, August 31st”, “Segreti Di Famiglia”, “Thelma” e “La Peggiore Persona Del Mondo”). Proprio durante la realizzazione di Continua a leggere

Hallucination

di Joseph Losey (Gran Bretagna, 1962) 

Per gli inglesi è “The Damned” (la celebre punk rock band londinese prese il nome proprio dal titolo originale del film!), mentre per noi è “Hallucination”. Questa pellicola diretta dallo statunitense Joseph Losey e prodotta dalla Hammer non ha mai ricevuto i giusti riconoscimenti, considerando che all’epoca non era affatto semplice parlare di politica e Continua a leggere

Apaches

di John Mackenzie (Gran Bretagna, 1977)

Per molti anni nel Regno Unito andarono in onda i cosiddetti public information films, una serie di cortometraggi commissionati dal governo in modo tale da poter educare/informare il cittadino, mettendolo in guardia sui vari pericoli presenti nella quotidianità (dalle città alle zone rurali). Siccome verso la metà dei 70s alcuni bambini morirono in Continua a leggere

A Slit-Mouthed Woman

di Kôji Shiraishi (Giappone, 2007)

“Kuchisake-Onna” è il titolo originale di un horror che ripesca una figura tipica del folklore giapponese (Kuchisake-Onna significa per l’appunto donna dalla bocca spaccata). Il regista Kôji Shiraishi si è tuttavia soffermato su un aspetto più moderno legato a questo personaggio, riportando alla luce una leggenda metropolitana non troppo distante nel tempo, nella Continua a leggere

Them

di David Moreau e Xavier Palud (Francia/Romania, 2006)

Durante la prima decade di questo secolo, il cinema francese ha ricoperto un ruolo di primaria importanza per il rilancio del genere horror, un passaggio obbligato che ha fatto la felicità di tanti appassionati. Non parliamo soltanto di pellicole estreme come “Alta Tensione” (2003), “À L’Intérieur” (2007) o “Martyrs” (2008), ma anche di inquietanti prodotti Continua a leggere

Grano Rosso Sangue

di Fritz Kiersch (Stati Uniti, 1984)

“Grano Rosso Sangue” (“Children Of The Corn”) è uno dei tanti film basati su qualche racconto o romanzo di Stephen King (in questo caso la storia è contenuta nella raccolta “A Volte Ritornano”, uscita originariamente nel 1978). Si tratta senza dubbio di una trasposizione di successo, nonostante Stephen King fu estromesso dalla sceneggiatura per fare spazio Continua a leggere

The Florida Project

di Sean Baker (Stati Uniti, 2017)

Che Sean Baker fosse un regista di talento lo si era già intuito con “Starlet” (2012) ma soprattutto con “Tangerine” (2015), quest’ultimo vero e proprio trampolino di lancio per uno dei titoli indipendenti più acclamati degli ultimi anni, “The Florida Project” (“Un Sogno Chiamato Florida”), un fulgido esempio di realismo sociale americano. Baker gira Continua a leggere