Primitiv

di Sisworo Gautama Putra (Indonesia, 1980)

Il cinema indonesiano ne ha fatti di passi in avanti, soprattutto durante gli ultimi dieci-quindici anni, un periodo nel quale sono usciti svariati prodotti di caratura internazionale sia in ambito horror che in territori action estremi (impossibile fare a meno di un capolavoro come “The Raid”). Se invece torniamo indietro fino all’inizio degli 80s, ci possiamo Continua a leggere

Pubblicità

Vite Vendute

di Henri-Georges Clouzot (Francia/Italia, 1953)

Tra la fine dei 40s e l’inizio del decennio successivo, il cinema di Henri-Georges Clouzot esplode a livello internazionale. Il regista viene premiato a Venezia per “Legittima Difesa” (1947), per poi vincere sia a Cannes che a Berlino con “Vite Vendute” (“Le Salaire De La Peur”), uno dei film più importanti e influenti della sua carriera (insieme al successivo Continua a leggere

The Northman

di Robert Eggers (Stati Uniti, 2022)

Esistono diversi partiti schierati sia a favore che contro il cinema di Robert Eggers. C’è chi lo ammira fin dal folgorante esordio “The VVitch” (2015), c’è chi lo ha cominciato ad apprezzare seriamente soltanto con l’incredibile “The Lighthouse” (2019) e infine c’è anche una sparuta minoranza che non lo considera affatto un regista di spessore. In questi Continua a leggere

Freaks Out

di Gabriele Mainetti (Italia/Belgio, 2021)

Erano trascorsi molti anni dalla folgorante opera prima di Gabriele Mainetti, “Lo Chiamavano Jeeg Robot” (2015), un successo meritato capace di conquistare sia il pubblico che la critica nazionale. In effetti, questo come back si è fatto attendere parecchio, non solo per colpa della pandemia, ma anche per una lunga fase di post-produzione terminata Continua a leggere

Fando Y Lis

di Alejandro Jodorowsky (Messico, 1968)

Con il suo primo lungometraggio, Alejandro Jodorowsky fa le prove generali in vista dei suoi futuri capolavori. Il budget è povero, ma le idee sono già straripanti, grazie anche all’apporto decisivo dell’amico/collega di sempre Fernando Arrabal (l’opera prende ispirazione da una pièce teatrale scritta anni prima dal regista e drammaturgo spagnolo) Continua a leggere

Valhalla Rising

di Nicolas Winding Refn (Danimarca/Gran Bretagna, 2009)

A un anno di distanza dalla consacrazione raggiunta con l’istrionico e chiassoso biopic “Bronson” (2008), Nicolas Winding Refn evita di battere su quel ferro ancora caldo, cambiando completamente le carte in tavola. Nasce così “Valhalla Rising”, un esperimento mistico ed ermetico incapace di accontentare un pubblico mainstream all’epoca ingannato da chi Continua a leggere

Sul Globo D’Argento

di Andrzej Żuławski (Polonia, 1988)

Vedrete un film realizzato dieci anni fa, uno stralcio di film. Una storia di due ore e mezza un quinto della quale manca. Questo quinto, datato 1977, è stato distrutto e non può essere più ricreato. Al posto delle scene mancanti, sentirete una voce che vi spiegherà brevemente l’idea originale”. Inizia con queste parole il lungometraggio maledetto di Andrzej Continua a leggere

Zardoz

di John Boorman (Gran Bretagna/Stati Uniti/Irlanda, 1974)

Trascorsi due anni da quel capolavoro senza tempo di “Deliverance” (1972), John Boorman torna in pista con un prodotto inclassificabile destinato ancora oggi a far discutere: “Zardoz” mette infatti talmente tanta carne al fuoco che non è possibile definirlo come un semplice film di fantascienza, perché in esso troviamo elementi fantasy, mitologici, avventurosi Continua a leggere

U-Boot 96

u-boot 96di Wolfgang Petersen (Germania Ovest, 1981)

Chi ha avuto la possibilità di vedere “U-Boot 96” dal 1997 in poi, molto probabilmente si è imbattuto nella director’s cut, una versione definitiva di ben 209 minuti ridoppiata per l’occasione dagli stessi attori che tanti anni prima presero parte al film. Tre ore e mezza in cui l’approfondimento dei personaggi diventa di primaria importanza, anche perché a differenza di molte altre pellicole ambientate Continua a leggere

The Descent

thedescentdi Neil Marshall (Gran Bretagna, 2005)

Se soffrite di claustrofobia, state alla larga da questo film. Raramente il cinema horror ha sfruttato a dovere un’ambientazione di questo tipo, dove grotte e stretti cunicoli sotterranei rappresentano una sorta di labirinto senza vie di fuga, la location ideale per restare con il fiato sospeso nella speranza di trovare un raggio di luce che indichi l’uscita. Prodotto nel 2005, “The Descent – Discesa Nelle Continua a leggere