Shame

di Steve McQueen (Gran Bretagna/Canada/Stati Uniti, 2011

Il sodalizio tra il regista londinese Steve McQueen e l’attore irlandese (ma di origini tedesche) Michael Fassbender ha dato ottimi risultati, considerando una tripletta di tutto rispetto cominciata nel 2008 con “Hunger”, proseguita nel 2011 con “Shame” e culminata infine con il successo di “12 Anni Schiavo” (2013), film quest’ultimo aggiudicatosi tre premi Continua a leggere

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Ravens

di Jens Assur (Svezia, 2017) 

Il primo lungometraggio di Jen Assur risale al 2017 e senza dubbio merita di essere riscoperto, anche perché ancora una volta è il cinema drammatico a sbatterci in faccia la miseria umana meglio di qualsiasi altra cosa. In questo caso diventa fondamentale il rapporto tra due personaggi (un padre e un figlio) all’interno di un affascinante contesto rurale Continua a leggere

Lacrime Di Kali

di Andreas Marschall (Germania, 2004)

Prima di tuffarsi a capofitto nel genere horror, Andreas Marschall era conosciuto soprattutto nel giro heavy metal come disegnatore di copertine (Sodom, Running Wild, Blind Guardian, Obituary e tanti altri) e come regista di videoclip (Coroner, Kreator, Rage, Samael, Moonspell e non solo). La svolta arriva puntuale nel 2003, quando Marschall dirige Continua a leggere

Larva Mental

di Mikel Balerdi (Spagna, 2021)

“Larva Mental” segna il debutto alla regia per il pittore e performer basco Mikel Balerdi, un personaggio molto conosciuto negli ambienti della body art estrema. Il film esce con la benedizione del nostro Domiziano Cristopharo (“House Of Flesh Mannequins”, “Red Krokodil”) e sarà distribuito durante i primi mesi del 2021 dalla TetroVideo, un vero baluardo Continua a leggere

The Dark And The Wicked

di Bryan Bertino (Stati Uniti, 2020)

Dopo l’exploit di “The Strangers” (2008), un home invasion impeccabile nella confezione ma meno nella sostanza, Bryan Bertino ha fatto acqua da tutte le parti, prima con il pessimo “Mockingbird” (2014) e poi con il successivo “The Monster” (2016), quest’ultimo almeno dignitoso nonostante le troppe banalità. Con “The Dark And The Wicked” siamo al quarto Continua a leggere

Piercing

piercingdi Nicolas Pesce (Stati Uniti, 2018)

Il nome di Nicolas Pesce ha cominciato a girare con insistenza negli ambienti indie d’oltreoceano dopo il coraggioso debutto “The Eyes Of My Mother” (2016), un film malsano che davanti a una narrazione frammentata rispondeva con immagini fortemente destabilizzanti, una piccola gemma in b/n ricca di fascino e di puro orrore. Oggi invece, in attesa del discutibile reboot di “The Grudge” (prodotto da Sam Continua a leggere

Until The Light Takes Us

until the light take usdi Aaron Aites e Audrey Ewell (Stati Uniti, 2008)

La Norvegia è un paese ricco, tranquillo e socialmente evoluto, per molti un paradiso. Ancora oggi ci si chiede come mai proprio in questo stato scandinavo siano avvenuti degli atroci fatti di sangue entrati nella storia della cronaca nera, prima con gli omicidi legati alla scena black metal e più recentemente con la strage di Utøya del 2011, senza dimenticare quella lunga scia di incendi dolosi Continua a leggere

Dans Ma Peau

dans ma peaudi Marina De Van (Francia, 2002)

Il cinema di confine francese, esploso con l’avvento del nuovo millennio, può essere identificato con due filoni entrambi estremi ma di base differenti: un primo più istintivo, ferale e di matrice prettamente horror, un secondo legato invece a una deriva autoriale di stampo drammatico. Così se da un lato troviamo i vari Alexandre Aja, Xavier Gens, Pascal Laugier o la coppia Alexandre Continua a leggere

Eat

eatdi Jimmy Weber (Stati Uniti, 2014)

Novella McClure è una bella trentenne in crisi, non riesce a superare nessuna audizione per diventare attrice e ormai i soldi per pagare l’affitto scarseggiano. Questa continua frustrazione nei confronti della vita viene in qualche modo sfogata attraverso episodi di autolesionismo, che in questo caso corrispondono a terribili attacchi di autofagia. In Continua a leggere

Schramm

schrammdi Jörg Buttgereit (Germania, 1993)

Today I’m dirty, but tomorrow I’ll be just dirt”. Inizia con una citazione del serial killer americano Carl Panzram una delle opere più significative di Jörg Buttgereit, una storia di solitudine e perversione raccontata con il suo solito stile inconfondibile, ovviamente marcio, cupo e tremendamente realistico. Il regista tedesco ci fa immergere – in poco più di un’ora – nella vita Continua a leggere