Luzifer

di Peter Brunner (Austria, 2021)

Wo ist der Teufel?”, ovvero “Dov’è il diavolo?”. Questa è la domanda centrale presente in “Luzifer”, il cui titolo non deve trarre in inganno: qui infatti non ci sono né sinistre presenze luciferine né tantomeno fluorescenti creature diaboliche che si muovono tra le mura domestiche (pensiamo al celebre “Post Tenebras Lux”). La risposta tuttavia è dietro l’angolo Continua a leggere

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Masking Threshold

di Johannes Grenzfurthner (Austria, 2021)

L’acufene, detto anche tinnito, è la percezione di un rumore, solitamente un ronzio, un fischio, un fruscio o un sibilo, avvertito nelle orecchie o nella testa in assenza di uno stimolo acustico esterno”. Non potrebbe esserci introduzione migliore per presentare questo “Masking Threshold”, ultima fatica del regista austriaco Johannes Grenzfurthner. Il suo non è un Continua a leggere

Rimini

di Ulrich Seidl (Germania/Austria/Francia, 2022)

A distanza di sei anni dalla sua ultima fatica (lo shock di “Safari” è ancora vivo nei nostro occhi), Ulrich Seidl torna al cinema di finzione che ha contraddistinto le sue opere più famose, spostando l’azione in una Rimini invernale battuta dalla pioggia, dal vento gelido e persino dalla neve: gli stereotipi più frivoli e solari legati alla città Continua a leggere

Paradise: Hope

di Ulrich Seidl (Austria/Francia/Germania, 2013)

Con “Paradise: Hope” (“Paradies: Hoffnung”), Ulrich Seidl chiude nel 2013 la sua celebre trilogia amore fede speranza, tre storie di grande impatto condivise da alcuni membri dello stesso nucleo familiare: se nell’imprescindibile “Paradise: Love” (2012) il regista seguiva le vacanze di una signora di mezza età impegnata a rimorchiare in Kenya, con Continua a leggere

2551.01

di Norbert Pfaffenbichler (Austria, 2021)

Tra i film più curiosi presenti nel programma della quarantaduesima edizione del Fantafestival (Roma, 1-5 giugno), spicca senza dubbio questo “2551.01”, il cui titolo rimanda a un anno ben preciso (lo 01 si riferisce invece al primo episodio, considerando che il regista austriaco Norbert Pfaffenbichler ha già in mente il secondo capitolo dell’opera) Continua a leggere

Lourdes

di Jessica Hausner (Austria/Francia/Germania, 2009)

Per un appassionato di cinema, è quasi impossibile rimuovere dagli occhi quei grandi manifesti pubblicitari che nel 2009 accompagnarono l’uscita di “Lourdes” nelle sale italiane. Quello che in apparenza sembrava un film di pura propaganda religiosa, si rivelò invece un prodotto intelligente raccontato da uno sguardo freddo e distaccato, nella migliore Continua a leggere

Il Settimo Continente

dskdi Michael Haneke (Austria, 1989)

Michael Haneke ha ormai quarantasei anni quando dirige il suo primo lungometraggio per il cinema, un’età che gli permette di osservare la realtà con maggiore lucidità e consapevolezza. Ne esce fuori uno dei suoi film più asciutti e freddi mai realizzati, il capitolo iniziale della celebre trilogia della glaciazione che il regista completerà con i successivi “Benny’s Video” (1992) e “71 Frammenti Di Una Continua a leggere

3096 Tage

3096daysdi Sherry Hormann (Germania, 2013)

Cosa diavolo succede nelle cantine degli austriaci? Al di là delle controverse incursioni sotterranee di Markus Schleinzer (“Michael”) o di Ulrich Seidl (“Im Keller”), rispondere a una domanda del genere fa davvero scendere i brividi lungo la pelle, considerando che due tra i casi più raccapriccianti di persone recluse nella proprietà di qualche maniaco sono proprio avvenuti nello stato alpino Continua a leggere

Nevrland

nevrlanddi Gregor Schmidinger (Austria, 2019)

Il cinema indipendente austriaco continua imperterrito a sfornare prodotti di livello, lo abbiamo visto di recente con lo splendido “Die Beste Aller Welten” (2017) di Adrian Goiginger e lo ribadiamo oggi con “Nevrland”, primo lungometraggio per il talentuoso Gregor Schmidinger, regista classe 1985 nato a Linz. Nel curriculum di Schmidinger possiamo annoverare Continua a leggere

The Best Of All Worlds

the best of all worldsdi Adrian Goiginger (Austria/Germania, 2017)

Lunga vita al cinema indipendente, soprattutto se riesce a regalarci opere così vive come questo “The Best Of All Worlds” (“Die Beste Aller Welten”), una produzione austro-germanica di altissimo livello già acclamata in molti festival internazionali. Un film ispirato a una storia vera accaduta verso la fine degli anni novanta a Salisburgo, una città gioiello solitamente accostata alla musica classica (Mozart Continua a leggere