Profondo Rosso

di Dario Argento (Italia, 1975)

Solitamente, un grande ciclo si apre sempre con i fuochi d’artificio, per poi svanire lentamente nell’oblio. Dario Argento parte con il botto (“L’Uccello Dalle Piume Di Cristallo”) ma allo stesso tempo raggiunge il suo apice personale in ambito italian giallo proprio con “Profondo Rosso”, il suo quarto lungometraggio legato al genere di riferimento Continua a leggere

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Il Cameraman E L’Assassino

di Rémy Belvaux, André Bonzel e Benoît Poelvoorde (Belgio, 1992) 

“Il Cameraman e L’Assassino” è il titolo didascalico con cui in Italia conosciamo questo “C’Est Arrivé Près De Chez Vous”, un geniale mockumentary belga la cui denominazione internazionale è “Man Bites Dog”. Premiato nel 1992 a Sitges e in altre rassegne non meno importanti, questo lungometraggio è stato diretto da ben tre registi: di Continua a leggere

Manhunter

di Michael Mann (Stati Uniti, 1986)

Hannibal Lecktor prima di Hannibal Lecter. Eppure “Il Silenzio Degli Innocenti” (1991) lo conosce anche il panettiere sotto casa mia, al contrario di “Manhunter”, un thriller sottostimato rimasto fin troppo in ombra al cospetto di altri titoli più celebrati (persino “Red Dragon”, il remake del 2002, ha ricevuto una maggiore considerazione da parte del Continua a leggere

Lady Vendetta

di Park Chan-Wook (Corea del Sud, 2005)

Con questo lungometraggio del 2005 si chiude la celebre trilogia della vendetta di Park Chan-Wook, tre pellicole ognuna delle quali capace di brillare di luce propria. Difficile dunque scegliere tra un capolavoro assoluto del cinema coreano (“Mr. Vendetta”) e uno dei film orientali più celebri di sempre (“Oldboy”), con “Lady Vendetta” a rappresentare un Continua a leggere

Evil Dead Trap

di Toshiharu Ikeda (Giappone, 1988)

Il cinema horror giapponese ha sempre avuto una sua precisa identità, smarcandosi fin dagli albori da eventuali riferimenti di taglio occidentale. Poi ovviamente c’è la solita eccezione che conferma la regola, ovvero un film come “Evil Dead Trap”, per certi versi più vicino alle pellicole di Lucio Fulci e Dario Argento che all’immaginario tipicamente orientale Continua a leggere

Humongous

humongousdi Paul Lynch (Canada, 1982)

Se “Prom Night” (ovvero “Non Entrate In Quella Casa”) è uno slasher trascurabile nonostante sia uscito in un anno fondamentale per il genere (il 1980), è con il successivo “Humongous” che Paul Lynch dimostra di saper trattare la materia con maggior personalità, aiutato da un’atmosfera alquanto cupa e suggestiva. Nulla di speciale anche in questo caso, ma “Humongous” è un film che andrebbe Continua a leggere

Trauma

traumadi Lucio A. Rojas (Cile, 2017)

Tra le nuove frontiere del cinema di confine, l’America latina sta trovando sempre più spazio, con il Messico a fare da indiscutibile motore trainante (i recenti e controversi “Atroz” e “We Are The Flesh” hanno in qualche modo lasciato il segno). Scendendo a sud, ci siamo imbattuti in un altro film di quelli da pugno nello stomaco, “Trauma”, un’opera diretta dal cileno Lucio A. Rojas che ha tutte le carte in regola Continua a leggere

Giornata Nera Per L’Ariete

giornata nera per l'arietedi Luigi Bazzoni (Italia, 1971)

Il cinema giallo di Luigi Bazzoni ha molto da dire, considerando che “La Donna Del Lago” (1965), “Giornata Nera Per L’Ariete” (1971) e il delirante “Le Orme” (1975) costituiscono un ipotetico trittico di tutto rispetto. Tra questi titoli “Giornata Nera Per L’Ariete” è comunque il meno avvincente, nonostante non si possa certamente parlare di un film poco riuscito, perché se togliamo di mezzo una Continua a leggere

Sotto Shock

sotto shockdi Wes Craven (Stati Uniti, 1989)

“Sotto Shock” (“Shocker”) è un film a cui siamo sempre affezionati, anche perché se è vero che qui Wes Craven rimette in circolo gli ingredienti presenti in “Nightmare” (1984) e derivati, ci piace questa sua lampante critica nei confronti di un decennio in dirittura d’arrivo, un concetto che attraversa tutti gli anni ottanta (passando persino per “Videodrome”) atterrando proprio tra questi Continua a leggere

Opera

operadi Dario Argento (Italia, 1987)

L’inizio della fine o la fine dell’inizio? “Opera” è considerata da tempo una pellicola spartiacque all’interno della carriera di Dario Argento, un regista impeccabile o quasi fino al termine degli anni ottanta ma poi praticamente irriconoscibile dal 1993 (l’anno di “Trauma”) fino ai giorni nostri, se escludiamo il passabile “Non Ho Sonno” (2001). Che in “Opera” si avvertano alcuni scricchiolii non Continua a leggere