The Last Family

di Jan P. Matuszynski (Polonia, 2016)

Non bisogna per forza essere amanti del macabro per apprezzare le creazioni di Zdzisław Beksiński, uno dei più grandi artisti polacchi di recente memoria, un pittore giustamente celebrato anche al di fuori dei confini nazionali. Le sue opere più ammirate fanno davvero accapponare la pelle, perché l’arte di Beksiński è un tripudio di sofferenza e di tormento Continua a leggere

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Creepy

di Kiyoshi Kurosawa (Giappone, 2016)

A Kiyoshi Kurosawa sono sempre bastate le atmosfere, sia durante la fase J-horror che in tempi più recenti, quando il regista ha allargato ulteriormente i suoi confini cinematografici. Nel caso di “Creepy” (il titolo è tutto un programma), a far paura non è una presenza sovrannaturale o qualche scena annaffiata con il sangue, bensì un semplice vicino di Continua a leggere

American Honey

di Andrea Arnold (Stati Uniti/Gran Bretagna, 2016)

“American Honey” è un lungo esperimento di oltre centosessanta minuti. Andrea Arnold si è infatti affidata a un manipolo di attori non professionisti, a dialoghi spesso improvvisati e a una location on the road ben distante dalla sua terra di origine (per la regista inglese questo è stato il primo lavoro realizzato lontano dalla Gran Bretagna). La pellicola segna Continua a leggere

Purgatoryo

di Roderick Cabrido (Filippine, 2016)

L’obitorio come un purgatorio, perché in attesa del loro funerale (dunque la via per il paradiso) questi cadaveri finiscono lì dentro, stesi all’interno di una vasca o sopra un tavolo di acciaio. Un’atmosfera gelida, illuminata sporadicamente da luci fredde e bluastre. Se per i defunti questo luogo rappresenta soltanto un transito per chissà dove, per i vivi è un Continua a leggere

Birdshot

di Mikhail Red (Filippine, 2016)

Spesso quando si parla di cinema orientale ci si riferisce alle grandi opere giapponesi, all’exploit del cinema coreano contemporaneo oppure ai tanti prodotti di culto provenienti dall’area cinese (nella quale dobbiamo includere, al di là delle dispute geopolitiche, anche Taiwan e Hong Kong). Ogni tanto però è giusto rimarcare l’importanza della scuola filippina Continua a leggere

The Woman Who Left

the woman who leftdi Lav Diaz (Filippine, 2016)

L’infinito minutaggio delle opere di Lav Diaz non deve rappresentare un ostacolo per gli appassionati di cinema, anche se per avventurarsi in questo tipo di pellicole è importante avere la mente sgombra e un lungo pomeriggio a disposizione. Stiamo parlando di uno dei registi più innovativi e coraggiosi del nuovo secolo, un autore ormai affermato a livello mondiale soprattutto dopo la Continua a leggere

Playground

playgrounddi Bartosz M. Kowalski (Polonia, 2016)

Possiamo considerare “Playground” (“Plac Zabaw”) uno degli esordi più controversi di questi ultimi anni, una pellicola che ha fatto tanto discutere al Festival di San Sebastián del 2016, dove alcuni spettatori hanno abbandonato la sala durante la proiezione. Partendo da un fatto di cronaca realmente accaduto, il regista Bartosz M. Kowalski ci sbatte in faccia la semplicità con la quale il male Continua a leggere

Silence

silencedi Martin Scorsese (Stati Uniti, 2016)

Non è necessario portare qualcuno da una parte o dall’altra, se c’è così tanto da condividere”, eppure nel corso dei secoli gli scontri e le divisioni tra le varie confessioni religiose hanno generato solo caos, persecuzioni e guerre. Anche il tentativo di cristianizzazione del Giappone ha incontrato non poche difficoltà: già diffusosi durante il XVI° secolo grazie all’opera di alcuni missionari portoghesi Continua a leggere

Are We Not Cats

are we not catsdi Xander Robin (Stati Uniti, 2016)

Dopo una serie di cortometraggi, nel 2016 esce il primo lavoro di Xander Robin, da lui giustamente definito un drug movie senza le droghe. “Are We Not Cats” è infatti un (melo)dramma incentrato sul dolore e sulla dipendenza, nel quale convivono sentimenti contrastanti come l’amore e l’autodistruzione. Una pellicola breve (settantasette minuti) ma intensa, l’ennesima prova che il circuito Continua a leggere

La Cura Dal Benessere

la cura del benesseredi Gore Verbinski (Stati Uniti/Germania, 2016)

Se il grande successo ottenuto con il remake americano di “The Ring” (2002) ha lanciato nel giro che conta il nome di Gore Verbinski, per il regista del Tennessee la vera esplosione è sopraggiunta grazie ai primi tre capitoli della celebre saga “Pirati Dei Caraibi”, tra incassi stratosferici e la consacrazione definitiva per l’attore Johnny Depp. Con un curriculum di questo tipo (nel quale bisogna Continua a leggere