Victoria

di Sebastian Schipper (Germania, 2015)

Quando un film è girato con un unico piano sequenza, c’è sempre un buon motivo per guardarlo. Al regista, agli attori ma soprattutto all’operatore (il cameraman norvegese Sturla Brandth Grøvlen è stato giustamente omaggiato durante i titoli di coda!) è infatti richiesto uno sforzo sovraumano, perché sbagliare significa dover fare tabula rasa per Continua a leggere

Be My Cat: A Film For Anne

di Adrian Tofei (Romania, 2015)

Prima di tutto, chi diavolo è Anne? Si tratta di Anne Hathaway (classe 1982), attrice statunitense molto apprezzata nel giro hollywoodiano. La sua presenza è ovviamente virtuale in questo lavoro a lei dedicato, un curioso diversivo proveniente dalla Romania capace di smarcarsi a dovere dai classici found footage di stampo americano. Più che altro Continua a leggere

Luna De Miel

di Diego Cohen (Messico, 2015)

“Luna De Miel” fece la sua discreta figura durante la proiezione romana al Fantafestival del 2016. Dopotutto, già dalla scorsa decade, il cinema estremo messicano (e in generale quello dei paesi latini dell’area centro-sudamericana) ha decisamente alzato in alto la propria asticella. In questo caso, basta un piccolo budget per sfornare un prodotto più che Continua a leggere

The Ones Below

di David Farr (Gran Bretagna, 2015)

Ancora oggi, non sono pochi i registi che intraprendono la strada del thriller psicologico rimettendo in circolo la lezione di Roman Polanski, colui che nel genere di riferimento ha lasciato un segno indelebile grazie alla cosiddetta trilogia dell’appartamento. David Farr (qui al suo primo e per ora unico lungometraggio) ricomincia proprio dall’esperienza Continua a leggere

La Calle De La Amargura

di Arturo Ripstein (Messico, 2015)

Arturo Ripstein (classe 1943) ha imparato le basi del mestiere collaborando con Luis Buñuel: è infatti il 1962 quando il giovane messicano lavora come assistente alla regia (non accreditato) sul set de “L’Angelo Sterminatore”. Da tempo considerato in patria uno dei cineasti più influenti e importanti di sempre, Ripstein non ha mai smesso di fare Continua a leggere

Suburra

di Stefano Sollima (Italia, 2015)

Chi vive a Roma probabilmente sarà passato più volte da Piazza della Suburra, situata nel Rione Monti all’uscita della metro Cavour. Se oggi quella zona è piena di locali alla moda ed è frequentata dai giovani e dai turisti, un tempo proprio con la Suburra veniva identificato il quartiere malfamato, quello dove prosperava la criminalità. Partendo da questo Continua a leggere

Almost Holy

di Steve Hoover (Ucraina/Stati Uniti, 2015)

Mariupol’ è un’importante città portuale dell’Ucraina sudorientale, segnata purtroppo dal solito grigiore dei palazzoni di periferia e dall’immancabile fumo delle fabbriche che si innalza sullo sfondo. Qui molti ragazzini orfani vivono alla giornata per le strade, come se un filo diretto legasse questi disperati con i besprizornye della Russia post-rivoluzionaria Continua a leggere

Chevalier

chevalierdi Athina Rachel Tsangari (Grecia, 2015)

Regista, sceneggiatrice e collaboratrice di Yorgos Lanthimos: il nome di Athina Rachel Tsangari ha contribuito non poco alla crescita della cosiddetta new wave del cinema greco, fornendo per giunta un punto di vista femminile (per non dire femminista) al ricco panorama esploso nel 2009 con l’inarrivabile “Kynodontas” (in cui c’era proprio lo zampino della Tsangari nelle vesti di produttrice Continua a leggere

El Club

el clubdi Pablo Larraín (Cile, 2015)

Dopo averci raccontato con grande personalità alcune storie drammaticamente incastonate al tempo della dittatura cilena, nel 2015 Pablo Larraín sposta la sua prospettiva verso un altro tema scottante, quello legato al mondo della religione. Con “El Club” il regista si aggiudica numerosi premi, tra cui l’Orso d’Argento al Festival di Berlino: nonostante l’argomento molto duro trattato nel film Continua a leggere

The Whispering Star

the whispering stardi Sion Sono (Giappone, 2015)

Durante il 2015 Sion Sono di film ne ha girati parecchi, ma fino a quel momento non aveva realizzato nessuna pellicola anche minimamente simile a questo “The Whispering Star” (“Hiso Hiso Boshi”), un tributo molto personale a quella fantascienza filosofica spesso di complessa assimilazione. Per il genere trattato, un lavoro relativamente breve (neppure cento minuti) e Continua a leggere