Sea Fog

di Sung-Bo Shim (Corea del Sud, 2014)

Dopo tanti anni, la strada di Bong Joon-Ho ha incontrato nuovamente quella di Sung-Bo Shim: se nell’ormai lontano 2003 i due avevano scritto insieme uno dei thriller più importanti di inizio secolo (“Memories Of Murder”), dopo oltre due lustri è stato Bong Joon-Ho a ricambiare il favore, producendo e sceneggiando insieme al collega questo discreto Continua a leggere

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13 Sins

di Daniel Stamm (Stati Uniti, 2014)

Nel lontano 2006, il thailandese Chookiat Sakveerakul scrive e dirige un thriller destinato a raccogliere applausi e consensi, “13 Game Sayawng” (ovvero “13: Game Of Death”). Trascorrono otto anni e qualcuno negli States decide di girare il remake del suddetto, snellendo il minutaggio ma aumentando considerevolmente il budget a disposizione Continua a leggere

Leviathan

di Andrey Zvyagintsev (Russia, 2014)

Tra i registi russi emersi con l’avvento del nuovo secolo, Andrey Zvyagintsev (classe 1964) si è spesso distinto per l’elevata qualità delle sue pellicole, molte delle quali hanno ottenuto importanti riconoscimenti in giro per il mondo. “Leviathan” è una di queste (miglior film straniero ai Golden Globe 2015 e poi ancora nella cinquina finale degli Oscar, sempre Continua a leggere

Killers

di Kimo Stamboel e Timo Tjahjanto (Indonesia/Giappone, 2014)

“Killers” è una pellicola che risale al 2014, quando i Mo Brothers (ovvero Kimo Stamboel e Timo Tjahjanto) erano ormai sulla bocca di tutti. Eppure ancora oggi questo lungometraggio sa tanto di occasione mancata, di una battuta parzialmente a vuoto all’interno di una filmografia nel complesso positiva, culminata nel 2018 con l’action estremo Continua a leggere

Lo Sciacallo – Nightcrawler

di Dan Gilroy (Stati Uniti, 2014)

“Lo Sciacallo – Nightcrawler” è entrato di diritto tra i migliori thriller metropolitani realizzati durante lo scorso decennio. Per il californiano Dan Gilroy questo film rappresenta un esordio alla regia al limite della perfezione, avvalorato da uno script avvincente (sempre di Gilroy) e da un cast in forma smagliante. Un cinema spietato dove la città (una nitida Continua a leggere

Something Better To Come

di Hanna Polak (Danimarca/Polonia, 2014)

Hanna Polak i reietti li conosce bene. Se infatti nel 2005 il suo potente mediometraggio “The Children Of Leningradsky” fu candidato agli Oscar nella categoria dei documentari, è con questo “Something Better To Come” che per lei è arrivata la definitiva consacrazione su scala internazionale (con numerosi premi ricevuti in giro per il mondo). Questo lavoro Continua a leggere

Over Your Dead Body

di Takashi Miike (Giappone/Francia/Cina, 2014)

Durante la scorsa decade l’eclettico Takashi Miike ha spaziato come al solito in lungo e in largo (soprattutto per quanto riguarda gli adattamenti di manga o di romanzi), alternando degli ottimi film ad altri meno ispirati. L’importante è che Miike lavori sempre piena libertà, perché mettergli il bavaglio significa anche limitare di Continua a leggere

Let Us Prey

let us prey_di Brian O’Malley (Irlanda/UK, 2014)

Abbiamo voluto concedere una seconda possibilità a “Let Us Prey”, una delle tante produzioni horror uscite durante lo scorso decennio inizialmente strombazzate oltre il dovuto (ma poi stranamente finite nel dimenticatoio). Dopotutto se il debuttante Brian O’Malley non è riuscito a far fruttare un buon soggetto e delle valide premesse, un motivo ci sarà. Ma andiamo con ordine, cercando di trovare il Continua a leggere

Her Name Was Torment

her name was tormentdi Dustin Mills (Stati Uniti, 2014)

Dustin Mills è uno di quei registi underground che gira di continuo horror a budget zero, una mina vagante del sottobosco americano che è possibile scoprire solo con la giusta dose di curiosità. Sono bastati cinquecento dollari per realizzare “Her Name Was Torment”, un mediometraggio di cinquanta minuti che alla resa dei conti non sfigura affatto, considerando la misera cifra investita per Continua a leggere

Durak

durakdi Yuriy Bykov (Russia, 2014)

Questo è un film che fa male, anzi malissimo. Perché già dal titolo capiamo che c’è qualcosa che non torna, “Durak” (“The Fool”) significa infatti sciocco (nel senso di ingenuo) e ci chiediamo perché un uomo coscienzioso, premuroso verso gli altri e dotato di uno spiccato senso civico debba essere considerato un folle dalla società contemporanea. I mostri forse sono i normali? Non importa se siano Continua a leggere