Drag Me To Hell

di Sam Raimi (Stati Uniti, 2009)

“Drag Me To Hell” ha segnato il ritorno all’horror per Sam Raimi, impegnato negli anni precedenti con la celebre trilogia di “Spider-Man”. Indubbiamente c’era ancora bisogno di lui, poiché negli States questo genere cinematografico si stava facendo rubare lo scettro da alcune produzioni europee molto più valide (pensiamo soltanto alla grande stagione estrema Continua a leggere

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Valhalla Rising

di Nicolas Winding Refn (Danimarca/Gran Bretagna, 2009)

A un anno di distanza dalla consacrazione raggiunta con l’istrionico e chiassoso biopic “Bronson” (2008), Nicolas Winding Refn evita di battere su quel ferro ancora caldo, cambiando completamente le carte in tavola. Nasce così “Valhalla Rising”, un esperimento mistico ed ermetico incapace di accontentare un pubblico mainstream all’epoca ingannato da chi Continua a leggere

Necromentia

di Pearry Reginald Teo (Stati Uniti, 2009)

L’inferno è ovunque, parola del regista Pearry Reginald Teo. La dannazione ha inizio nella vita reale, nella tragedia dell’esistenza, per poi proseguire giù in fondo all’abisso. Una condanna a cui nessuno può sfuggire, dopotutto quale essere umano merita di andare in paradiso? Almeno sotto questo punto di vista, “Necromentia” è un horror che ha le idee molto Continua a leggere

Savage

di Brendan Muldowney (Irlanda, 2009)

Se quello del revenge movie si può considerare un (sotto)genere dagli esiti spesso prevedibili (la vittima non può che trasformarsi in carnefice), ciò che conta è quindi saper arrivare all’epilogo in maniera credibile, originale e appassionante. Per fortuna in “Savage” accade tutto questo, grazie all’approccio di un regista (qui anche sceneggiatore) Continua a leggere

Vengeance

di Johnnie To (Hong Kong/Francia, 2009)

Dopo aver realizzato una serie di pellicole fondamentali per la storia del cinema action/crime/noir orientale (impossibile non menzionare “A Hero Never Dies” oppure “Exiled”), Johnnie To nel 2009 si presenta a Cannes con un lungometraggio-tributo alla scuola transalpina: “Vengeance” infatti non solo è un sentito omaggio alle opere di Continua a leggere

The House Of The Devil

di Ti West (Stati Uniti, 2009)

Un regista indipendente che ci manca parecchio è Ti West, purtroppo da anni finito nel mondo delle serie televisive (forse in seguito al mezzo flop del western “Nella Valle Della Violenza”, un trascurabile prodotto da lui diretto nel 2016). Il tris rappresentato da “The House Of The Devil” (2009), “The Innkeepers” (2011) e “The Sacrament” (2013) è infatti di Continua a leggere

Down Terrace

di Ben Wheatley (Gran Bretagna, 2009) 

Tutti i primi film di Ben Wheatley, in un modo o nell’altro, hanno lasciato il segno. Un discorso che ovviamente include anche questo originale esordio realizzato nel 2009, un crime movie dove il regista fa le prove generali in vista dei suoi lavori successivi, in particolare l’acclamato “Kill List” del 2011 e la commedia politicamente scorretta “Sightseers” (2012) Continua a leggere

Cella 211

di Daniel Monzón (Spagna/Francia, 2009)

Se nel giro di poco tempo “Cella 211” (“Celda 211”) è diventato uno dei prison movie più apprezzati degli ultimi dieci-quindici anni, i motivi non sono pochi: sicuramente l’ampio successo raccolto in Spagna (otto Premi Goya su sedici candidature) ha fatto da traino per tutto il resto, consacrando per l’ennesima volta un grande attore come Luis Tosar e mettendo Continua a leggere

Lourdes

di Jessica Hausner (Austria/Francia/Germania, 2009)

Per un appassionato di cinema, è quasi impossibile rimuovere dagli occhi quei grandi manifesti pubblicitari che nel 2009 accompagnarono l’uscita di “Lourdes” nelle sale italiane. Quello che in apparenza sembrava un film di pura propaganda religiosa, si rivelò invece un prodotto intelligente raccontato da uno sguardo freddo e distaccato, nella migliore Continua a leggere

Mother Is A Whore

di Lee Sang-Woo (Corea del Sud, 2009)

Il cinema coreano, anche quello acclamato nelle sale e nei festival di tutto il mondo, non si è mai autoimposto dei limiti o delle censure, non a caso in molte di queste pellicole sono presenti immagini decisamente forti per un pubblico medio. Scendendo invece giù nell’underground, sembra ci sia qualcosa di ancora più estremo che bolle in pentola, come Continua a leggere