Lasciami Entrare

di Tomas Alfredson (Svezia, 2008)

Quella presente tra i fotogrammi di “Lasciami Entrare” (“Låt Den Rätte Komma In”) è un’alchimia di rara bellezza. Ispirandosi all’omonimo libro di John Ajvide Lindqvist (qui autore della sceneggiatura), Tomas Alfredson ha messo in scena una pellicola dalle diverse sfaccettature: troppo riduttivo parlare soltanto di horror, quando a entrare in Continua a leggere

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Tokyo Sonata

di Kiyoshi Kurosawa (Giappone, 2008)

Esistono tanti modi per mettere in scena la dissoluzione di una famiglia, lo abbiamo visto di recente anche in terra nipponica: pensiamo al perverso “Visitor Q” (2001) di Takashi Miike oppure al viscerale “Cold Fish” (2010) di Sion Sono, due pellicole dove la disintegrazione familiare passa inesorabilmente dal sovvertimento delle Continua a leggere

Serbis

di Brillante Mendoza (Filippine, 2008)

Che Brillante Mendoza fosse sulla buona strada lo si era già intuito nel 2008, quando il regista filippino classe 1960 ci aveva regalato “Serbis” (“Service”), un dramma dalle tinte erotiche quasi completamente ambientato all’interno di un cinema a luci rosse (ci troviamo nella città di Angeles, da quelle parti tristemente famosa per la prostituzione e il turismo Continua a leggere

Rovine

di Carter Smith (Stati Uniti/Germania/Australia, 2008)

Rispetto ad alcune pellicole più o meno contemporanee nelle quali la location esotica diventa una trappola senza vie di uscita (pensiamo a titoli come “Bordeland” o “Turistas”), questo “Rovine” ha una marcia in più. Scott B. Smith adatta il suo omonimo romanzo trasformandolo in uno script tutto sommato semplice e lineare, manna dal cielo per un Continua a leggere

Deadgirl

deadgirldi Marcel Sarmiento (Stati Uniti, 2008)

Solitamente i titoli più deviati e aberranti legati al cinema estremo vengono ricordati da tutti, nel bene o nel male. Quello che invece non è mai accaduto a “Deadgirl”, film del 2008 piuttosto snobbato per non dire dimenticato anche dai più attenti appassionati del genere. In effetti la pellicola diretta da Marcel Sarmiento (coadiuvato in regia da Gadi Harel) non è di certo imprescindibile, un peccato considerando un Continua a leggere

Bajo La Sal

bajo la saldi Mario Muñoz (Messico, 2008)

“Bajo La Sal” (“Under The Salt”) è un film ingiustamente dimenticato, una pellicola di genere (diretta dall’esordiente Mario Muñoz) ben superiore a tanti altri thriller prodotti in America e pompati come se fossero dei capolavori. Dopotutto parliamo di cinema messicano, una scuola importante capace di sorprenderci anche con l’avvento del nuovo secolo, epoca in cui sono esplosi Continua a leggere

Un Lac

MCDAALA EC002di Philippe Grandrieux (Francia, 2008)

Per poter ammirare un film di questo genere bisogna mettersi comodi sul divano, spegnere la luce e tagliare qualsiasi ponte con il mondo circostante, entrando nel mood viscerale suggerito dal regista senza distrarsi neppure per un attimo. Il cinema di Philippe Grandrieux è questo, prendere o lasciare, una straniante esperienza sensoriale che sperimenta anche sulla pelle dello spettatore. “Un Lac”, tra tutti Continua a leggere

Gutterballs

gutterballsdi Ryan Nicholson (Canada, 2008)

Da molti anni il canadese Ryan Nicholson si occupa con successo di effetti e make-up anche per produzioni importanti, la sua passione segreta però la conosciamo in pochi ed è quella legata al cinema horror più grezzo e splatter possibile. Il suo lungometraggio maggiormente affermato è proprio questo “Gutterballs”, un b-movie vecchio stampo che ha trovato parecchi estimatori tra i maniaci del Continua a leggere

Treevenge

treevengedi Jason Eisener (Canada, 2008)

Quando arrivano le feste natalizie puntualmente risbucano fuori vecchi proto-slasher di culto (pensiamo a “Black Christmas”), irriverenti mostriciattoli (“Gremlins”) o pellicole più orientate sul cinema fantastico tout court (recentemente vanno di moda gli horror sui Krampus). Ma ogni maratona sul tema che si rispetti non può assolutamente trascurare questo cortometraggio Continua a leggere

Until The Light Takes Us

until the light take usdi Aaron Aites e Audrey Ewell (Stati Uniti, 2008)

La Norvegia è un paese ricco, tranquillo e socialmente evoluto, per molti un paradiso. Ancora oggi ci si chiede come mai proprio in questo stato scandinavo siano avvenuti degli atroci fatti di sangue entrati nella storia della cronaca nera, prima con gli omicidi legati alla scena black metal e più recentemente con la strage di Utøya del 2011, senza dimenticare quella lunga scia di incendi dolosi Continua a leggere