Seven Invisible Men

di Šarūnas Bartas (Lituania/Francia/Portogallo, 2005)

Di “Seven Invisible Men” (“Septyni Nematomi Zmones”) ne avevamo già parlato alcuni anni fa, inserendolo in una lista di titoli (tutt’altro che confortanti) provenienti dal blocco ex-sovietico. Ancora oggi, questo lungometraggio resta uno dei più significativi tra quelli realizzati da Šarūnas Bartas (regista lituano classe 1964, esponente di Continua a leggere

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Your Name Is Justine

di Franco De Peña (Lussemburgo/Polonia, 2005)

Forse è solo una coincidenza, forse non lo è: sta di fatto che tre anni dopo il devastante “Lilja 4-Ever” (2002) di Lukas Moodysson, esce questa coproduzione tra Lussemburgo e Polonia che sembra quasi ricalcarne le vicende. Ancora una volta, la ricerca della felicità è destinata a naufragare nella tragedia e nell’inganno. Fidarsi è bene, non fidarsi Continua a leggere

Mørke

di Jannik Johansen (Danimarca, 2005)

Da tempo il cinema danese è una realtà consolidata su più livelli, a cominciare da quei registi di fama internazionale che continuano a sfornare ottimi film a ripetizione (l’ultimo dei quali è “Another Round” di Thomas Vinterberg, vincitore dell’Oscar come migliore pellicola straniera). Se però scendiamo di un paio di gradini, troviamo una serie di prodotti poco Continua a leggere

Lady Vendetta

di Park Chan-Wook (Corea del Sud, 2005)

Con questo lungometraggio del 2005 si chiude la celebre trilogia della vendetta di Park Chan-Wook, tre pellicole ognuna delle quali capace di brillare di luce propria. Difficile dunque scegliere tra un capolavoro assoluto del cinema coreano (“Mr. Vendetta”) e uno dei film orientali più celebri di sempre (“Oldboy”), con “Lady Vendetta” a rappresentare un Continua a leggere

Hard Candy

di David Slade (Stati Uniti, 2005)

Dopo aver girato alcuni videoclip per gente del calibro di Aphex Twin, Tori Amos, Stone Temple Pilots e System Of A Down, la carriera di David Slade è proseguita nel mondo del cinema e delle serie televisive. Anche se molti di voi si ricorderanno del suo celebre horror “30 Giorni Di Buio” (uscito nel 2007 e prodotto da Sam Raimi), oggi ci è sembrato Continua a leggere

Next Door

di Pål Sletaune (Norvegia/Svezia, 2005)

La cosiddetta trilogia dell’appartamento di Roman Polanski ha veramente lasciato il segno, non si spiegherebbe altrimenti la profonda devozione di alcuni registi verso tali opere: il norvegese Pål Sletaune è uno di questi, perché “Next Door” (“Naboer” nel titolo originale) è un film profondamente polanskiano, settantacinque minuti che volano Continua a leggere

Executive Koala

executive koaladi Minoru Kawasaki (Giappone, 2005)

Per tutti gli amanti delle giapponesate weird, il nome di Minoru Kawasaki è sicuramente tra i più gettonati, anche solo per la doppietta “The Calamari Wrestler” (2004) ed “Executive Koala” (2005), opere piuttosto conosciute tra gli appassionati. Kawasaki è cresciuto a Tokyo attraverso l’immaginario dei kaiju eiga (Godzilla e dintorni) e delle serie televisive tipo “Ultraman”, un Continua a leggere

The Descent

thedescentdi Neil Marshall (Gran Bretagna, 2005)

Se soffrite di claustrofobia, state alla larga da questo film. Raramente il cinema horror ha sfruttato a dovere un’ambientazione di questo tipo, dove grotte e stretti cunicoli sotterranei rappresentano una sorta di labirinto senza vie di fuga, la location ideale per restare con il fiato sospeso nella speranza di trovare un raggio di luce che indichi l’uscita. Prodotto nel 2005, “The Descent – Discesa Nelle Continua a leggere

13 Tzameti

13 tzametidi Géla Babluani (Francia, 2005)

Produzione francese ma regista e titolo georgiano (tzameti significa tredici) per questo agghiacciante thriller uscito nel 2005, uno dei film più allucinanti tra quelli realizzati durante gli anni zero. Premiato sia al Sundance che a Venezia, “13 Tzameti” segna il debutto per Géla Babluani, chiamato poi nel 2010 a dirigere il remake americano della stessa pellicola, un rifacimento (a colori) ovviamente evitabile. Continua a leggere

Grizzly Man

grizzly mandi Werner Herzog (Stati Uniti, 2005)

Timothy Treadwell (1957-2003) è stato un ambientalista statunitense con l’ossessione per i grizzly, animali con i quali egli decise di convivere per ben tredici estati consecutive (all’interno di una riserva naturale in Alaska), fino al giorno in cui un orso grigio sbranò sia lui che sua moglie Amie Huguenard, ponendo fine alla loro lunga avventura. Studiando e proteggendo questi esemplari, Treadwell Continua a leggere