Orozco The Embalmer

orozco the embalmerdi Kiyotaka Tsurisaki (Giappone, 2001)

Kiyotaka Tsurisaki è il fotografo della morte: sono celebri i suoi scatti (molti dei quali raccolti in costosi volumi) in cui egli ritrae cadaveri ancora freschi, corpi martoriati da una fine violenta e spesso ancora ricoperti dal sangue. Uno sguardo fin troppo sincero sul destino degli esseri umani, soprattutto quando si tratta di puntare l’obiettivo su chi si è appena suicidato o su chi è stato ammazzato Continua a leggere

Pulse

pulsedi Kiyoshi Kurosawa (Giappone, 2001)

La doppietta composta da “Cure” (1997) e “Pulse – Kairo” (2001) ha permesso a un regista come Kiyoshi Kurosawa di codificare definitivamente il suo percorso artistico, associato in maniera un po’ riduttiva alla corrente J-horror che imperversava durante quegli anni in Giappone. Se infatti il rapporto tra Kurosawa e questo tipo di pellicole è storicamente indiscutibile, è anche vero che Continua a leggere

Blue Spring

blue springdi Toshiaki Toyoda (Giappone, 2001)

“Blue Spring” (“Aoi Haru”) è il disagio delle nuove generazioni agli albori del ventunesimo secolo, una tematica scottante che in Giappone sta ottenendo sempre più spazio nel mondo del cinema. Se proprio di recente abbiamo ammirato il notevole “Destruction Babies” (2016) di Tetsuya Mariko, con Toshiaki Toyoda facciamo un bel passo indietro ritornando al 2001: “Blue Spring” è infatti il suo Continua a leggere

Human Pork Chop

hpcdi Benny Chi-Shun Chan (Hong Kong, 2001)

Nel 1999 un terribile caso di cronaca nera sconvolge Hong Kong: a causa di un debito non estinto, una ragazza che lavora in un nightclub viene rapita, torturata, smembrata e fatta sparire da tre aguzzini. La sua testa mozzata viene poi ritrovata all’interno di un grande pupazzo di Hello Kitty, da qui il nome con il quale ancora oggi ricordiamo la vicenda, The Hello Kitty Murder Continua a leggere

Bad Guy

bad guydi Kim Ki-Duk (Corea del Sud, 2001)

Con “Bad Guy” (“Nabbeun Namja”) Kim Ki-Duk chiude un cerchio ritornando praticamente al punto di partenza: il suo debutto del 1996 intitolato “Crocodile” rappresenta infatti il grezzo (ma altrettanto valido) prototipo di questa pellicola. Dinamiche diverse ma sviluppo molto simile, anche se “Bad Guy” allo stesso tempo apre nuove prospettive per il cinema di Kim Ki-Duk, Continua a leggere

Un Posto Sulla Terra

un postodi Artur Aristakisyan (Russia, 2001)

Cinema della disperazione. Difficile descrivere “Un Posto Sulla Terra” con altre parole, perché in queste due ore tutto quello che scorre davanti ai nostri occhi appartiene esclusivamente a un mondo fatto di miseria, alienazione e sofferenza. Per il regista di origine moldava Artur Aristakisyan questo luogo si trova nel cuore di Mosca, l’ultimo posto sulla terra (il film è conosciuto anche con questo titolo) o Continua a leggere

Bully

bullydi Larry Clark (Stati Uniti, 2001)

“Bully” è sicuramente meno celebre di “Kids” (1995) e “Ken Park” (2002), ma si inserisce a pieno titolo tra le opere più efficaci e affascinanti tra quelle dirette da Larry Clark. In questo caso il regista dell’Oklahoma evita qualunque tipo di shock programmato (“Ken Park” appunto), raccontandoci l’ennesima storia di disagio adolescenziale senza mai cedere alla spettacolarizzazione Continua a leggere

Visitor Q

visitordi Takashi Miike (Giappone, 2001)

Il 2001 è un anno fortunato per Takashi Miike. Tra i vari film da lui diretti in quel periodo (come al solito tantissimi!), escono “The Happiness Of The Katakuris”, “Agitator”, “Ichi The Killer” e questo bizzarro “Visitor Q”, quattro pellicole di indubbio valore ognuna delle quali diversa per approccio estetico e sviluppo delle vicende.
“Visitor Q” è un’opera progettata per la televisione Continua a leggere

Suicide Club

suicide clubdi Sion Sono (Giappone, 2001)

Sebbene in Giappone il suicidio non sia moralmente condannato come avviene nel mondo occidentale, la sua grande incidenza tra la popolazione ne fa uno dei maggiori problemi del paese, anche tra i giovani. Sion Sono apre il nuovo millennio con una delle sue opere più conosciute, un film sull’alienazione che trasforma però il suicidio da gesto intimo e doloroso a cerimoniale collettivo, vissuto addirittura con gioia Continua a leggere

La Pianista

la pianistadi Michael Haneke (Austria/Francia, 2001)

Il cinema di Michael Haneke: così austero, così perverso. L’ispirazione per “La Pianista” (“La Pianiste”) questa volta arriva dall’omonimo romanzo di Elfriede Jelinek, scrittrice austriaca premiata con il Nobel per la letteratura nel 2004. Si tratta di una delle pellicole più glaciali tra quelle dirette dal regista, soprattutto se rapportata alla psicologia contorta della protagonista Erika Kohut Continua a leggere