Peppermint Candy

peppermint candydi Lee Chang-Dong (Corea del Sud, 1999)

Fino a oggi Lee Chang-Dong ha diretto soltanto sei film in oltre vent’anni di carriera, una media piuttosto bassa che però viene ripagata dal fattore qualità. Sei pellicole ognuna delle quali molto importante per la storia del cinema coreano contemporaneo: “Green Fish” (1997), “Peppermint Candy” (1999), “Oasis” (2002), “Secret Sunshine” (2007), “Poetry” (2010) e il recente “BurningContinua a leggere

L’Humanité

l'humanitédi Bruno Dumont (Francia, 1999)

Io non devo trasformare i personaggi in degli eroi. I film in cui l’eroe è una brava persona non hanno un valore, sono solo un divertimento. Il mio cinema è come un vaccino, un veleno. Io lo inietto, così lo spettatore impara a difendersi”. Questo è Bruno Dumont, prendere o lasciare. Dopo un esordio con i fiocchi (“L’Età Inquieta”), il regista di Bailleul gira il secondo lungometraggio ancora una Continua a leggere

Les Amants Criminels

les amants criminelsdi François Ozon (Francia, 1999)

Fin dagli esordi, François Ozon si è rivelato un cineasta talentuoso, ambizioso, anche presuntuoso sotto certi aspetti. “Les Amants Criminels” (“Amanti Criminali”), il suo secondo lungometraggio, ribadisce quanto detto alternando buone intuizioni a un approccio simbolico non sempre convincente, un’idea di cinema ancora acerba soprattutto se consideriamo le migliori Continua a leggere

L’Insaziabile

insazdi Antonia Bird (Stati Uniti/Gran Bretagna, 1999)

“Ravenous” (da noi “L’Insaziabile”) rappresenta un punto di passaggio importante per la recente esplosione del cinema western contaminato con altri generi, in particolare con l’horror. Ma anche pellicole di grande successo come “Revenant – Redivivo” (2015) devono qualcosa al film di Antonia Bird, forse ancora oggi ingiustamente sottovalutato. L’opera prende parzialmente ispirazione dall’infausta Continua a leggere

Julien Donkey-Boy

julien d-bdi Harmony Korine (Stati Uniti, 1999)

Due anni dopo il cult “Gummo” (1997), Harmony Korine torna in pista con un film meno dispersivo ma molto più sperimentale. Incentra le vicende su una famiglia disagiata, ispirandosi alla malattia di suo zio Eddie (a cui è dedicata la pellicola e che in partenza avrebbe voluto nel ruolo del protagonista).
Lo scozzese Ewen Bremner (già visto in “Trainspotting”) Continua a leggere

Audition

audition_posterdi Takashi Miike (Giappone, 1999)

“Audition” è un film sulla ricerca dell’amore a tutti i costi. Un percorso tortuoso che porta spesso le persone a non accettare la solitudine, accontentandosi di una voce qualunque che possa rompere quel silenzio assordante. Eppure Aoyama – rimasto vedovo in seguito alla morte della moglie – ha un’azienda che va a gonfie vele e un figlio adolescente spigliato e intelligente. Ma non Continua a leggere

Boys Don’t Cry

boysdi Kimberly Peirce (Stati Uniti, 1999)

“Boys Don’t Cry” è tratto da una storia vera. Un evento triste, crudo e duro da mandare giù, dopotutto nella provincia americana degli anni novanta la diversità per alcuni era vista come qualcosa di mostruoso (come spesso accade ovunque ancora oggi) e per una giovane ragazza transgender la vita sociale o sentimentale era costantemente minata dalla paura di fare outing riguardo la propria Continua a leggere

The Green Elephant

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di Svetlana Baskova (Russia, 1999)

“The Green Elephant” entra di diritto nella top ten dei film più malati di sempre: è terribilmente disturbante ma è anche un’opera messa in scena con intelligenza e realizzata con acutezza, nonostante sia di base grezza e amatoriale.
Ci troviamo dentro una cella di un sudicio carcere militare Continua a leggere