Kichiku: Banquet Of The Beasts

di Kazuyoski Kumakiri (Giappone, 1997)

Kazuyoshi Kumakiri ha appena ventitré anni quando realizza con un budget esiguo la sua tesi universitaria, un film per certi versi sorprendente diventato nel giro di poco tempo un piccolo cult estremo del cinema nipponico. Un percorso simile a quello dell’italo-americano Buddy Giovinazzo, la cui tesi di laurea (dal titolo “American Nightmares”) fu distribuita Continua a leggere

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Perdita Durango

di Álex De La Iglesia (Messico/Spagna, 1997)

Due anni dopo l’uscita del cult “El Día De La Bestia” (1995), Álex De La Iglesia subentra al collega Bigas Luna per la realizzazione di “Perdita Durango”, un film piuttosto ambizioso (ispirato a un romanzo di Barry Gifford) che viene prontamente plasmato attraverso le frizzanti derive pulp che stavano spopolando in quel periodo (torna in mente Continua a leggere

Strade Perdute

strade perdutedi David Lynch (Stati Uniti/Francia, 1997)

Molti film di David Lynch non hanno bisogno di alcuna spiegazione, altrimenti non sarebbero film di David Lynch. Cominciare con questa semplice constatazione forse è il modo migliore per buttare giù due righe su “Strade Perdute” (“Lost Highway”), un noir tanto criptico quanto magnetico capace di mutare la pelle in maniera repentina pur mantenendo intatta la sua essenza Continua a leggere

Premutos: The Fallen Angel

kinopoisk.rudi Olaf Ittenbach (Germania, 1997)

Olaf Ittenbach sbarca con colpevole ritardo pure in Italia ma mai come questa volta è il caso di dire meglio tardi che mai. Merito della Home Movies che nel giro di poche settimane ha distribuito sul mercato i primissimi lavori del regista bavarese (“Black Past”, “The Burning Moon” e “Premutos – Der Gefallene Engel”). Tra questi, “Premutos” è quello a cui siamo maggiormente affezionati, anche Continua a leggere

Starship Troopers

st1di Paul Verhoeven (Stati Uniti, 1997)

“Starship Troopers” è un film geniale. Si prende gioco del militarismo e di alcune rappresentazioni del totalitarismo non criticandone i vari aspetti ma incentrando le vicende proprio sull’esaltazione di queste prerogative. Paul Verhoeven dirige quindi una pellicola nazifascista (troppo spesso mal interpretata) con tanto di divise di lontana memoria, di rigide gerarchie e di razze aliene da Continua a leggere

Nil By Mouth

nil bydi Gary Oldman (Gran Bretagna/Francia, 1997)

Gary Oldman è un attore inglese tra i più apprezzati a livello internazionale. Durante gli anni novanta lavora alla corte di Luc Besson sia per “Léon” (1994) che per “Il Quinto Elemento” (1997), un incontro importante poiché proprio il regista francese qui coproduce quello che resterà il suo unico film dietro la telecamera, “Nil By Mouth” (ovvero “Niente Per Bocca”). Un prodotto di taglio Continua a leggere

Cube

cubedi Vincenzo Natali (Canada, 1997)

“Cube – Il Cubo” è la risposta metafisica e claustrofobica a quel cinema di fantascienza spesso incentrato sui misteri dello spazio infinito e sulla scoperta di galassie lontane. In questo mondo ristretto, razionale e geometrico, i contorni sono ben definiti e l’uomo è costretto a lottare per la sopravvivenza utilizzando la propria intelligenza, capace di decifrare codici universali che vanno al di Continua a leggere

Brother

brotherdi Aleksey Balabanov (Russia, 1997)

Aleksey Oktjabrinovič Balabanov si è spento nel 2013 a soli cinquantaquattro anni. Ci ha lasciati con una quindicina di titoli alle spalle, tra cui il virtuoso “Of Freaks And Men” (1998) e il devastante “Cargo 200” (2007), il suo lavoro più conosciuto in Italia. Ma il regista, almeno nei circuiti festivalieri, godeva già di una certa stima fin dai tempi di “Brother”, opera che ottenne Continua a leggere

Funny Games

funny gamesdi Michael Haneke (Austria, 1997)

Le vicende di “Funny Games” partono da lontano, esattamente cinque anni prima con “Benny’s Video” (1992). In quel film Michael Haneke getta le basi concettuali del Male, raccontandoci la storia di un ragazzino che con una freddezza disarmante uccide una sua coetanea. Quel giovane è interpretato da Arno Frisch, uno dei due psicopatici che ritroviamo proprio nella pellicola in esame Continua a leggere

Made In Hong Kong

15975175_1317323634997171_7213680743311852697_odi Fruit Chan (Hong Kong, 1997)

Made In Hong Kong” è un film di cruciale importanza per il cinema orientale, sia perché ha scoperto il talento di un regista eclettico e originale come Fruit Chan (suoi i successivi e meritevoli “Dumplings” e “The Midnight After”), sia perché anticipa meglio di qualunque altra pellicola il disagio e la crisi dell’ex colonia britannica durante il passaggio alla Cina, avvenuto proprio nel 1997. Continua a leggere