Suburb Murder

di Kin-Ping Cheng (Hong Kong, 1992)

Nel lontano 1985, quando Hong Kong era ancora sotto il dominio britannico, due cadaveri furono rinvenuti sulla collina di Braemar (un posto suggestivo che si affaccia proprio sulla metropoli asiatica). La notizia ebbe un grande risalto, non a caso ancora oggi quel duplice omicidio viene identificato come i Braemar Hill murders. A massacrare quella coppietta Continua a leggere

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Chekist

di Aleksandr Rogozhkin (Russia/Francia, 1992)

Aleksandr Rogozhkin (1949-2021) ha dovuto attendere il crollo del blocco sovietico per mettere in scena un’opera di tale portata: persino lo stesso racconto a cui è ispirato il film (“Shtepka”, scritto da Vladimir Zazubrin nel 1923), fu pubblicato soltanto nel 1989. Neppure in tempi più recenti è andata meglio, perché dopo un rapido passaggio Continua a leggere

Dr. Lamb

di Danny Lee (Hong Kong, 1992)

Quando parliamo di cinema estremo proveniente da Hong Kong, dobbiamo per forza di cose passare dalla famigerata Cat III, una classificazione istituita nel 1988 in cui finivano dentro tutte quelle pellicole destinate a un pubblico rigorosamente adulto. Pur funzionando anche a livello retroattivo (nella lista furono incluse alcune opere uscite in precedenza Continua a leggere

Splatters – Gli Schizzacervelli

di Peter Jackson (Nuova Zelanda, 1992)

Dal capostipite “Blood Feast” (1963) di Herschell Gordon Lewis al fondamentale “Splatters – Gli Schizzacervelli” (1992) ne è passato di sangue sotto ai ponti: ventinove anni di differenza, esattamente come dal 1992 al 2021, un altro periodo in cui il filone splatter ha continuato a regalarci infinite soddisfazioni. Se Lewis (da sempre soprannominato Continua a leggere

Terror 2000

di Christoph Schlingensief (Germania, 1992)

La carriera di Christoph Schlingensief non sarebbe stata tale senza una profonda riflessione sulla contemporaneità del suo paese, il cui momento cruciale (il crollo del muro di Berlino) fu motivo di grande fermento nella testa di questo regista. Una nazione dunque da studiare, da analizzare e da criticare senza mezzi termini, soprattutto alla luce della grande Continua a leggere

Candyman

di Bernard Rose (Stati Uniti/Gran Bretagna, 1992)

Negli ultimi tempi si è creato un nuovo interesse attorno a “Candyman”, ovviamente per via della notizia riguardante l’uscita di un sequel diretto da Nia DaCosta, la cui distribuzione è già stata rimandata più volte in seguito alle chiusure legate alla pandemia. Un film la cui storia dovrebbe ripartire dall’epilogo del primo capitolo, bypassando direttamente Continua a leggere

Il Cameraman E L’Assassino

di Rémy Belvaux, André Bonzel e Benoît Poelvoorde (Belgio, 1992) 

“Il Cameraman e L’Assassino” è il titolo didascalico con cui in Italia conosciamo questo “C’Est Arrivé Près De Chez Vous”, un geniale mockumentary belga la cui denominazione internazionale è “Man Bites Dog”. Premiato nel 1992 a Sitges e in altre rassegne non meno importanti, questo lungometraggio è stato diretto da ben tre registi: di Continua a leggere

L’Armata Delle Tenebre

di Sam Raimi (Stati Uniti, 1992)

Grazie a un budget molto più sostanzioso rispetto ai primi due capitoli della trilogia, nel 1992 Sam Raimi decide di cambiare quasi completamente le carte in tavola, spostando le (dis)avventure di Ash da un bosco spettrale a un Medioevo fantasy popolato di mostri e di altre orripilanti creature. La storia in qualche modo si riallaccia al finale Continua a leggere

Tetsuo II: Body Hammer

tetsuoIIdi Shinya Tsukamoto (Giappone, 1992)

Il manifesto cyberpunkTetsuo: The Iron Man” (1989) ha dato il via a una trilogia poi proseguita con questo lavoro e con il più recente “Tetsuo: The Bullet Man” del 2009. Oggi ci soffermiamo sul secondo capitolo uscito nel 1992, una sorta di rielaborazione dell’esordio in cui Shinya Tsukamoto cambia molte cose, proprio per evitare di scivolare nei classici stereotipi da sequel: l’utilizzo del colore Continua a leggere

Luna Park

luna parkdi Pavel Lungin (Francia/Russia, 1992)

Nel 1990 Pavel Semyonovich Lungin fa il suo esordio a Cannes vincendo il premio come miglior regista per “Taxi Blues”, un’opera che nell’anno successivo riuscì pure a entrare tra le nomination ai Golden Globes. Passano pochi mesi e il regista si trasferisce in Francia, cominciando a girare una manciata di pellicole prodotte proprio nel paese transalpino, tra le quali troviamo questo “Luna Continua a leggere