Paesaggio Nella Nebbia

di Theo Angelopoulos (Grecia/Francia/Italia, 1988)

“Paesaggio Nella Nebbia” è un film da recuperare, soprattutto se siete amanti del cinema d’autore più cupo e doloroso. Queste due ore non passano in fretta, ma lasciano dei segni profondi, come già era accaduto in passato per alcune pellicole dirette dal celebre e compianto regista ellenico. Con questo lungometraggio, Theo Angelopoulos si Continua a leggere

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The Brain

di Ed Hunt (Canada, 1988)

“The Brain” è un b-movie che funziona. Potrà sembrare ingenuo e datato quanto vi pare, ma ha dalla sua una storia divertente, una serie di facce giuste (l’unica davvero conosciuta è quella di David Gale, già visto tre anni prima in “Re-Animator”) e una tematica di fondo tutt’altro che banale e superficiale. Non a caso, tra gli appassionati di cinema sci-fi/horror Continua a leggere

Amsterdamned

di Dick Maas (Paesi Bassi, 1988)

“Amsterdamned” è una pellicola impossibile da dimenticare, non tanto per la storia (si tratta di un thriller dallo svolgimento piuttosto scontato) e neppure per il cast (gli attori sembrano sbucati fuori da un telefilm), quanto per una location mai troppo sfruttata dal cinema di genere, quella relativa alla capitale dei Paesi Bassi. L’olandese Dick Maas, già in Continua a leggere

Intrépidos Punks

di Francisco Guerrero (Messico, 1988)

Il cinema di genere messicano ha una lunga tradizione, non a caso c’è un termine appositamente coniato per descrivere tale movimento, ovvero mexploitation, un grande contenitore in cui possiamo trovare proprio di tutto: dai tantissimi film con protagonista El Santo (eroe mascherato del wrestling locale) fino agli horror degli anni settanta, un filone Continua a leggere

Noisy Requiem

di Yoshihiko Matsui (Giappone, 1988)

Cresciuto sotto l’influenza costante del cinema di Shûji Terayama, Yoshihiko Matsui ha fatto ben poco rispetto alle sue potenzialità, praticamente quattro pellicole girate nell’arco di oltre trent’anni. La più celebre di queste è “Noisy Requiem”, un incredibile (oltre che estenuante) viaggio di due ore e mezza nei bassifondi di Osaka, città portuale tra le più importanti Continua a leggere

Sul Globo D’Argento

di Andrzej Żuławski (Polonia, 1988)

Vedrete un film realizzato dieci anni fa, uno stralcio di film. Una storia di due ore e mezza un quinto della quale manca. Questo quinto, datato 1977, è stato distrutto e non può essere più ricreato. Al posto delle scene mancanti, sentirete una voce che vi spiegherà brevemente l’idea originale”. Inizia con queste parole il lungometraggio maledetto di Andrzej Continua a leggere

Hellbound: Hellraiser II

di Tony Randel (Gran Bretagna, 1988)

Sul fatto che “Hellraiser” (1987) sia un capolavoro del cinema horror, siamo tutti d’accordo. Il problema semmai è il dopo, perché forse questa è una delle saghe i cui sequel hanno davvero fatto acqua da tutte le parti, lasciando veramente pochissimi ricordi positivi. Seguendo l’ordine cronologico delle uscite, oggi ci soffermiamo su quello che possiamo Continua a leggere

Evil Dead Trap

di Toshiharu Ikeda (Giappone, 1988)

Il cinema horror giapponese ha sempre avuto una sua precisa identità, smarcandosi fin dagli albori da eventuali riferimenti di taglio occidentale. Poi ovviamente c’è la solita eccezione che conferma la regola, ovvero un film come “Evil Dead Trap”, per certi versi più vicino alle pellicole di Lucio Fulci e Dario Argento che all’immaginario tipicamente orientale Continua a leggere

Killer Klowns From Outer Space

kkfosdi Stephen Chiodo (Stati Uniti, 1988)

Charles, Stephen ed Edward Chiodo sono tre fratelli originari del Bronx artefici di un solo lungometraggio, “Killer Klowns From Outer Space”, una meteora al tempo bistrattata ma con il trascorrere degli anni diventata un vero e proprio oggetto di culto. Stephen dirige, mentre il trio scrive, cura gli effetti speciali e produce, investendo all’incirca due milioni di dollari: in poche parole Continua a leggere

Il Bosco 1

il bosco 1di Andrea Marfori (Italia, 1988)

“Il Bosco 1” è un rituale più che una semplice visione, un passaggio iniziatico fondamentale per superare la linea di demarcazione tra cinema horror e parodia inconsapevole del suddetto. Perché se il trash incontra l’assurdo e il surreale, la deflagrazione che ne consegue è micidiale, come un cocktail che ti stende al primo sorso. Qui non si tratta di rifare all’italiana i primi due classici di Sam Continua a leggere