L’Ossessa

di Mario Gariazzo (Italia, 1974)

Stella Carnacina (attrice e cantante classe 1955) ce la ricordiamo benissimo in questo horror demoniaco diretto da Mario Gariazzo, quando la protagonista non aveva ancora compiuto vent’anni. Il regista teneva in grande considerazione questa ragazza (arrivò a definirla come una possibile nuova Anna Magnani), catapultandola sul set di un Continua a leggere

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Penda’s Fen

di Alan Clarke (Gran Bretagna, 1974) 

Alan Clarke (1935-1990) ha sempre avuto un rapporto privilegiato con il piccolo schermo, soprattutto durante gli anni settanta, quando egli realizzò numerosi film televisivi e miniserie per la BBC. Prima ancora del controverso “Scum” (1979) o del celebre “Made In Britain” (1982), il regista di Liverpool girò ben undici puntate della serie antologica Continua a leggere

Axe

di Frederick R. Friedel (Stati Uniti, 1974)

“Axe” (conosciuto anche con la denominazione originaria “Lisa, Lisa”) è un film che ha avuto poca fortuna. Se proprio vogliamo trovare il suo piccolo momento di celebrità, allora dobbiamo passare dal Regno Unito e dalla famigerata lista dei video nasty (istituita all’inizio degli 80s), ovvero quei titoli considerati violenti e degenerati che dunque venivano Continua a leggere

Il Giustiziere Della Notte

di Michael Winner (Stati Uniti, 1974)

“Il Giustiziere Della Notte” (“Death Wish”) è il cinema che diventa strumento essenziale per decodificare la realtà sociale delle metropoli americane durante gli anni settanta. Michael Winner anticipa di due anni le suggestioni presenti in “Taxi Driver” (1976) e lancia un sasso destinato a essere raccolto anche qui in Italia, dove da lì a poco usciranno una serie di prodotti Continua a leggere

Il Profumo Della Signora In Nero

di Francesco Barilli (Italia, 1974) 

Per Francesco Barilli (regista, attore e sceneggiatore parmigiano classe 1943), “Il Profumo Della Signora In Nero” rappresenta il film della vita, quello che ancora oggi ricordiamo con devozione e ammirazione. Questa è un’opera che si distingue da tante altre del periodo, poiché nel 1974 non avrebbe avuto senso girare l’ennesimo derivativo italian giallo senza Continua a leggere

Zardoz

di John Boorman (Gran Bretagna/Stati Uniti/Irlanda, 1974)

Trascorsi due anni da quel capolavoro senza tempo di “Deliverance” (1972), John Boorman torna in pista con un prodotto inclassificabile destinato ancora oggi a far discutere: “Zardoz” mette infatti talmente tanta carne al fuoco che non è possibile definirlo come un semplice film di fantascienza, perché in esso troviamo elementi fantasy, mitologici, avventurosi Continua a leggere

Pastoral: To Die In The Country

pastoraldi Shûji Terayama (Giappone, 1974)

“Pastoral: To Die In The Country” rappresenta l’apice visionario non solo di un grande sperimentatore come Shûji Terayama, ma di tutto il cinema giapponese degli anni settanta. Un film ermetico, onirico e autobiografico che si può accostare solo marginalmente alle opere di Alejandro Jodorowsky, perché se è vero che molti capolavori del surrealismo condividono lo stesso Continua a leggere

Sweet Movie

sweet moviedi Dušan Makavejev (Francia/Germania Ovest/Canada, 1974)

Dušan Makavejev, scomparso di recente all’età di ottantasei anni, ha segnato in maniera indelebile il cinema della ex-Jugoslavia e dell’intero continente europeo tra gli anni sessanta e gli anni settanta. Parliamo di un vero innovatore, inizialmente membro attivo del partito comunista ma in seguito capace di rompere con le autorità stesse, soprattutto Continua a leggere

Nero Criminale

nero criminaledi Pete Walker (Gran Bretagna, 1974)

Il contributo di Pete Walker al cinema di genere britannico è stato fondamentale soprattutto verso la metà degli anni settanta, quando uscirono una serie di opere più o meno apprezzate come “E Sul Corpo Tracce Di Violenza” (1974), “Nero Criminale” (1974), il sottovalutato “La Casa Del Peccato Mortale” (1976) e “La Terza Mano” (1976). Un regista che attraverso i suoi lavori ha spesso Continua a leggere

L’Anticristo

anticristoposterdi Alberto De Martino (Italia, 1974)

Alberto De Martino è stato un altro regista nostrano che ha attraversato i generi con estrema nonchalance, passando dal peplum al western nel giro di pochi anni, fino ad atterrare sul versante horror con quelle che sono le sue opere a cui siamo più affezionati, “L’Anticristo” (1974) e il successivo “Holocaust 2000” (1977). “L’Anticristo” si può ancora oggi considerare la più genuina risposta Continua a leggere