Fando Y Lis

di Alejandro Jodorowsky (Messico, 1968)

Con il suo primo lungometraggio, Alejandro Jodorowsky fa le prove generali in vista dei suoi futuri capolavori. Il budget è povero, ma le idee sono già straripanti, grazie anche all’apporto decisivo dell’amico/collega di sempre Fernando Arrabal (l’opera prende ispirazione da una pièce teatrale scritta anni prima dal regista e drammaturgo spagnolo) Continua a leggere

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The Devil Rides Out

di Terence Fisher (Gran Bretagna, 1968)

Fin dagli spettacolari titoli di testa, si intuisce quanto gli inglesi siano da sempre tra i più credibili depositari delle scienze occulte, una lunga tradizione che ha attraversato i secoli spingendosi fino ai giorni nostri (tutto il periodo del dopoguerra è stato inesorabilmente segnato dall’influenza di Aleister Crowley, scomparso proprio nel 1947). Inoltre con Continua a leggere

Carne

di Armando Bo (Argentina, 1968)

Una delle collaborazioni più affascinanti in ottica exploitation è stata quella portata avanti dal regista Armando Bo insieme alla modella Isabelle Sarli (i due ebbero anche una relazione), un connubio vincente che i più attenti di voi conosceranno di sicuro. Il fatto curioso è che queste pellicole non arrivano dall’Italia o dagli Stati Uniti, bensì dall’Argentina, un Continua a leggere

Dragon’s Return

dragon's returndi Eduard Grečner (Cecoslovacchia, 1968)

La stagione d’oro del cinema cecoslovacco (una corrente denominata nová vlna) ebbe inizio con un film del 1963 (“The Sun In A Net”) di cui Eduard Grečner fu assistente alla regia. Anche se la carriera di Grečner non è stata poi così luminosa come quella di altri suoi colleghi contemporanei, dopo la separazione tra Repubblica Ceca e Slovacchia le sue opere hanno acquistato una grande importanza Continua a leggere

Rosemary’s Baby

rosemary's babydi Roman Polanski (Stati Uniti, 1968)

All’interno della cosiddetta trilogia dell’appartamento, “Rosemary’s Baby” è il film nettamente più famoso di Roman Polanski, non a caso su IMDb è stato votato da quasi duecentomila persone, al contrario di “Repulsion” (1965) e “L’Inquilino Del Terzo Piano” (1976), entrambi al di sotto delle cinquantamila unità. Una differenza abissale che però non rispecchia affatto quella Continua a leggere

L’Ora Del Lupo

l'ora del lupodi Ingmar Bergman (Svezia, 1968)

La notizia della scomparsa di Max Von Sydow ci ha addolorato davvero tanto, ma nonostante ciò, possiamo dire che adesso il cinema di Ingmar Bergman si è cristallizzato per una seconda volta, diventando ancora più immortale rispetto al passato. Sono ben quattordici le pellicole in cui Von Sydow è stato diretto dal Maestro svedese e tra queste, oggi vogliamo ricordarne anche una Continua a leggere

Un Tranquillo Posto Di Campagna

un tranquillo posto di campagnadi Elio Petri (Italia/Francia, 1968)

Che il 1968 rappresenti un anno di totale rottura con il passato lo sappiamo tutti. Elio Petri aveva già dimostrato di essere un regista all’avanguardia (“La Decima Vittima” è del 1965) ma è “Un Tranquillo Posto Di Campagna” a decretare (insieme ad altri titoli) l’ingresso del cinema italiano in una nuova epoca, poiché il film non è altro che un lungimirante connubio tra thriller psicologico e Continua a leggere

Freistatt

freistattdi Marc Brummund (Germania, 2015)

L’istituto educativo mira a sviluppare nel bambino una personalità cristiana, formandolo nella fede ed educando ogni persona a porre le proprie abilità naturali al servizio dell’amore”, questa la linea guida per la formazione nell’ex riformatorio di Freistatt, Bassa Sassonia. Il regista Marc Brummund, nato e cresciuto proprio in quei luoghi, mette in scena una tragica verità, una storia Continua a leggere

Il Grande Inquisitore

il grande indi Michael Reeves (Gran Bretagna, 1968)

Matthew Hopkins è stato il più celebre inquisitore vissuto in Gran Bretagna. Tra il 1644 e il 1646 egli fu responsabile della morte di oltre trecento donne, tutte accusate di stregoneria, praticamente lo stesso numero di persone uccise nei cento anni precedenti dalla stessa inquisizione! Anche se la pratica della tortura era fuorilegge in Inghilterra, Hopkins spesso ricorreva a tecniche quali la privazione del sonno Continua a leggere

Vixen

vixendi Russ Meyer (Stati Uniti, 1968)

Russ Meyer è stato sempre avanti con i tempi. Anche nel 1968, anno cruciale per i vari movimenti di contestazione socio-culturali, il regista era già su un’altra dimensione, emancipando la figura femminile ancor di più di quanto avesse fatto in passato ad esempio con “Faster, Pussycat! Kill! Kill!”(1965). Così fu il turno di Vixen, una formosa e avvenente donna che nel film vediamo fare collezione di Continua a leggere