La Donna Scimmia

di Marco Ferreri (Italia/Francia, 1964)

Quella linea invisibile che collega due capolavori come “Freaks” (1932) e “The Elephant Man” (1980) passa anche dall’Italia, grazie a una pellicola non sempre ricordata a dovere dagli appassionati. Solo un grande provocatore come Marco Ferreri poteva dare vita a un film così crudele e controverso, nonostante “La Donna Scimmia” sia un Continua a leggere

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Lady In A Cage

di Walter Grauman (Stati Uniti, 1964)

Nel 1964, non era facile imbattersi in un film come “Lady In A Cage” (da noi, “Un Giorno Di Terrore”). Un prodotto claustrofobico, beffardo e con un livello di violenza ben superiore alla media, grazie soprattutto all’efficace commistione tra thriller e horror. È giunto dunque il momento di rivalutare l’operato di Walter Grauman, un regista la cui Continua a leggere

A Prova Di Errore

di Sidney Lumet (Stati Uniti, 1964)

Quella che un tempo si chiamava guerra fredda, oggi si è trasformata in una partita a scacchi geopolitica tra due o più schieramenti (bisogna metterci dentro anche la Cina). Una mossa falsa del nemico può scatenare sanzioni, embarghi e quant’altro, perché l’ipotetico periodo di pace in cui viviamo in realtà nasconde mille battaglie invisibili, giocate Continua a leggere

Comizi D’Amore

di Pier Paolo Pasolini (Italia, 1964)

Durante il 1963, Pier Paolo Pasolini si mette in viaggio insieme al produttore Alfredo Bini per trovare luoghi e volti adatti in vista del suo nuovo film “Il Vangelo Secondo Matteo” (1964). Questa riscoperta socio-antropologica dell’Italia gli permette di indagare sugli eventuali progressi dei suoi concittadini in fatto di morale, di libertà sessuale e Continua a leggere

Danza Macabra

di Antonio Margheriti (Italia/Francia, 1964)

Rapportato alla sua epoca, il cinema gotico italiano era capace di destabilizzare lo spettatore per le sue atmosfere e per la sua morbosità, al contrario delle future derive exploitation che da lì a poco cambieranno le sorti del cinema horror. A tal proposito, Antonio Margheriti è stato uno dei registi più influenti di questo filone, soprattutto con “Danza Macabra” Continua a leggere

5 Corpi Senza Testa

di William Castle (Stati Uniti, 1964)

William Castle è stato un piccolo grande regista, piccolo perché ha sempre lavorato con budget esigui, grande perché ha saputo spesso trasformare in oro le sue poche risorse a disposizione. Merito della sua inventiva, della sua fantasia e di alcuni espedienti promozionali che nel tempo lo hanno reso uno dei personaggi chiave del cinema povero degli anni Continua a leggere

L’Ultimo Uomo Sulla Terra

l'ultimo uomo sulla terradi Ubaldo Ragona (Italia/Stati Uniti, 1964)

Se al posto dei vampiri (con tanto di aglio per scacciarli e paletti di legno per ucciderli!) ci fossero stati dei veri zombi affamati di carne umana, l’importanza storica di questo lungometraggio sarebbe stata enorme. “L’Ultimo Uomo Sulla Terra” (“The Last Man On Earth”) resta comunque una pellicola basilare per il cinema post-apocalittico degli anni sessanta, non a caso quattro anni dopo George Continua a leggere

Black God, White Devil

black god, white devildi Glauber Rocha (Brasile, 1964)

Avevamo già parlato di Glauber Rocha e dell’importanza del Cinéma Nôvo brasiliano con la recensione di “Antonio Das Mortes” (1969), a nostro avviso la vetta (quasi) assoluta dell’intero movimento. Ma se vogliamo risalire la corrente all’interno della carriera del regista, troviamo almeno altre due pellicole di grande importanza storica, “Barravento” (1962) e “Black God, White Devil” Continua a leggere

Olga’s House Of Shame

ohs_di Joseph P. Mawra (Stati Uniti, 1964)

Il 1964 non è un anno qualunque per il nascente cinema exploitation americano: Russ Meyer dirige il ruspante “Lorna”, Herschell Gordon Lewis ci sconvolge con il delirante “2000 Maniacs” mentre uno sconosciuto Joseph W. Mawra cala addirittura un tris veramente audace per l’epoca, realizzando tre filmetti low cost che stravolgono letteralmente le carte in tavola, ovvero “White Slaves Of Chinatown” Continua a leggere