Primitiv

di Sisworo Gautama Putra (Indonesia, 1980)

Il cinema indonesiano ne ha fatti di passi in avanti, soprattutto durante gli ultimi dieci-quindici anni, un periodo nel quale sono usciti svariati prodotti di caratura internazionale sia in ambito horror che in territori action estremi (impossibile fare a meno di un capolavoro come “The Raid”). Se invece torniamo indietro fino all’inizio degli 80s, ci possiamo imbattere in una serie di titoli diretti con pochi soldi e con lo sguardo spesso rivolto ad occidente: è il caso del regista Sisworo Gautama Putra (1938-1993), artefice di svariate pellicole di genere diventate molto celebri in patria (oltre all’opera in esame, è doveroso menzionare “Pengabdi Setan” del 1982, di cui abbiamo visto un recente remake realizzato da Joko Anwar).
“Primitiv” (oppure “Primitif” se preferite) è un cannibal movie ispirato principalmente a “Ultimo Mondo Cannibale” (1977) di Ruggero Deodato. La storia segue le disavventure di tre studiosi dispersi nella giungla in seguito a un incidente avvenuto discendendo il corso di un fiume. Finire nel cuore oscuro di questo polmone verde significa dover sopravvivere a un’infinità di pericoli: bestie di ogni tipo, piante allucinogene ma soprattutto indigeni tutt’altro che amichevoli (praticamente dei trogloditi la cui credibilità è quasi pari allo zero).
Sisworo Gautama Putra plagia a destra e a manca senza alcuna pietà, anche quando bisogna ammazzare l’animale di turno (la scena del coccodrillo sventrato è alquanto atroce). Il livello di violenza è abbastanza alto, ma gli effetti funzionano a malapena, un limite tra i tanti di una pellicola piuttosto disgraziata: merito (se così possiamo chiamarlo) di alcune scelte assolutamente scellerate, come quella di inserire un pezzo dei Kraftwerk nei titoli di testa (“We Are The Robots” in un cannibal movie, perché?) o come quella di dare fiducia a degli attori improbabili (la tipa urla sempre e ha paura di qualunque cosa, nonostante sfoggi una maglietta con su scritto danger is my business!). Annamo bene, avrebbe detto Sora Lella.
Paradossalmente, “Primitiv” potrebbe persino rappresentare un simpatico nonché strambo passatempo da gustare in compagnia, ma è un film brutto e tale resta, perché qui dentro non c’è una cosa che sia stata fatta con criterio (gli spezzoni documentaristici rubati in giro sono terribili, complice un cambio repentino di fotografia da pugno nell’occhio assicurato). Le attenuanti non mancano, sia chiaro: in questo caso non c’è neppure gusto a sparare sulla croce rossa, però ricordiamoci sempre dell’enorme differenza tra gli originali e le fotocopie. Probabilmente, dalle parti di Jakarta, Sisworo Gautama Putra faceva divertire il pubblico con poco. Buon per lui (ma non per noi).

(Paolo Chemnitz)

3 thoughts on “Primitiv

  1. Buonasera Paolo,
    i miei più sinceri complimenti per l’eccezionale competenza dimostrata in tutte queste Sue interessantissime recensioni.
    Ho scoperto questo Suo blog solo da poco tempo, e appena posso mi precipito qui per imparare cose nuove riguardanti questo genere di film.
    Sono certo che le Sue molteplici passioni Le regaleranno una bella e soprattutto soddisfacente carriera.
    La ringrazio e Le auguro un sincero “in bocca al lupo”.

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