La Polizia Incrimina La Legge Assolve

di Enzo G. Castellari (Italia/Francia/Spagna, 1973)

“La Polizia Incrimina La Legge Assolve” è una tra le pellicole cruciali per la codificazione del genere poliziottesco. Enzo G. Castellari si svincola dall’impegno civile già visto in alcune opere simili, ponendo al centro del discorso la spettacolarizzazione degli eventi e l’azione più spericolata: non a caso, durante i primi dieci minuti del film, assistiamo a un lungo inseguimento tra una volante della polizia e l’automobile di un testimone chiave detto il libanese. Una folle corsa tra le strade di Genova, destinata a concludersi in tragedia.
Sulle tracce del suddetto individuo, c’è il commissario Belli (date una camomilla a Franco Nero, qui fin troppo sopra le righe!), un tipo dai modi spicci incaricato di indagare sui loschi traffici malavitosi tra il capoluogo ligure e Marsiglia. Due bande si stanno contendendo il controllo del territorio per lo smercio della droga: attraverso un dossier raccolto dai suoi colleghi, Belli riesce a risalire a un potente industriale, in attesa di confrontarsi direttamente con lui grazie all’aiuto delle autorità francesi.
“La Polizia Incrimina La Legge Assolve” rappresenta l’inesorabile punto di partenza per il percorso del regista romano all’interno del filone, una base sulla quale poi verranno realizzati due lungometraggi ancora più intensi ed efficaci, “Il Cittadino Si Ribella” (1974) e l’imprescindibile “Il Grande Racket” (1976). Castellari, prendendo ispirazione sia dal classico con Steve McQueen “Bullitt” (1968) che dai film del celebre ispettore Callaghan (quelli con Clint Eastwood), sembra conoscere a memoria le regole del gioco: la sua regia, serrata e dinamica, è l’essenza stessa del poliziottesco, un approccio al servizio del ritmo e dell’azione, senza concessioni di sorta alla psicologia dei personaggi. Ma non bisogna dimenticare le livide atmosfere, a tratti disperate e prive di speranza (si respira un pessimismo ben lontano dal politicamente corretto dei giorni nostri, anche solo per il triste destino a cui va incontro la figlia del protagonista). Infine, è impossibile non menzionare la magnifica colonna sonora curata dai fratelli De Angelis, come sempre una garanzia.
L’amarezza dei 70s passa anche da questi fotogrammi, per un succoso antipasto di quello che sarà uno dei generi più spietati e controversi del decennio. A nostro avviso, l’apice assoluto di Enzo G. Castellari arriverà nel giro di poco tempo, ma con “La Polizia Incrimina La Legge Assolve” c’è comunque tanto materiale per del sano godimento nella migliore tradizione del cinema bis italiano (tra le scene cult, non si dimentica facilmente quella in cui un uomo viene straziato a colpi di uncino).

(Paolo Chemnitz)

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