2ldk

di Yukihiko Tsutsumi (Giappone, 2003)

“2LDK” (in Giappone, questa sigla si riferisce a un appartamento con due camere da letto) è un film nato per scommessa. Durante il 2003, i registi Yukihiko Tsutsumi e Ryûhei Kitamura decisero infatti di sfidarsi a vicenda, girando due pellicole con una coppia di personaggi all’interno di una piccola abitazione. Pochi yen per entrambi e una sola settimana a disposizione per le riprese: Kitamura realizzò così “Aragami”, mentre Tsutsumi diresse l’opera qui in esame, senza dubbio la nostra preferita.
Nozomi (Eiko Koike) e Lana (Maho Nonami) aspirano a ottenere un ruolo importante per un film di prossima produzione: in attesa del responso dopo il provino, le due ragazze sono costrette a coabitare nello stesso appartamento, un luogo dove fin da subito emergono delle tensioni. Dopotutto, oltre a una netta differenza di ceto sociale, Nozomi e Lana sono completamente diverse tra loro (la prima è timida e ha un carattere tranquillo, la seconda invece è molto spigliata e disordinata). Basta poco dunque per scatenare litigi, dispetti e quant’altro, le scintille iniziali in attesa di un’escalation destinata a degenerare nella violenza più estrema e incontrollata.
In appena settanta minuti (la durata giusta per un lavoro del genere), Yukihiko Tsutsumi mette in scena l’ennesima follia proveniente dal Sol Levante: se è vero che per atterrare nella fase clou ci vuole un po’ di pazienza, c’è da dire che lo studio psicologico delle protagoniste è curato abbastanza bene, una preparazione doverosa in vista di un’esplosione di cattiveria senza esclusione di colpi. Alimentate dalla competizione ma anche da un odio reciproco, Nozomi e Lana si menano sia a mani nude che lanciandosi le uova (o qualsiasi tipo di oggetto presente nella casa!), ricorrendo poi ad attrezzi oppure a espedienti sempre più pericolosi. Da una motosega (la scelta meno originale) a una serie di scariche elettriche nella vasca da bagno (in una delle migliori sequenze del film). “2LDK” mette quindi in luce il catfight all’ennesima potenza, declinandolo ben oltre i graffi e i pugni tanto cari al vecchio cinema exploitation.
Che dire ancora? Questo è un filmetto mordi e fuggi da vedere senza farsi grosse aspettative, perché soltanto così “2LDK” intrattiene nel modo giusto. Il resto è mancia, tra buoni movimenti della mdp (la location ristretta è sfruttata a dovere) e un finale inesorabilmente beffardo. Il massimo risultato col minimo sforzo.

(Paolo Chemnitz)

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