Mother’s Day

di Darren Lynn Bousman (Stati Uniti, 2010)

Associare il nome di Darren Lynn Bousman alla saga di “Saw” è alquanto naturale, considerando che il regista americano ha già diretto il secondo, il terzo e il quarto capitolo, in attesa dell’imminente uscita di “Spiral: From The Book Of Saw” (2021), sempre con Bousman al timone (perché il limone bisogna spremerlo fino in fondo). A molti invece sarà sfuggito questo thriller estremo da lui girato nel 2010, sulla carta un remake dell’omonimo “Mother’s Day” realizzato da Charles Kaufman nel 1980, in realtà un film che prende le giuste distanze dall’opera originaria, aprendosi verso le dinamiche più toste del filone home invasion.
Qui si entra immediatamente nel vivo degli eventi: da una parte ci sono tre fratelli reduci da una rapina finita male, dall’altra invece ci sono un gruppo di persone che stanno festeggiando un compleanno all’interno di una bella villetta residenziale. Quando i criminali in fuga decidono di nascondersi nella casa della madre (da loro reputata un luogo sicuro), non sanno che ad attenderli ci sono proprio quei giovani in vena di fare festa, ovvero i nuovi inquilini di quell’abitazione. Ecco perché, pur inconsapevolmente, “Mother’s Day” si trasforma fin da subito in un home invasion senza esclusioni di colpi, dove il sangue, il sadismo e la violenza raggiungono dei livelli molto alti già dopo alcuni minuti di visione.
Questa pellicola di positivo ha due fattori non indifferenti: il ritmo (sempre piuttosto elevato, nonostante le quasi due ore di durata) e il cast, una dozzina di bravi attori tutti abbastanza in palla a cominciare da Rebecca De Mornay, una madre manipolatrice che una volta entrata in gioco, prende decisamente in mano le redini dell’opera. “Mother’s Day” in alcuni momenti può essere accostato sia a “Il Clan Dei Barker” (per il ruolo materno di istigazione alla violenza) che a “Funny Games” (la cattiveria gratuita e qualche tortura assortita giusto per aumentare la dose di sale). Un film dunque infame e politicamente scorretto, su questo non ci sono dubbi.
A fare però da contraltare c’è un plot ovviamente pieno di forzature, con le vittime che fanno più cazzate del previsto comportandosi in maniera poco intelligente nella maggior parte dei casi. Ma questo è un film di Darren Lynn Bousman, uno che è abituato a tirare dritto come un treno fregandosene di curare dettagli e particolari (scordatevi qualunque tipo di approfondimento psicologico, sono troppi gli individui che si alternano sullo schermo). Ciò che conta per davvero è far male colpendo in pieno stomaco: sotto questo punto di vista, “Mother’s Day” centra con decisione il bersaglio e così, tra eccessi non richiesti ed esagerazioni fuori da ogni logica, la ferocia è servita. Facciamocela bastare.

(Paolo Chemnitz)

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