Fuck You Immortality

di Federico Scargiali (Italia/Francia, 2019)

L’uscita in edizione home video di “Fuck You Immortality” potrebbe essere l’occasione giusta per avvicinarsi a un regista emergente innamorato del cinema di genere più strambo e bizzarro. Se l’approccio weird di Federico Scargiali lo avevamo già assaporato nel simpatico cortometraggio “Fricozoid” del 2017, è con questo debutto di ottanta minuti che entriamo a gamba tesa nel suo mondo fantastico, dove la commedia si tinge di horror facendo tuttavia un giro molto lungo attraverso strade meno battute.
Bill Hutchens e Josephine Scandi interpretano una coppia di hippie decisi a rivedere un loro vecchio compagno di avventure di nome Joe: da quello che si dice in giro, quest’uomo non è mai invecchiato rimanendo giovane anche dopo tanti anni, una condizione che per lui paradossalmente si è trasformata in un peso. Dopo una prima parte incentrata sulla ricerca di Joe, il film mostra la sua vera identità durante gli ultimi quaranta minuti, quando i due protagonisti finalmente riabbracciano il loro amico.
Alternando qualche scena gore, diversi dialoghi grotteschi e alcune sequenze assolutamente prive di senso (il poliziotto-cuscino farebbe invidia a un matto come Quentin Dupieux), “Fuck You Immortality” scivola via piacevolmente grazie soprattutto ai suoi personaggi sopra le righe, una serie di facce giuste capaci di comporre un mosaico per certi versi molto originale. Federico Scargiali si è occupato praticamente di tutto (script, regia e montaggio), infilando all’interno della pellicola un immaginario a lui caro: ecco perché nel film incontriamo un trio di metallari incazzati, qualche pubblicità fake (sulla scia di “Tokyo Gore Police”) oppure delle divertenti citazioni per il cinema shuriken di Godfrey Ho (ninja a profusione).
Nonostante la tanta carne messa sul fuoco, il risultato complessivo è dunque soddisfacente, considerando che ci troviamo davanti a un’opera prima realizzata con un budget limitato. Inoltre l’utilizzo della lingua inglese garantisce a “Fuck You Immortality” quel respiro internazionale spesso difficilmente riscontrabile in molte pellicole underground contemporanee provenienti dall’Italia. Le basi sulle quali costruire sono abbastanza solide, ora è tutto nelle mani del regista friulano, da cui ci aspettiamo il fatidico salto di qualità.

(Paolo Chemnitz)

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