I Ragazzi Del Fiume

di Tim Hunter (Stati Uniti, 1986)

“I Ragazzi Del Fiume” (“River’s Edge”) è un film che ricordano in pochi, nonostante sia stato uno dei primissimi lavori capaci di rivolgere lo sguardo al disagio generazionale dei giovani americani nel cuore degli 80s. Molti anni dopo, registi del calibro di Larry Clark e Gregg Araki svilupperanno ancora meglio questi argomenti, attraverso un cinema molto più realistico e drammatico. Qui dietro la mdp troviamo invece Tim Hunter, famoso soprattutto per le sue regie televisive (tre episodi de “I Segreti Di Twin Peaks” li ha diretti lui).
La storia prende vita nella classica provincia americana, dove l’unico svago per un gruppo di adolescenti è fumare uno spinello oppure cazzeggiare per le strade ascoltando la musica (dalla sbiadite t-shirt di Iron Maiden e Def Leppard si intuisce subito il genere prediletto). Sulla riva del fiume però c’è un cadavere, è quello della fidanzata di Samson (Daniel Roebuck), un ragazzo robusto non proprio intelligente che l’ha appena ammazzata. Durante i primi minuti del film, la telecamera indugia spesso sul corpo nudo della vittima, mentre sul posto accorrono gli amici dell’omicida, tutti decisi a difendere il loro compagno mantenendo questo segreto a dir poco raggelante. Anche se la matassa prima o poi è destinata a sbrogliarsi, il comportamento generale di questi giovani non lascia dubbi sulla loro assoluta mancanza di valori.
Parte molto bene “I Ragazzi Del Fiume”, per poi diventare meno interessante durante una fase centrale in cui non accade praticamente nulla: non va meglio neppure con i vari personaggi, tra cui salviamo un giovane Keanu Reeves nei panni di Matt e un secondario ma allucinatissimo Dennis Hopper (qui nel ruolo di Feck), al contrario dell’esagerato/insopportabile Crispin Glover (il capetto Layne è fin troppo sopra le righe e lo vorresti morto al posto della povera ragazza uccisa). A causa di una sceneggiatura poco graffiante, la pellicola scivola via senza lasciare grandi ricordi, se escludiamo un’avvolgente atmosfera invernale che ben si sposa con l’apatia giornaliera di questi indimenticabili anni ottanta (inconsapevolmente, “I Ragazzi Del Fiume” sprigiona un effetto nostalgia che si può davvero toccare con mano). Niente male la colonna sonora (addirittura con Slayer e Fates Warning), anche se i brani proposti sono buttati un po’ a caso in mezzo alle vicende.
Probabilmente in quel determinato periodo storico, spingere un’opera simile sul versante crime-thriller piuttosto che su quello drammatico è stata una scelta naturale. Peccato, perché il film funziona soprattutto quando entrano in gioco i conflitti familiari (il caos a casa di Matt) oppure le reazioni davanti a un evento così tragico (un aspetto che Larry Clark ha divinamente affrontato con “Bully”). Invece Tim Hunter gira troppo intorno al cuore del discorso, fallendo l’appuntamento con le emozioni e con l’osservazione in profondità di questo complesso fenomeno sociale. “I Ragazzi Del Fiume” è dunque un film scabroso e sotto alcuni aspetti ricco di fascino, ma suona anche come una grande occasione mancata dove tutto è abbastanza superficiale e ridondante.

(Paolo Chemnitz)

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One thought on “I Ragazzi Del Fiume

  1. Ciao Paolo,un grazie infinito per tutto quello che fai per tutti noi. È vero il 70% dei films da te recensiti non solo non li ho visti ma non ho mai neppure sospettato che esistessero, ma questo è solo uno stimolo per recuperare tutto il recuperabile. Vai avanti così e se puoi fanne 2 di recensioni al giorno😉

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