Parla Con Lei

parla con leidi Pedro Almodóvar (Spagna, 2002)

A cavallo tra i due secoli Pedro Almodóvar realizza due tra le sue pellicole più importanti di sempre, “Tutto Su Mia Madre” (1999) e “Parla Con Lei” (2002). Se però il primo film è ancora legato a quei personaggi istrionici e sgargianti tipici del suo cinema dei 90s, è con l’opera successiva che entriamo all’interno di una dimensione più intima e misurata, un mondo pieno di ombre dove c’è spazio soltanto per l’amicizia e per un amore impossibile, assurdo e malsano. La grandezza di “Parla Con Lei” (“Hable Con Ella”) sta nel saper fondere il melodramma con qualcosa di eticamente inaccettabile, con un sentimento estremo destinato a sfociare nella tragedia più assoluta, una tematica che il regista spagnolo affronta con enorme sensibilità.
Durante uno spettacolo teatrale, due uomini (Marco e Benigno) si ritrovano seduti uno accanto all’altro, scoprendo di avere qualcosa in comune. Passano alcuni mesi e i due protagonisti si incontrano nuovamente all’interno di una clinica, dove Benigno lavora come infermiere accudendo una studentessa di danza (Alicia) in coma da anni, al contrario di Marco, giunto lì per stare accanto a una donna in fin di vita (Lydia) di cui si è innamorato. Lydia muore, mentre Alicia rimane misteriosamente incinta, scatenando una serie di reazioni e di eventi sempre più contorti e drammatici.
tumblr_lotdjsU6Cv1qb6km3o1_500L’amicizia che nasce tra Marco (Darío Grandinetti) e Benigno (Javier Cámara) è davvero commovente, perché è unita da un destino comune in cui l’amore non corrisposto diventa ossessione, dolore e persino violenza. Pedro Almodóvar mette in scena un dramma della solitudine destinato a scuotere, contemplando al suo interno la bellezza dell’arte nelle sue più svariate forme: non è un caso infatti che “Parla Con Lei” preveda l’incursione nel teatro, nella danza, nella musica (il cameo di Caetano Veloso) e nel cinema delle origini (il magnifico corto in bianco e nero in cui un uomo in miniatura penetra nella vagina della sua amata, un omaggio alla gloriosa stagione del muto e un parallelo più che esplicito ai desideri reconditi di Benigno).
Quello che sulla carta appare come un film ripugnante (per ciò che materialmente racconta), in realtà è una pellicola che riesce a suscitare persino tenerezza: la bravura di Pedro Almodóvar sta nel saper infondere umanità a delle storie di natura borderline, davanti alle quali qualunque essere umano avrebbe qualcosa da obiettare. Il tutto poi viene trattato con una delicatezza fuori dal comune, all’interno di una sceneggiatura al limite della perfezione capace di esaltare al meglio il carattere dei due protagonisti. “Parla Con Lei” è una delle vette incontrastate del regista iberico e probabilmente il suo film più maturo almeno fino al 2002. Un’opera dunque eccellente, capace di emozionare e di fare scalpore in assoluto silenzio, senza mai cedere allo scandalo facile da vendere al pubblico più voyeurista.

4,5

(Paolo Chemnitz)

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