Orgasmo Nero

org nerodi Joe D’Amato (Italia/Repubblica Dominicana, 1980)

Il periodo caraibico di Joe D’Amato è ricco di pellicole in cui abbonda la commistione tra generi diversi. Sotto al sole di Santo Domingo, il cinema horror può diventare pornografico e viceversa (“Porno Holocaust”), ma c’è anche spazio per il melodramma che prende la piega di un film erotico: è il caso di “Orgasmo Nero”, il cui soggetto è ispirato a “La Ragazza Dalla Pelle Di Luna” (1972) di Luca Scattini, opera ambientata alle Isole Seychelles. Di “Orgasmo Nero” abbiamo visionato la versione di novanta minuti, in cui è stata aggiunta qualche immagine più spinta di taglio softcore (ricordiamo comunque che l’opera mantiene sempre alta la sua carica erotica, soprattutto per via di una serie infinita di scene di masturbazione).
La partenza è promettente: durante un rituale tribale, viene estratto il cuore a un uomo che sta per morire, una tradizione che culmina con un pasto cannibalico atto a donare la pace eterna al defunto. Nel frattempo conosciamo una coppia statunitense in crisi, composta da uno scrittore (un Richard Harrison più imbambolato del solito) e da una donna sessualmente insoddisfatta (una sempre affascinante Nieves Navarro). Quest’ultima presto diventa amica di Haini, una bellezza del posto destinata a sconvolgere il rapporto già difficile tra i due coniugi. Ne scaturisce un classico ménage à trois non privo di sorprese (tradimenti, scene lesbo, abusi sessuali e un finale crudo che ci riporta praticamente al punto di partenza).
“Orgasmo Nero” ha un potenziale drammatico purtroppo sfruttato male, non a caso tra le varie pellicole caraibiche, è proprio questa ad avere una storia più compiuta (la crisi di coppia qui ha molta più importanza delle varie suggestioni esotiche). Di conseguenza Joe D’Amato rinuncia al suo tipico delirio cinematografico, finendo per dirigere un film erotico fin troppo equilibrato nei contenuti (i dialoghi risultano noiosi e la componente estrema è relegata solo ai margini dell’opera). Intrighi più o meno interessanti che finiscono per scontentare sia gli appassionati di horror (qui non pervenuto) che i fruitori di pellicole hard, i quali comunque possono rivolgersi al gemello “Sesso Nero” (contemporaneo a “Orgasmo Nero”), di sicuro un pelo più riuscito rispetto al suo quasi omonimo.
Bruttina inoltre la colonna sonora curata da Stelvio Cipriani, non resta dunque che dedicarsi ai titoli più intriganti dell’immensa filmografia del buon Aristide Massaccesi, al di là del fascino sexploitation di questa sua pellicola che possiamo definire un classico mancato del cinema erotico di quegli anni.

1,5

(Paolo Chemnitz)

on

 

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