Sbatti Il Mostro In Copertina. Quando Il Cinema Diventa Artwork

katacoverIl rapporto tra cinema e musica rappresenta una delle tante sfaccettature di un approccio interdisciplinare che bisogna liberare fino in fondo, per fare in modo che ogni aspetto artistico a noi caro non finisca confinato dentro un limitante recinto monodimensionale. Questo articolo nasce dunque dalla voglia di spaziare al di là della solita recensione giornaliera, per abbracciare il mondo delle sette note che ovviamente dal cinema ha attinto a piene mani.
Parlando ovviamente dei film che trattiamo su questo blog, potremmo cominciare con l’esempio più classico, ovvero con il nome di una delle rock band più influenti di sempre, i Black Sabbath, i quali scelsero questa denominazione ispirandosi al celebre film di Mario Bava “I Tre Volti Della Paura” del 1963 (conosciuto oltremanica come “Black Sabbath” per l’appunto). Se solo dovessimo scrivere una lista dei gruppi che sono stati ispirati da una pellicola in particolare, l’elenco sarebbe veramente lungo: soltanto il compianto regista exploitation Russ Meyer ha fatto la gioia, con le sue opere, di alcune importanti band, pensiamo ai Motorpsycho, alle Vixen, ai Faster Pussycat o ai Mudhoney, quattro progetti che prendono il nome proprio da vari lavori targati Meyer. Andando avanti, ci torna in mente il gruppo doom metal Gozu (da un lungometraggio di Takashi Miike), i goticissimi London After Midnight (da un film perso di Tod Browning), i The Misfits (dall’omonima pellicola di John Huston) o i Godspeed You! Black Emperor, questi ultimi ispirati da un documentario giapponese del 1974 realizzato da Mitsuo Yanagimachi. Senza dimenticare i White Zombie, gli Xiu Xiu e i My Bloody Valentine, tra gli altri!
Oggi però entriamo a gamba tesa sull’argomento, spostandolo su un piano differente e non meno intrigante: di seguito, ecco a voi una lista di dieci copertine che hanno tratto ispirazione dal cinema di confine, fotogrammi veri e propri oppure immagini prese in prestito da una locandina e poi trasformate in artwork. In rigoroso ordine cronologico anno dopo anno. Buona lettura!

01) BAUHAUS – Bela Lugosi’s Dead (1979)

Curiosamente, sulla copertina di questo leggendario singolo (un brano celebre per l’omaggio esplicito all’indimenticato Bela Lugosi), non compare alcun film interpretato dall’attore ungherese. La cover infatti riprende un fotogramma dal muto “The Sorrows Of Satan” (1926) diretto da D.W. Griffith, mentre sul retro del 12” è possibile ammirare un frame da “Il Gabinetto Del Dottor Caligari” (1920) di Robert Wiene. Un must per gli amanti del post-punk.
bauhasu l'angoscia di satana

02) DECEASED – Luck Of The Corpse (1991)

Torniamo a parlare di Mario Bava, ancora una volta con il classico “I Tre Volti Della Paura” (1963). Sul primo album di questa death/thrash band proveniente dalla Virginia, ecco comparire un’immagine estrapolata dal terrificante terzo episodio del film, intitolato “La Goccia D’Acqua”. Un sincero tributo al nostro cinema horror, da sempre glorificato da tantissime band d’oltreoceano soprattutto in ambito death metal.
deceased i tre volti della paura

03) MORTICIAN – Mortal Massacre (1992)

Quando nel 1992 la carriera dei Mortician era ancora agli albori, esce questo 7” contenente tre brani assolutamente brutali e claustrofobici. Sulla cover del disco troviamo in primo piano il volto dell’attore Angus Scrimm (poi scomparso nel 2016), diventato famoso nel ruolo di Tall Man nel celebre “Phantasm” (1979) di Don Coscarelli. L’immagine è stata estrapolata proprio da questa pellicola, una delle tante citate nei vari brani scritti negli anni da questi macellai sonori.
Mortician-Phantasm

04) :WUMPSCUT: – Bunkertor 7 (1995)

Dietro il marchio :Wumpscut: si nasconde il progetto electro-industrial del bavarese Rudy Ratzinger. “Bunkertor 7” è uno dei suoi migliori album e fin dalla copertina è facile intuire la fonte di riferimento: parliamo del corto “Le Bunker De La Dernière Rafale” (1981) diretto dalla coppia Marc Caro e Jean-Pierre Jeunet, uno short angosciante in cui si respira un’opprimente cappa apocalittica (tra sirene di guerra, rumori meccanici e maschere antigas).
wumpscut le bunker

05) BLOOD FARMERS – Blood Farmers (1995)

Di chi sarà mai quel faccione da psicopatico sulla copertina dell’omonimo debut dei Blood Farmers? Semplice, parliamo dell’attore Roberts Blossom, qui alter ego del serial killer Ed Gein e dunque folle protagonista del cult horror “Deranged” (1974). Per questa doom metal band proveniente da New York l’amore per il cinema horror è alla base di tutto, il nome del gruppo deriva infatti dal b-movie “Invasion Of The Blood Farmers” (1972).
blood farmers deranged

06) KATATONIA – Sounds Of Decay (1997)

Gli svedesi Katatonia non hanno certo bisogno di presentazioni, anche se il vecchio e acido EP “Sounds Of Decay” forse se lo ricordano in pochi (ritroviamo alla voce Mikael Åkerfeldt degli Opeth, prima della svolta gothic metal presente nel lavoro successivo). La copertina del disco parla da sola, si tratta infatti di un celebre frame preso in prestito dall’allucinante “Begotten” (1990), un’opera tra le più estreme e sperimentali mai viste sullo schermo.
katatonia begotten

07) MAYHEM – Chimera (2004)

In questa rassegna c’è anche spazio per gli amanti del black metal, in quanto stiamo parlando non di una band qualsiasi, ma dei norvegesi Mayhem. “Chimera” non è certo il loro capolavoro, ma si tratta comunque di un disco ferale e glaciale grazie anche al contributo di Maniac dietro al microfono. Sulla cover campeggia un fotogramma del cult “Häxan – La Stregoneria Attraverso I Secoli” (1922) di Benjamin Christensen. Molto inquietante.
mayhem haxan

08) ELECTRIC WIZARD – Witchcult Today (2007)

Questi inglesi amano i Black Sabbath, la cannabis e il cinema horror, non ci sono dubbi. “Witchcult Today”, il loro sesto album, è un ennesimo macigno di doom psichedelico che omaggia come sempre la Hammer Film Prod e le tante pellicole exploitation degli anni sessanta e settanta. La figura diabolica sulla copertina ricalca fedelmente l’immagine presente sulla locandina di “The Devil Rides Out”, un horror occulto del 1968 con Christopher Lee.
el wiz the devil rides out

09) GHOST – Opvs Eponymovs (2010)

Se le ammalianti atmosfere vintage dei Ghost hanno ormai conquistato il grande pubblico (metallaro e non), anche gli appassionati di horror non possono lamentarsi, poiché nella band di Tobias Forge i riferimenti a un determinato tipo di cinema non mancano mai. La copertina di questo esordio è un tributo alla miniserie “Le Notti Di Salem” (1979) diretta da Tobe Hooper (dal romanzo di Stephen King). Nel nostro caso però Papa Emeritus sostituisce il vampiro presente sulla locandina originale.
ghost salem's lot

10) SALEM’S POT – …Lurar Ut Dig På Prärien (2014)

Finiamo questa curiosa carrellata con un gruppo psychstoner svedese, i Salem’s Pot, dei tizi davvero fissati con l’immaginario dei 70s. L’artwork di questo lavoro ci catapulta con veemenza agli albori di quel decennio, mostrandoci in tutta la sua bellezza la star Soledad Miranda, attrice feticcio di Jess Franco morta giovanissima a causa di un incidente stradale. La copertina dell’album rimanda direttamente al cult movie Vampyros Lesbos” (1971).
salem's pot vampyros lesbos

Articolo a cura di Paolo Chemnitz

Pubblicità

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...