Tucker & Dale vs Evil

t&d vs evildi Eli Craig (Canada/Stati Uniti, 2010)

“Tucker & Dale vs Evil” è una delle migliori commedie horror di questo decennio: il motivo è abbastanza semplice, poiché il regista Eli Craig riesce a giocare con tutti gli stereotipi possibili del genere portandoli all’esasperazione. Così, il gruppetto di studenti del college (solitamente costituito da un branco di stupidi) qui è ancora più idiota, mentre il ruolo dei temibili redneck viene magistralmente capovolto, facendo collimare questi due aspetti attraverso una serie di spassosi e incredibili equivoci.
Alcuni ragazzi in vacanza si fermano in una losca stazione di servizio per rifornirsi di birra, prima di raggiungere la loro destinazione (un campeggio nel bosco). Qui conosciamo immediatamente Tucker (Alan Tudyk) e Dale (Tyler Labine), due tipici bifolchi con la camicia a scacchi e gli attrezzi da lavoro, entrambi diretti verso una baita che devono rimettere a posto. Dale è un timidone ma ha appena messo gli occhi sulla bionda del gruppo: tenta un approccio avvicinandosi a lei con una falce in mano, sorridendole e cercando di essere gentile. Un disastro totale, neanche fosse la morte in persona (“I told you, Tucker. I’m a zero with the ladies”). Ridiamo di gusto fino a quando la strada dei protagonisti si incrocia definitivamente durante la notte, teatro di un ennesimo fraintendimento tra i montanari (due simpatici nerd buoni come il pane) e gli studenti, convinti di avere a che fare con una coppia di psicopatici. Ne succedono di tutti i colori.
“Tucker & Dale vs Evil” è una pellicola piena zeppa di citazioni: alcuni elementi sono presi in prestito da “Un Tranquillo Weekend Di Paura” (1972) e ovviamente mutuati in chiave tragicomica, ma troviamo anche una certa devozione verso “La Casa 2” (1987) e “Non Aprite Quella Porta” (1974), con la scena della motosega che da sola vale la visione del film. Lo splatter è abbondante, i dialoghi sono esilaranti e la storia, poggiandosi esclusivamente sui malintesi, finisce per disegnare una bella parabola contro i pregiudizi che si hanno nei confronti delle persone percepite con diffidenza dalla nostra società: è impossibile non diventare complici delle goffe iniziative dei due redneck, idoli incontrastati di un’opera che in questa sede rivediamo almeno una volta ogni due anni.
Era dai tempi di “Shaun Of The Dead” (2004) che non ci si divertiva così tanto: umorismo nero a palate e uno spirito dissacrante che prende per il culo decine e decine di horror tutti fatti con lo stampino. “Tucker & Dale vs Evil” è un film geniale, di quelli da amare incondizionatamente.

4

(Paolo Chemnitz)

t&d

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