La Prochaine Fois Je Viserai Le Coeur

la prochdi Cédric Anger (Francia, 2014)

Questo film è basato su uno dei più strani casi criminali francesi. La maggior parte dei fatti descritti è tratta da documenti ufficiali o da verbali e colloqui con le persone implicate. Trattandosi di un’opera di fantasia, a volte gli autori hanno usato l’immaginazione per dare la loro lettura di una storia vera”. Inizia così questo film incentrato sulla figura di Alain Lamare (qui chiamato Franck), un gendarme che durante la seconda metà del 1978 terrorizzò un’intera zona del nord della Francia nei pressi di Beauvais.
Convinto di non destare sospetti per via della divisa, il protagonista conduce una doppia vita assalendo giovani donne soprattutto nelle ore notturne (“una ragazza di 19 anni che cammina provocatoriamente di notte è un bersaglio che prediligo particolarmente”). La prima aggressione è spaventosa ma per una fortuita coincidenza la vittima riesce a salvarsi, quello che però avviene dopo è una minuziosa descrizione della quotidianità dell’uomo, capace di lavorare insieme ai suoi colleghi nascondendo alla perfezione la sua vera indole.
Questa plumbea provincia francese ci piace in maniera particolare: quella di Cédric Anger è una fredda immersione dentro una piovosa cittadina, circondata da un bosco che al calar delle tenebre si confonde tra la nebbia. Una tra le scene più riuscite è proprio quella della fuga dello psicopatico attraverso la radura, inseguito (guarda caso) dalla gendarmeria. L’interpretazione di Guillaume Canet (attore di fama apprezzato anche come regista) è superba, quello di Franck è uno spaccato di vita che mostra solitudine, ossessione e persino masochismo (quando egli si autoflagella). Forse si potevano omettere le implicazioni sentimentali tra il gendarme e la sua donna delle pulizie, una storia parallela abbastanza superflua che allunga il brodo senza aggiungere nulla di interessante al plot, ma al di là di questo, “La Prochaine Fois Je Viserai Le Coeur” (“Next Time I’ll Aim For The Heart” nel titolo anglofono) si dimostra un thriller/noir di valore, un film intriso di suggestive atmosfere che dipingono nel modo più cupo possibile la psicosi che si abbatte su questa comunità.
Non è una coincidenza che ultimamente in Francia le storie più torbide siano raccontate con un approccio distaccato, livido, piuttosto inquietante: oltre alla pellicola di Anger, ci viene in mente ad esempio il quasi contemporaneo “Les Salauds” (2013) di Claire Denis – dai risvolti addirittura morbosi – senza dimenticare il recente “Mon Garçon” (2017) sempre interpretato dal bravo Canet. “La Prochaine Fois Je Viserai Le Coeur” attinge sia dalla realtà che dall’immaginazione, mettendo in risalto un percorso viscido e pieno di insidie che si vivifica prima di tutto nella mente disturbata del protagonista. Consigliato.

3,5

(Paolo Chemnitz)

la prochaine

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